Berlino 1989 CAPODANNO PREMESSA Sono passati esattamente 20 anni da quel mitico viaggio (come passa il tempo) ed in questi giorni con l’attenzione mondiale sulla ricorrenza della caduta del muro mi si è risvegliata la memoria su quel viaggio fatto ...
Berlino 1989 CAPODANNO PREMESSA Sono passati esattamente 20 anni da quel mitico viaggio (come passa il tempo) ed in questi giorni con l’attenzione mondiale sulla ricorrenza della caduta del muro mi si è risvegliata la memoria su quel viaggio fatto nel periodo delle feste di fine anno nel lontano 1989 con destinazione Germania Est e Berlino..
La tentazione è forte e comincio a scrivere cercando nella memoria le sensazioni ed i ricordi più forti e cercando di rimanere fedele alla realtà di quei tempi..
LA PARTENZA L’equipaggio della Wolswagen golf prima serie, ma taroccata con motore nuovo a 5 marce e 1600 di cc, era del sottoscritto e di MG la ragazza di allora del sottoscritto appena maggiorenne.
La mia idea era di passare capodanno esattamente sotto la porta di brnadeburgo dove si diceva ci sarebbe stata una festa enorme dato che pochissimo tempo prima erano state aperte le frontiere tra le due germanie.
Un conoscente del paese mi aveva detto che lui era un abituè della germania orientale e che a Karl Marx Stad , vicino Dresda andava sempre in un hotel e che per le feste di capodanno sarebbe stato lì.. OK prima tappa Karl Marx Stad, mi sono detto. La sera della partenza dopo un lungo arrivederci fatto con gli amici in una birreria verso la mezzanotte indirizziamo il cofano dell’auto verso est.
Viaggiamo per 10 e più di ore senza sosta sconfinando finalmente in baviera dove in una piazzola di sosta cerchiamo di dormire un po’ in auto.
La mattina il primo spettacolo che ci riempie il cuore, nella notte aveva nevicato un po’ e al mattino il cielo era turchese ed il sole faceva brillare tutti i pini bianchi di neve fresca...
Ripartiamo subito pensando a tutti i km rimanenti prima del primo vero stop in qualche albergo.
LA DOGANA Arrivammo quindi in autostrada fino al confine tra le due Germanie.
Qui si doveva prendere una ardua decisione perché volendo andare a Berlino direttamente bisognava solo proseguire dritti lungo l’autostrada che senza uscite e praticamente blindata ti portava direttamente nella parte ovest della città senza fare assolutamente niente bastava una semplice carta d’identita, ma i miei piani erano ben diversi.
A parte che aveva già provato una ventina di km prima a deviare per una strada vista sulla cartina che in qualche modo sembrava abbreviare il percorso. La strada era piccolina e coperta di neve e mano mano una colonna di trabanat si dirigeva nella mia stessa direzione, Arrivammo ad un cancello con guardie armate della germania est i famosi vopos, io in fila con la altre auto.
Le trabant passavano quasi senza essere fermate ma noi no, il ragazzo giovane che ci fermo sembrava molto stupito ed incuriosito dalla nostra presenza e soprattutto dal fatto che volessimo passare di lì. Era il confine tra le due germanie quello e le auto che rientravano erano quelle dei lavoratori pendolari che di giorno andavano dall’altra parte a lavorare, lì non c’era una vera frontiera ci spiegò il ragazzo e per entrare in germania est dovevamo tornare sull’aostrada ed arrivare fino alla dogana che stava lì per fare i visti di ingresso e tutto il resto. Il ragazzo restò ammirato della vecchia golf e soprattutto della canon che avevo dietro chiedendomi delle sue qualità e dicendo che non aveva mia visto una fotocamera così bella. Era illuminato in viso, chissà forse era la prima volta che incontrava dei veri occidentali, gli si leggeva negli occhi. Con larghi sorrisi ci salutò mentre facevamo inversione di marcia ed ebbi così il primo contatto con i tedeschi orientali, un contatto molto emozionante devo dire