Sicilia, San Vito Lo Capo

14 giugno – 29 giugno 2008. Sicilia: San Vito Lo Capo e dintorni. ore 10.30 eccoci in aeroporto a Caselle – Torino. Finalmente si parte! L’aereo per Palermo spiccherà il volo alle 11.30. Federico, Leonardo e Adelaide (rispettivamente 5 e ...

  • di Francesca Baudino
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

14 giugno – 29 giugno 2008. Sicilia: San Vito Lo Capo e dintorni.

Ore 10.30 eccoci in aeroporto a Caselle – Torino. Finalmente si parte! L’aereo per Palermo spiccherà il volo alle 11.30. Federico, Leonardo e Adelaide (rispettivamente 5 e mezzo, 5 e mezzo e 7 anni) sono emozionantissimi, le mamme Francesca e Cecilia anche. I mariti sono preoccupati, un po’ invidiosi e parecchio gelosi, visto che rimarranno a Torino a lavorare mentre figli e mogli se la spasseranno a San Vito Lo Capo. Mio marito ci ha provato fino all’ultimo (e quando dico fino all’ultimo intendo in tangenziale mentre mi accompagnava all’aereoporto, fino a pochi attimi prima) a farmi cambiare idea, o perlomeno a insinuarmi nell’animo un angoscioso senso di colpa. Le motivazione addotte spaziavano dalle economiche (spendete troppo, abbiamo un mutuo sulla casa!), alle emotive (ecco, mi lasci solo a Torino e non vedo mio figlio per 2 settimane) a questioni di sicurezza (due donne sole con bambini in Sicilia!), alle minacce velate (non so se quando torni mi trovi...), per arrivare alle minacce dirette (al ritorno ci separiamo) e agli insulti (sei una moglie degenerata e ingrata). Devo ammettere lo scarsissimo risultato di tutto ciò. Primo, in 10 anni di matrimonio mi sono fatta furba e mi sono anestetizzata dai sensi di colpa. Secondo, il volo è prenotato dal mese di febbraio e l’hotel da fine marzo ed ho già pagato una cospicua anticipazione tramite bonifico. Terzo, è da 4 mesi che rimpinzo di vitamina c e uncaria mio figlio per innalzargli le difese immunitarie e incrocio le dita affinché non si verifichino le 1.000 variabili in gioco che possono impedire la partenza. Arriviamo a Palermo Punta Raisi con 5 minuti di anticipo. Ad attenderci fuori dall’aereoporto c’è già il taxi della Sicil Driver, prenotato da Torino per 20 euro a testa (ma ho strappato un bimbo gratis) che ci porta fin sotto l’hotel b&b Auralba a San Vito Lo Capo.

I circa 100 km di percorso sono un tripudio di luce, colori, profumi, sole caldo e mare blu intenso sotto un cielo di un azzurro così vivo che in trenta secondi netti mi cancellano dalla memoria le nuvole basse e spesse che incombono da marzo su Torino, alternando la pioggerellina smoggosa a quella bassa pressione che ti uccide... Ironia della sorte l’autista è un ragazzo siciliano gentile e abbronzantissimo, che mi racconta di essere in attesa di una chiamata dalla società dei trasporti tranviari di Torino per un colloquio perchè vorrebbe vivere in una città “vera” e trascorrere solo le vacanze nella sua Sicilia. Sta lavorando saltuariamente come autista da anni ma solo per i mesi estivi e sembra impossibile avere un lavoro fisso e ben retribuito qui, mentre lo zio, i cugini, etc sono tutti ben sistemati al nord.

L’ingresso a San Vito è anticipato dallo spettacolo di una roccia montuosa che si staglia sul blu intenso del mare, Egittarso o Egitale, che qui chiamano “le 2 monache che si baciano”. In effetti noto con sorpresa che, proseguendo verso il paese, la roccia si scinde in due parti che paiono due figure velate nell’atto di chinarsi una verso l’altra e con un po’ di fantasia sembra di vedere persino le mani congiunte nell’atto di una preghiera. Il b&b è bello, supera le aspettative e l’unica foto presente sul sito non gli dà giustizia.

Devo riconoscere che la motivazione della scelta è stata condizionata solo dal prezzo abbastanza contenuto e dalla gentilezza al telefono del responsabile, era plausibile quindi qualche timore.

Il piccolo hotel si trova al fondo del paese, vicino al piccolo porto ma non è sul mare. E’ situato a ridosso della collina rocciosa, dopo una salita che ti toglie il fiato. Dietro non c’è che un bosco di pini marittimi profumatissimi e dalla terrazza si gode di una splendida vista sul mare, oltre i tetti della piccole case allineate al di sotto. Più di una volta, stupiti e divertiti, Federico ed io abbiamo assistito dal balcone della nostra camera al passaggio delle caprette che si fermavano solo un attimo a darci una occhiata furtiva e curiosa per riprendere subito i loro salti incredibili e sparire nel bosco

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