Week-end in Valnerina, softair into the wild

Stavolta voglio proporvi un modo totalmente diverso per vivere qualche giorno completamente a contatto con la natura piu' selvaggia: il softair. Il softair è un gioco di guerra simulata e si svolge in almeno due gruppi costituiti da 4 o ...

  • di sceriffo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Stavolta voglio proporvi un modo totalmente diverso per vivere qualche giorno completamente a contatto con la natura piu' selvaggia: il softair.

Il softair è un gioco di guerra simulata e si svolge in almeno due gruppi costituiti da 4 o piu' persone che utilizzano fucili ad aria compressa e munizioni composte da sostanze completamente biodegradabili ad impatto ambientale pari a zero.

E' una vera avventura in cui ci si fronteggia in squadre con diverse missioni-obiettivo, tattiche e strategie del tutto simili a quelle militari ma adatte anche ai piu' convinti pacifisti in quanto la sua componente ludica prevale decisamente su quella bellica.

Noi in particolare abbiamo scelto la formula "due giorni non-stop" organizzata dalla guida Giuseppe Fasulo dell'associazione Sibillini Adventures.

Siamo così giunti nelle vicinanze di Norcia (PG) il sabato mattina e lasciate le rispettive auto e la civiltà alle nostre spalle ci siamo accampati in un luogo davvero mozzafiato. Uno scenario primitivo nel quale due dirupi di rara pendenza alti oltre 700mt strapiombano nella stretta valle, qui si specchiano e si fronteggiano divisi solo dalle acque cristalline del fiume Corno che continuano la loro millenaria opera di erosione scavando suggestivi canyon tra le rocce. Un'area questa conosciuta già in età preromanica quando i nostri antenati ricavarono un sentiero tra queste aspre pareti di balza, attività che avrebbe in seguito attribuito il curioso appellativo di "Balza Tagliata" a tutta la zona.

Sono inoltre chiaramente visibili interventi umani di epoche piu' recenti come la strada e la ferrovia di inizio secolo ormai da tempo disuse ed abbandonate e sulle quali Gaia, o la Natura se preferite, ha già quasi del tutto compiuto il suo inesorabile processo di rimboschimento.

Dopo aver svolto esercitazioni di vario genere per tutta la giornata di sabato ed aver consumato parte delle nostre provviste abbiamo trascorso la notte in tenda in un silenzio ascetico, divorati dal buio piu' profondo, lontani anni luce dal frastuono continuo delle nostre città. La domenica di nuovo, prima di ripartire, abbiamo ripreso le attività del gioco, spostandoci per qualche km all'interno del bosco lungo il fiume, potendo cosi' ammirare ancora scenari degni delle piu' selvagge rappresentazioni "hollywoodiane".

Come emerge dal mio racconto il softair passa davvero in secondo piano rispetto al vivido contesto naturalistico nel quale ci si immerge profondamente ed in ogni caso questa non è l'unica attività outdoor del genere che è possibile svolgere nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, basta documentarsi un pò e si scovano "avventure" atte a soddisfare anche gli escursionisti piu' esigenti, dal trekking al canyoning dai corsi di sopravvivenza a quelli del primo soccorso.

Consiglio vivamente questa esperienza a chiunque si ritenga inquinato dalle velenose tossine metropolitane e senta forte il bisogno di riacquistare un rapporto bucolico ed ancestrale con una natura primordiale ormai sempre piu' distante dal nostro stile di vita.

Simone

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