Ponza e Ventotene: due piccoli tesori, leggendari

Perché, quando si parla di piccole isole del Tirreno, vengono a molti in mente l’Arcipelago Toscano, quello di fronte a Napoli, le Eolie, le Egadi, e qualcuno ci infila pure l’arcipelago di Porquerolle (bellissime isole, ma non c’entrano niente), mentre ...

  • di MT&Viki
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Perché, quando si parla di piccole isole del Tirreno, vengono a molti in mente l’Arcipelago Toscano, quello di fronte a Napoli, le Eolie, le Egadi, e qualcuno ci infila pure l’arcipelago di Porquerolle (bellissime isole, ma non c’entrano niente), mentre ci si dimentica l’Arcipelago Ponziano (Ponza, Palmarola, Zannone, Ventotene, S.Stefano)? (Si chiamano Ponziane, e non Pontine, anche se fanno parte della provincia di Latina: l’etimologia è diversa).

La voglia di conoscerle ci è aumentata dopo una breve visita al litorale più vicino, con Gaeta (sorprendente in molti scorci), Sperlonga (bellissima la Grotta di Tiberio ma soprattutto l’annesso Museo Archeologico, ricco ed illuminante), il Promontorio del Circeo. Questi luoghi condividono con le “dirimpettaie” isole di Ponza e Ventotene la fama leggendaria di possibile sede di episodi della saga omerica di Ulisse (la Maga Circe; le Sirene; la terra dei Lestrigoni). Ed allora: imbarchiamoci! PONZA Abbiamo fatto fatica a trovare (in giugno..) una camera d’albergo a Ponza per il nostro week-end lungo: ma non era un week-end qualsiasi... Quest’anno il 29 giugno (SS. Pietro e Paolo) capitava di giovedì, e così molti romani facevano un super-ponte di inizio estate! Già alla discesa dall’aliscafo (da Formia) a metà pomeriggio del venerdì siamo rimasti attoniti: da una parte il bellissimo “presepio” delle casette colorate che si affacciano sul porto, dall’altra una grande rada piena zeppa di natanti di tutte le specie e dimensioni; una specie di Salone Nautico galleggiante che si estendeva lungo tutta la costa orientale dell’isola. In un sole ancora caldo camminiamo lungo tutta la passeggiata a mare, incominciando ad adocchiare i vari banchetti e cartelloni che offrono gite in barca e noleggio di imbarcazioni, fino ad arrivare al nostro albergo, “Gennarino a mare”. Siamo discreti viaggiatori, abbiamo dormito in catapecchie e in alberghi a 5 stelle, in hotel anonimi ed in bellissimi resort, ma nessuno assomigliava a questo. Un piccolo scrigno azzurro, in parte su una palafitta sul mare (c’è anche il pontile), in parte appoggiato sulla roccia, perforata da un tunnel scavato dai romani (quelli antichi): una gioia per gli occhi da ovunque lo guardi. Sarà pure caro (ma meno di certi orribili palazzi di vetro e cemento sparsi per l’Italia intera), ma ne vale la pena! Il tempo di portare i bagagli in camera, metterci il costume e scendere dalla gentilissima receptionist a chiedere dove fare un bagno di fine pomeriggio. Purtroppo la spiaggia di Chiaia di Luna (rivolta ad ovest e raggiungibile attraverso un tunnel) non è al momento accessibile per “pericolo frane”, e quelle vicine all’albergo (S.Antonio, Giancos, Santa Maria) sono oggi sconsigliabili per la massiccia presenza di barche. “Obbligatorio” quindi prendere un battello (ce ne sono di varie compagnie, tutte a 1,50 euro a tratta) per la spiaggia del Frontone, la spiaggia dell’isola. L’impatto non è dei più favorevoli: è ormai in gran parte in ombra; c’è parecchia gente (piuttosto “rumorosa”) assiepata nella parte ancora al sole; la sabbia è piena zeppa di cartacce, bottigliette, bicchieri di plastica abbandonati e soprattutto c’e un rumore assordante: un bar si è trasformato in una discoteca all’aperto, ed il volume è adeguato alle necessità di techno e house (non dei bagnanti). Inoltre avevamo letto che “a Ponza non si costruisce più”: ed allora cosa è quell’edificio che stanno innalzando proprio sulla spiaggia ?!? Per sfuggire al baccano, ci sistemiamo nell’angolo più a nord, dove ci sono delle belle vasche naturali e c’è un sentiero che sale sulla scogliera, con cartelli che segnalano un “museo etnografico” e “assaggi ponzesi”: ci ritorneremo..

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