Slovenia, in lungo e largo

VENERDÌ 6 LUGLIO Sono ormai trascorsi diversi anni dall’ultimo tour “on the road” e la voglia di cimentarsi nuovamente in un viaggio simile, alla scoperta di qualche paese sconosciuto mi frulla nel cervello da qualche tempo…detto e fatto, decidiamo di ...

  • di madeinflorence
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

VENERDÌ 6 LUGLIO

Sono ormai trascorsi diversi anni dall’ultimo tour “on the road” e la voglia di cimentarsi nuovamente in un viaggio simile, alla scoperta di qualche paese sconosciuto mi frulla nel cervello da qualche tempo...Detto e fatto, decidiamo di partire per un tour in auto che ci porti a scoprire la Slovenia, tranquillo paese a un tiro di schioppo dall’Italia.

Partenza all’alba per evitare possibile code sui critici nodi autostradali di Bologna e Venezia e alle 8.45 siamo già in territorio sloveno dopo aver attraversato senza problemi la frontiera. Ad accoglierci incontriamo quello che nei primi due giorni del nostro tour sarà il nostro più fedele compagno di viaggio: il fiume Soče (Isonzo). Iniziamo ad addentrarci nella Dolina Soče (valle dell’Isonzo) costeggiando il fiume fino alla nostra prima tappa, Most na Soči, minuscolo paesino alla confluenza di due fiumi dove decidiamo di fare una breve fermata per sgranchirci un po’ le gambe e iniziare a scattare le prime foto. Ripartiti, attraversiamo la cittadina di Kobarid (Caporetto), luogo carico di memoria e scenario di tristi eventi storici, per raggiungere la cascata Kozjak. Lasciata l’auto in prossimità della strada principale, seguendo un sentiero sterrato prima tra i campi e poi tra splendidi boschi giungiamo alla cascata, non prima di aver incontrato sul nostro cammino un emozionante ponte sospeso sul fiume turchese dove, per la mia gioia, sono stato costretto a farmi scattare numerose foto in preda a sbandamenti per le vertigini. Con grande ilarità dei presenti... La cascata non è alta né scenografica, ma è caratterizzata da una impetuosità notevole.

Il cammino riprende verso la città di Boveč con sosta alle Slap Boka, imponenti cascate visibili anche dalla strada carrabile, che possono essere ammirate da più vicino (senza però arrivare fin sotto) dopo aver percorso un breve sentiero nel bosco. La vista che si gode alla fine del sentiero ripaga abbondantemente dello sforzo fatto per giungere fin lì. Sosta pranzo a Boveč nella gostilna “Letni Vrt”, situata nella piazzetta principale, che consiglio vivamente. Oltre al servizio eccellente, vi sono una varietà e qualità di cibi veramente meritevoli. Rifocillati e soddisfatti, entriamo nel Triglavski narodni Park, parco naturale vero e proprio orgoglio nazionale (non a caso le tre cime più alte del parco sono rappresentate anche nella bandiera di stato). La strada che attraversa il parco costeggia sempre il fiume Soče, che con il suo colore turchese esalta il cromatismo di questa zona mescolandosi al verde intenso dei boschi circostanti. Sosta presso la Velika Korita, gola tra le rocce (profonda 15 mt e lunga 750 mt) scavata dal fiume che, in questo punto, scorre con particolare impeto e forza. Ultima tappa della giornata, sempre a tema Isonzo, è l’Izvir Soče ovvero la sorgente del fiume. Lasciata l’auto presso un rifugio si percorre a piedi un sentiero piuttosto irto che diventa sempre più stretto e a strapiombo sul fiume. Ad un certo punto il sentiero termina e appare alla vista una enorme cavità nera nella montagna da cui, con un fragoroso frastuon,o sgorga con violenza il fiume. Il sentiero, per i più coraggiosi ed attrezzati, prosegue in una sorta di ferrata percorribile da chi vuole giungere fin sotto alla sorgente del fiume. Pernottamento in uno dei numerosi B&B presenti nella zona, dopo aver dovuto girare un po’ perché tutti completi (è stata l’unica volta che ci è capitato, nel resto dei giorni non abbiamo mai avuto difficoltà a reperire B&B liberi). Da segnalare che questa sistemazione risulterà poi la più cara (19€ a persona) in relazione ai servizi offerti (solo pernottamento) e per la qualità veramente scadente della camera. Ottima invece l’accoglienza riservataci dalla famiglia con la quale, complice il buon italiano parlato, abbiamo intrattenuto piacevoli conversazioni. Appena arrivati (ore 18.00 circa) ci hanno offerto nel loro giardino il cocktail di benvenuto: un bel bicchierino di grappa fatta in casa!!!

SABATO 7 LUGLIO

Dopo una squallidissima colazione in un bar di Boveč (pieno di mosche), prendiamo contatti con uno dei centri di rafting del paese (Soča Rafting, vicino alla chiesa) e dopo una breve descrizione in inglese del servizio offerto decidiamo: parteciperemo ad una discesa di rafting! Pagati 34,50 € a testa e dopo aver ricevuto tutto l’equipaggiamento necessario (casco, muta intera, giubbotto impermeabile, guanti e scarpette) attendiamo tra un attacco di panico ed un impeto di follia per quello che ci attende, l’arrivo della nostra guida. Con un furgone raggiungiamo il punto di partenza del nostro tragitto, ci iniziamo a vestire con tutto il materiale in dotazione accorgendosi, dalle risate più o meno nascoste di altri rafters, che qualcosa in noi non andava: stavamo indossando le mute all’incontrario! Riparata la figuraccia con enorme fatica, trasportiamo sopra le nostre teste il gommone sulla riva dell’Isonzo e con attenzione seguiamo le indicazioni della guida. Prendiamo posizione sul gommone e...Si parte!!! Il sottoscritto, posizionato in prima fila, ha rischiato due volte di sobbalzare in acqua ma vi assicuro che dopo i primi 10 secondi di smarrimento è, a detta di tutti, un’esperienza fantastica. Si naviga per due ore su un fiume celeste intenso che alterna momenti di calma a tratti pieni di gorghi e correntine, giusto mix di adrenalina e suspense, per chi come noi era alla prima esperienza. In un’ansa del fiume ci siamo fermati e tuffati in acqua anche se la temperatura non proprio mite del fiume non consente di godersi un meritato riposo. All’arrivo del percorso c’è nuovamente il furgone che ci attende per riportarci a Boveč. Pranzo nella gostilna già apprezzata il giorno precedente, poi tutti in auto per attraversare il Triglavski Park. Punto di sosta incantevole è il Passo Vršič (1611 mt.) dove, tra un belato di pecora e un altro, si ammira un paesaggio veramente mozzafiato. Dal passo la strada comincia a scendere con dolci tornanti fino a Kranjska Gora, piccola località rinomata per le gare di sci del coppa del mondo che si disputano a breve distanza dal paese. Dirigiamo quindi la nostra rotta verso la Valle di Vrta per fare visita alle cascate Peričnik Slap, o meglio alla cascata inferiore, raggiungibile dopo un breve ma irto sentiero nel bosco. La cascata con un rombo fragoroso compie un salto di 52 mt.; veramente emozionante la possibilità di raggiungere il dietro della cascata percorrendo uno stretto ed umido sentiero. Cena e pernottamento presso la cittadina di Radovljica, che se si esclude per una piazza carina non ha molto da offrire al turista. Consigliamo la Grajska Gosilnica dove, con grande piacere, abbiamo gustato la tipica cucina locale a base di zuppa di cipolle, un ottimo fegato d’oca con marmellata, dei deliziosi zlikrofi e, per finire, dei rotoli di ricotta con formaggio

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