Venezia, ci siamo innamorate di te!

DIARIO DI VIAGGIO – VENEZIA 17-19 APRILE 2009 Compagna di viaggio la mitica sister! 17 aprile: ore 17.19 treno da Principe per Milano, partenza con 17 minuti di ritardo, a causa dei quali perdiamo la coincidenza per Venezia per 2 ...

  • di Pixina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

DIARIO DI VIAGGIO – VENEZIA 17-19 APRILE 2009 Compagna di viaggio la mitica sister! 17 aprile: ore 17.19 treno da Principe per Milano, partenza con 17 minuti di ritardo, a causa dei quali perdiamo la coincidenza per Venezia per 2 minuti! Treno successivo, un’ora dopo... Arrivate a Venezia alle ore 22.50, abbiamo raggiunto il nostro hotel, la LOCANDA CA’ SAN MARCUOLA, nel sestiere Cannaregio, con una breve passeggiata sulla Lista di Spagna. L’hotel ci sembra subito molto carino ed accogliente e tra l’altro è anche adiacente all’omonima fermata del battello sul Canal Grande. Insomma, il primo impatto è ottimo. Lasciamo le nostre cose in camera e scendiamo alla ricerca di un locale ancora aperto per cenare.

Venezia ci incanta già, con le sue calli, i ponticelli, le case, gli scorci: è davvero stupenda!!! Museo a cielo aperto la cui bellezza sta proprio nel fatto che in ogni angolo, anche il meno noto, ci si può stupire per la meraviglia ed ogni volta che ci si torna, si trova sempre qualcosa di bello da vedere. Finalmente troviamo un locale che, nonostante l’ora tarda, ci dia qualcosa da mettere sotto ai denti: l’HOSTERIA AL VECIO BRAGOSSO, dove ci servono un antipasto delizioso, con del salmone marinato all’arancia e spezie ed un baccalà mantecato fenomenale! Come pietanza, ci hanno dato un bel branzino alla griglia. Spesa: 60 euro in due. Usciamo dal locale per fare due passi e ci imbattiamo in una coppia di giovinastri americani, con i quali scambiamo due chiacchiere in Piazza SS. Apostoli prima di dirigerci a nanna. 18 aprile: sveglia ore 7.15, abbondante colazione alle 8.30, inizio del giro della città ore 9.00! Il tempo è fantastico, non c’è una nuvola in cielo! Ci dirigiamo subito verso il sestiere San Marco, dove giungiamo dopo esserci perse innumerevoli volte. Però, quanto è piacevole perdersi qui!!! Questa è una città incantevole, ogni angolo stupisce. Piazza San Marco è bellissima, con la sua Basilica imponente, le Procuratie Vecchie e Nuove, la Torre dell’orologio e il campanile, sul quale siamo salite per ammirare il panorama della città dall’alto. Avremmo voluto anche visitare la Basilica, ma la coda chilometrica che si era formata, ci ha fatto desistere da ogni proposito. Occhiatina al sontuoso Palazzo Ducale (che è in restauro... il Ponte dei Sospiri è inscatolato in modo orrendo!) e poi si prosegue lungo la Riva degli Schiavoni e ancora oltre, fino all’allegra Via Garibaldi, in pieno sestiere Castello. Ci spingiamo fino all’isola di San Pietro e tornando, facciamo tappa all’Arsenale. Karin è stanca, contrariata perché questa zona le piace di meno, ha sete e le scappa la pipì. Insomma, mugugna ad ogni passo e forse ne ha ben d’onde, visto che il ritmo che stiamo tenendo è pesantuccio. Andiamo quindi alla ricerca di un wc: mai McDonald’s è caduto più a fagiuolo di questo che la Provvidenza ci ha fatto trovare – è proprio il caso di dirlo – nel momento del ‘bisogno’! Pipì fatta, la prossima tappa è il Ponte di Rialto. Mamma mia quanta genteeeeeeee! Lo vediamo proprio en passant, facendoci spazio tra le centinaia di turisti che, come noi, lo attraversano e ci addentriamo nel sestiere San Polo. E qui, dopo una breve sosta in Campo San Giacomo (detto San Giacometto), scatta la ricerca di un bacaro per cicchettare gustando un’ombra. Sì, perché questo è tipico veneziano, ossia andare in una locanda locale dove, bevendo un bicchierino di vino, si mangiano tanti assaggini di cucina indigena. Noi abbiamo scelto un bacaro molto noto tra i veneziani (e non): l’OSTERIA AL PONTE, nota anche come LA PATATINA. Carino, niente da dire, ma i cicchetti a nostro parere lasciano un po’ a desiderare in quanto a gusto e qualità... non sono buoni come ce li aspettavamo insomma. Karin ha preso un deludente misto di cicchetti di carne, io l’ho preso di mare (folpetto, polpo in insalata, gamberetti, latte di seppia, acciughe marinate, capasanta gratinata, sarde in saor e il mitico baccalà mantecato). Spesa: 30,50 euro in due. Con le panze piene, vaghiamo per le calli e i campi dei sestieri San Polo e Santa Croce attraversando i quali, ammiriamo la maestosa Chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari, la Scuola Grande di San Rocco fino a raggiungere Campo Santa Margherita, già nel sestiere Dorsoduro dove – ormai stremate – decidiamo di tornare verso la locanda per un meritato riposo, prima di riprendere il giro. Giungiamo quindi attraverso il Ponte degli Scalzi alla riva opposta del Canal Grande e, passeggiando per la vitalissima Lista di Spagna, rientriamo alla base. La città fin’ora ci è parsa splendida, soprattutto i sestieri Cannaregio, San Marco e San Polo. Dopo una pausa ristoratrice, nella quale Karin ha schiacciato un sontuoso sonnellino, si riparte alla volta del ghetto ebraico, che si trova nei pressi della nostra locanda. Finito il giro del minuscolo quartiere, cominciamo il nostro giro per bacari e ci adattiamo subito in modo impeccabile agli usi e costumi locali, cicchettando alla mitica CANTINA VECIA CARBONERA (Campo della Maddalena), dove beviamo un ottimo spritz (io all’Aperol, Karin al Bitter Campari) e mangiamo dei gustosi cicchetti (crostini misti con l’ormai irrinunciabile baccalà, la caponata, gorgonzola e porri, insalata trevigiana, etc...), tra i quali meritano una menzione speciale le meravigliose polpette fatte dalla nonna, veramente insuperabili!!! Finito di cicchettare qui, ci dirigiamo verso un altro bacaro molto famoso da queste parti, CA` D’ORO, noto anche come ALLA VEDOVA (Calle del Pistor, zona Santa Sofia), dove mangiamo dei buoni cicchetti (baccalà, carciofi e polpette) accompagnati da un’ombra. Non ancora sazie, torniamo alla VECIA CARBONERA che tanto ci era piaciuta, dove riprendiamo le polpette e il baccalà, accompagnato da un favoloso spritz. Mentre Karin è in attesa del suo piatto di cozze e vongole, un gruppo di amici locali che festeggiano un addio al celibato, ci ha intrattenuto con la sua goliardia e ci ha offerto un altro spritz. Finito di cicchettare, ormai si è fatto buio e decidiamo di uscire a curiosare Venezia ‘by night’: Ponte di Rialto, Piazza San Marco, dove non abbiamo rinunciato a fare il giro della quarta colonna da sinistra di Palazzo Ducale per vedere se riuscivamo a stare in piedi, e dintorni. Che spettacolo Venezia di notte, con le sue luci che si specchiano nei canali, quanto fascino! Sulla via del ritorno, ci siamo imbattute in un gruppo di amici di Padova che ci hanno offerto una birretta. Due discorsi, quattro risate e si fa tardi, è ora di andare a riposare

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