Nelle terre del tufo

In Italia c’è un lembo di terra su tre regioni (Toscana, Lazio e Umbria) interessata da singolari fenomeni geomorfologici che hanno influenzato ed accomunato le genti che l’hanno vissuta. Si tratta dell’area compresa tra i fiumi Fiora e Tevere. Qui ...

  • di moradibosco
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

In Italia c’è un lembo di terra su tre regioni (Toscana, Lazio e Umbria) interessata da singolari fenomeni geomorfologici che hanno influenzato ed accomunato le genti che l’hanno vissuta. Si tratta dell’area compresa tra i fiumi Fiora e Tevere. Qui 50.000 anni fa si conclusero le attività eruttive dei tre grandi vulcani : del lago di Bolsena, dei monti Cimini (lago di Vico) e del lago di Bracciano, formati nel loro insieme da centinaia di singole bocche. In seguito a tali eruzioni e all’opera erosiva dei fiumi, ebbero origine le profonde forre di tufo che solcano, come lunghe gole, tutto il territorio. I fondovalle toccano la profondità di cento metri. Sopra svettano le rupi di tufo grigie, gialle e rosse , dove sorgono deliziosi centri tutti da scoprire. A causa dell’ origine comune, la zona è ricca di giacimenti minerari, che hanno portato all’estrazione e alla lavorazione dei metalli; inoltre, il bacino idrologico della zona collinare, formato da tanti fiumi e torrenti, nonché la naturale difendibilità fornita dalle rupi di tufo, dalle cavità e dai boschi, ha favorito già in epoche preistoriche e protostoriche la comparsa di un gran numero di insediamenti umani. Di qui sono passati gli Etruschi, i Romani, i Longobardi, i Franchi; qui hanno acquistato prestigio famiglie costituitesi nel periodo dei Comuni e delle Signorie. Insomma...Una terra ambita per la sua posizione geografica, per le sue risorse, ma anche, come ci è capitato di scoprire, per la sua cucina e per i suoi vini. Il viaggio che abbiamo fatto si è svolto in 3 giorni.

Primo giorno.. Ci troviamo già in Toscana, sebbene in una zona diversa dai “tufi”, che si estendono prevalentemente a sud-est della provincia di Grosseto; pertanto, in circa 2 ore raggiungiamo l’area di nostro interesse. Le origini vulcaniche dei luoghi hanno creato anche sorgenti termali di pregio per le proprietà curative delle acque; non è, perciò, un caso che la prima tappa del nostro viaggio sia Saturnia. Qui, quasi in paese, sorgono organizzatissimi stabilimenti termali, con cascatelle naturali di acqua sulfurea dove ci si può immergere sempre (cascatelle del Gorello e del Mulino). I bagni sono molto salutari per i principi terapeutici delle acque sulfuree, ma mi sento in dovere di darvi un consiglio: per il bagno utilizzate un costume vecchio poiché l’odore di “uova marce” è talmente forte e penetrante che resiste a ripetuti lavaggi degli indumenti. Il paese di Saturnia è piccolino. Tutto si concentra intorno alla piazzetta alberata dove si aprono i pochi ristoranti ed una gelateria. Noi abbiamo pranzato al Ristorante “Pizza in piazza”; la pizzeria è attiva solo di sera. In ogni caso l’offerta alternativa è eccellente: dagli antipasti, ai primi , ai secondi sono tutti piatti locali ben presentati. Un suggerimento: provare i “pici alla saturnina”, o, se siete più tradizionalisti, l’impareggiabile zuppa di farro con un giro di olio extravergine di produzione locale; e, ancora, il pecorino gratinato con purea di pere... ed infine i cantuccini artigianali intinti nel vinsanto. E da bere ? Fatevi consigliare dal proprietario oppure scegliete a caso : soprattutto per i rossi, qualunque sia la vostra decisione, sarà un successo. Dopo pranzo ci siamo spostati nel vicino borgo di Sovana : poche case arroccate su una collina che ancora conservano il fascino medievale. Qui il tempo sembra essersi fermato : il palazzo del Pretorio, ancora con le insegne di marmo originarie, ed ,attigua, la Loggia del Capitano, la Chiesa di S. Mamiliano, il Palazzo Bourbon del Monte, la Chiesa di S. Maria maggiore di cui si apprezza il delicatissimo ciborio. Un sentiero (ciò che resta della vecchia via Franchigena) porta dal centro del borgo al Duomo dei Santi Pietro e Paolo, suggestivo esempio del romanico in Toscana. Bellissimi gli interni a tre navate ed i giochi di luce che si creano quando i raggi solari penetrano dalle vetrate della Chiesa. Nella cripta sono conservate le reliquie di S. Mamiliano. Adiacente il Duomo il Palazzo vescovile. La località dette , inoltre, i natali ad Ildebrando di Sovana che salì al soglio pontificio con il nome di Gregorio VII

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