Capraia, isola selvaggia

...Cinque giorni di trekking e mare immersi nella natura della più selvaggia delle isole dell'arcipelago toscano....

  • di Luisa87
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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Avendo non troppi giorni di vacanza io e il mio ragazzo, per le nostre ferie settembrine, optiamo per una meta piuttosto vicina: l'isola di Capraia. 1 Giorno: La domenica mattina la sveglia è piuttosto presto : alle otto e trenta ci imbarchiamo da Livorno su un traghetto della Toremar che in due ore e mezza di navigazione ci porta a Capraia. L'apparizione dell'isola dal trghetto ci lascia già senza fiato, sembra di sbarcare su un isola deserta dove padrona indiscussa è la macchia mediterranea e le case si contano sulle dita delle mani. Dopo lo sbarco ci dirigiamo verso l'agenzia il Parco; qui una signora ci accompagna al nostro appartamento che dista solo una ventina di metri dal Porto. Lasciate le valigie decidiamo di iniziare subito a scoprire un po' l'isola e dal porto saliamo per la strada che giunge in paese ( circa 800 metri di distanza). Vi sono tre strade che collegano il porto al paese: la vecchia mulattiera , la strada romana e una strada asfaltata( l'unica dell'isola: portare la macchina qui è pressochè inutile e sconsigliato). Il paese è piccolo, molto caratterristico e colorato con piante di buganville e fichi d'india che decorano gli esterni delle tipiche case a torre. L'acqua cristallina ci invita ad un bel bagno scendiamo così alla "Grotta" unica area balneazione attrezzata dell'isola. Dopo un pranzo al bar della spiaggia ripartiamo per andare alla Cala dello Zurletto che dista circa venti minuti di camminata dal paese. Una piccola deviazione ci porta a Punta della Bellavista dove una bellissima terrazza che si affaccia sul mare ci fa godere di un paesaggio meraviglioso.

2 Giorno: Oggi tira un po' di grecale e il mare non troppo calmo ci impedisce di fare il giro dell'isola in barca ripieghiamo così su un itinerario da fare a piedi. Armati di scarpe da trekking, zaini e una buona dose d'acqua partiamo per il sentiero che dal paese porta fino alla Torre dello Zenobito. Sono tre ore e mezza circa di camminata piuttosto impegnativa, con ripide salite e scoscese discese. Dal paese saliamo fino al Monte Arpagna, che ci regala una magnifica vista della Corsica,per poi scendere fino alla punta dello Zenobito con la sua ononima torre genovese. Da qui con un po' di fortuna ( i sentieri sono indicati solo con pietre sovrapposte ) troviamo l'altro sentiero che passando dal Piano porta al paese. Visto che ripercorrere all'indietro il percorso fatto non ci entusiasmava e non solo per la fatica prendiamo questo sentiero non meno impegnativo però. Percorse altre due ore di camminata e dopo un fugace pranzo al sacco facciamo una deviazione per cala del Ceppo. La voglia di fare un bagno in quest'acque cristalline ci fa sopportare un' altra quarantina di minuti di discesa per raggiungere la caletta. La spiaggia, del resto come in tutta l'isola, è costituita da una serie di grandi ciottoli e pietre, l'acqua è di un color smeraldo unico e la cala è pressochè deserta. La sete comincia a farsi sentire e dopo un altra ora e mezza di camminata raggiungiamo finalmente il paese. Contenti ma distrutti.

3 Giorno: Ancora in fase di ripresa dal giorno precedente decidiamo di far riposare un po' i piedi e di noleggiare un gommone per godersi un po' di mare. Oggi il mare è più calmo tira un po' di libeccio ma possiamo comunque navigare tranquillamente nella parte sudest dell'isola. Prima meta per il bagno è Cala Rossa senz'altro la più spettacoalre dell'isola,qui il riflesso del rosso delle rocce nel blu cobalto del mare crea bellissimi effetti croamtici

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