Furius khan

1. Non ho figli, ho quasi quarant'anni e sono gay. Al di là delle mie mancanze riproduttive, della mia venerabile età e delle mie preferenze sessuali, che qui non c'entrano nulla, o quasi, avevo pensato, all'insaputa di Paolo, il mio ...

  • di furiuskhan
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

1.

Non ho figli, ho quasi quarant'anni e sono gay. Al di là delle mie mancanze riproduttive, della mia venerabile età e delle mie preferenze sessuali, che qui non c'entrano nulla, o quasi, avevo pensato, all'insaputa di Paolo, il mio compagno, di fargli una sorpresa regalandoci una piccola vacanza di tre giorni. Il luogo? Non aveva importanza. La cosa che mi stava a cuore era scappare. Volevo evadere. Sentirci liberi anche solo per poche ore non pensando alle nostre responsabilità. Volevo che tutti e due riuscissimo finalmente a rilassarci.

Ore 8:00. Stanza 1006. Hotel El Paso: - ‘ma vuoi stare calmo che il parco apre alle 10:00?, è solo a 3 minuti da qui...' - disse lui - ‘e se troviamo le code all'ingresso?' - ‘siamo ospiti in uno degli alberghi del parco, abbiamo il pass e oggi è il 24 aprile. La gente normale non viene ai parchi divertimenti il 24 aprile, solo i pazzi come tu' - mi rispose mentre si copriva di nuovo con le lenzuola -‘ non si sa mai, magari oggi i pazzi siamo in seimila. Io mi avvio' - e uscii dalla stanza.

Ore 8:15. Ingresso Portaventura: Manco un'anima. Solo io e la mia macchina fotografica. Silenzio quasi totale. Sugli alberi poche foglie litigano fra loro. Non c'e quasi vento. Cancelli ermeticamente chiusi, parcheggi vuoti e un pò di cartacce in giro. Il tutto ha un'aria alquanto malinconica. Ma è presto. Molto presto. Da lì a poco sarei entrato per la prima volta nel luogo dove c'erano due montagne russe alle quali erano mesi che pensavo spesso. Dragon Khan, il rosso dragone eterno che da anni offre le sue incredibili inversioni agli amanti delle emozioni forti. Tipo sentirsi per due minuti il cervello al posto delle chiappe. E più recentemente Furius Baco, l'ultima fatica degli ingegneri della intamin. Fisica pura e tangibile per gli amanti del brivido fulmineo. Guardo l'orologio: un'ora e quarantacinque minuti ancora. Credo di aver contato tutte le begoniette, i gerani, le puzzoline e le altre cavolo di piantine che abbelliscono l'ingresso. Ho capito cos'era l'impazienza. Confermando anche il fatto che definitivamente il lavoro non ti lascia mai: di mestiere faccio il giardiniere.

- Ma nessuno si rende conto che sono qui? - dico a voce alta quasi senza rendermi conto, e vergognandomi dopo come un ladro. Ho girato la testa di 360 gradi pregando che veramente fossi da solo. Rosso in faccia mi accendo l'ennesima sigaretta e inizio a canticchiare qualche stupida canzoncina, come per assicurare me stesso che non sono del tutto idiota. Ma sento una voce dietro di me: - ‘Señor, el parque abre a las 10 de la mañana, estoy limpiando y porfavor no bote los cigarrillos al piso. Vuelva mas tarde con sus hijos' - mi dice una signora dagli occhi neri e l'addome possente, guardandomi in cagnesco.

Ecco, cretino! penso fra me e me, guarda che questa qui s'immagina che sono il tipico padre apprensivo e maniaco che vuole controllare tutto molto prima che questo tutto abbia inizio. Sono scappato. Meglio tornare poco prima dell'apertura. Così non mi vede più la balena che deve pulire le mie cicche dal pavimento. Così non si rende conto che sono il 40enne attempato, senza figli, senza moglie e in più con un compagno annoiato per il fatto di dover essere lì e non in un vero luogo di rilassamento magari su qualche spiaggia o al massimo con una discreta offerta di spazi dedicati alla cultura e all'arte. E se la grassona risulta chi sa chi e poi spiffera la mia propensione a insudiciare il suo mondo? Se poi in qualche modo fa sì che non mi facciano entrare? Panico. Corro giù lungo il viale d'ingresso fiorito. Torno in albergo ed entro nella grande hall dove trovo di già un sacco di gente. Vere famigliole ognuna con dozzine di bambini che gridano, che si spingono e corrono e sudano, impazziscono. Il tutto per una figura vagamente umanoide di gommapiuma. E' niente meno che Betty Boop. Io non ci posso credere. E' veramente pazzesco. Non per il fatto di vedere Betty Boop davanti a me (da un pò so che esistono i pupazzi con ripieno umano) ma per il fatto che qui la Boop ha 2 guardie del corpo. Due ragazzoni vestiti di nero che fanno come si fa coi politici o le star in qualsiasi paese del mondo: respingono gli ammiratori troppo focosi ed evitano che siano in troppi allo stesso momento a pretendere la mano del personaggio di turno. Credo che adesso Betty soffra di allergia ai bambini. Ed è una vera star

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