Viaggio di Nozze oltre al Circolo Polare Artico

Ciao a tutti. Vorremmo cercare di dare dei consigli su alcune zone che abbiamo girato durante il nostro viaggio di nozze a nord del circolo polare artico, piuttosto che scrivere un diario dettagliato, ma per capirci ecco le coordinate dell’intero ...

  • di silvia.andrea
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  • Viaggiatori: in coppia

Alta: Bellissimo il museo delle incisioni rupestri, fantastico il fiume per pescare salmoni. Stop.

Capo Nord e isola Magerøya: Ok, la Norvegia è cara. Capo Nord è in Norvegia. Ergo, il sillogismo non permette equivoci, Capo Nord è caro. Ma non si può fare una vacanza tanto a nord e non arrivare al punto massimo, no? E’ necessario però partire con lo spirito adatto, in modo da non rimanerne delusi. Anche qui sconsigliamo i tempi contati, meglio calcolare la possibilità di rimanere 3, 4 o addirittura 5 giorni nell’isola e viverla al meglio (sfruttando così il pagamento del tunnel sottomarino che la collega al resto dell’Europa).

Assioma: “Tutto dipende dalle condizioni meteorologiche”.

Noi abbiamo trovato sereno fino ad una certa ora ma non abbastanza a lungo per vedere il sole di mezzanotte, consigliamo di salire a Capo Nord quando il tempo si fa bello, indipendentemente dall’ora, perché quando le nuvole si abbassano, vi assicuro, c’è maggior visibilità nelle mattine novembrine della Val Padana! Il pagamento del parcheggio poi vale 48 ore, entro le quali è possibile entrare ed uscire quante volte si vuole. L’isola comunque offre molteplici itinerari naturalistici per passeggiare con le renne ed escursioni di vario tipo, dalle solite pulcinelle di mare, alla pesca. Insomma, anche rimanendo più giorni, ce la si può passare (e rilassare) attendendo il momento più adatto per percorrere gli ultimi chilometri.

Quando si arriva, in ogni caso, l’emozione è immensa. Nel centro turistico consigliamo un giro al piano sotterraneo, con il bar panoramico suggestivamente scavato nella roccia ed illuminato quasi esclusivamente da innumerevoli lumini. Bellissima la proiezione libera del film di Caprino su Capo Nord, forse però meno emozionante rispetto a quella sulle Svalbard. Da provare, almeno una volta, la cena con Menu Artico che, data la qualità del cibo e i ricercati accoppiamenti, non ha un costo eccessivo (se paragonata ad una cena analoga in un rinomato ristorante italiano).

Karasjok: Fantastico il piccolo museo lappone (Samimuseet), da tralasciare il “Sàpmi”. Il primo è più grande del secondo e il biglietto d’ingresso costa la metà. I ragazzi che ci lavorano sono molto carini e preparati. All’entrata si riceve una mini guida (in inglese) dettagliatissima e molto interessante che spiega i reperti, illuminando il visitatore sui vari modi di vivere dei Sami. Il “Sàpmi” invece è talmente piccolo da non credere che possa esser così tanto pubblicizzato. E’ una trovata turistica dell’hotel Rica forse divertente per i gruppi, ma se si ha già visitato il museo, è una replica superflua. Carino il filmato multimediale che mostrano nel teatro, intento a recuperare, o forse rimpiangere, il passato quando la maggior parte della popolazione Sami viveva seguendo le renne, come figli del sole e del vento.

Concludendo, non possiamo far altro che rallegrarci per il viaggio fatto. Vorremmo poter ritornare in Norvegia, forse per il nostro 25°anniversario o più in là, magari più impigriti rispetto ad ora così da poterci godere la crociera con l’Hurtigruten.

Silvia & Andrea

Per contattarci: silvia.andrighe@libero.it

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