Austria e Castello delle favole
Sabato 30 ottobre ore 07:00
Valigia in mano e un fremito in tutto il corpo... È ora di partire, mia figlia Emily, e io ci regaliamo 3 giorni insieme per una gita di tre giorni fra Austria e Germania. Arriva il pullman che ci porterà fra varie tappe fino a Innsbruck. L'autostrada del Brennero ha sempre il proprio fascino, per niente noiosa e gli occhi si spostano a destra e sinistra per ammirare il paesaggio. Le cime alpine completamente innevate spiccano fra un cielo azzurro e limpido da far invidia ad una giornata estiva. Ed ecco la neve a terra.... La troviamo al confine fra Italia e Austria, quasi a volerci dare il benvenuto fra i freddi paesaggi austriaci. Invece non è per nulla freddo, ci sono 16-17 gradi e il sole splende nel cielo, tanto da permettere di togliere la gicca imbottita rimanendo solo con il maglione. Fra le varie soste negli autogrill iniziamo ad intravedere i primi oggetti tipicamente austriaci e i classici sacchetti di frutta mista in vendita ai turisti a prezzi da capogiro!
La prima sosta al di là del confine italiano e al museo degli Swarosky. Un'ora fra scintillii impressionanti e giochi di colori mai visti prima. Un museo alternativo, dove vari scultori si sono adoperati nella costruzione di vari soggetti in cristallo che si muovono a tempo di musica. Composizioni davvero originali. Alla fine del museo un grande shop center dove i miei occhi e quelli di Emily si perdono fra le centinaia di oggetti che brillano da tutte le parti. I prezzi sono piuttosto alti, e quindi decidiamo di guardare ma di non comperare nulla, anche quei piccoli oggetti meno costosi che poi una volta a casa finirebbero nel cassetto dimenticate.
All'uscita del museo le foto si susseguono in un curatissimo e verde giardino dove le siepi richiamano alcuni oggetti tipici swarosky. Le montagne innevate sempre da cornice.
Arriviamo finalmente all'hotel chiamato Alpinpark. Un 4 stelle di cui pensiamo che una l'abbiano "rubata", poichè non rispecchia assolutamente lo standard proposto in altri 4 stelle. La camera è molto piccola così come i servizi, tipicamente in stile tirolese, mansardata e a letti divisi. Emily ed io cambiamo subito la disposizione, unendo i 2 lettini creando un matrimoniale. Il suo viso si accende con un bellissimo sorriso quando cerca di capire come poterci coprire con quell'unico piumino appoggiato sul materasso. Ci sistemiamo e decidiamo di fare un giro fra le vie circostanti l'hotel. Attraversiamo un ponte dove sotto passa l'INN, il fiume di Innsbruck da cui prende il nome. L'acqua è cristallina e scorre molto veloce. Intravediamo delle luci in lontananza e decidiamo di arrivare fino lì. Ai nostri occhi si apre il paradiso per gli amanti dello shopping, un centro commerciale di ben 3 piani. Entriamo, sono le 18 e con amara sorpresa ci accorgiamo che il sabato i negozi ad Innsbruk chiudono proprio a quell'ora. Quindi ci accontentiamo di osservare le vetrine sospirando per i nostri mancati aquisti.
Torniamo in Hotel accompagnati da un vento particolarmente e stranamente caldo, nulla a che are con quelle brezze tipicamente austriache. Ci verrà poi spiegato che al termine di questi venti caldi inizierà il vero e proprio "loro" inverno con temeprature raramente sopra lo zero. Meglio così...
Una calda doccia e si va a cena... Siamo in Austria e quindi ci prepariamo già psicologicamente alle loro zuppe calde e poco altro. Infatti non veniamo samentite, ma almeno dopo la "zuppetta" una buona cotoletta e una gran bella fetta di strudel!
Siamo particolarmente stanche, quindi dopo un thè caldo e qualche chiacchiere alle 21 siamo già in camera belle e addormentate. La giornata successiva sarà impegnativa