Ferragosto a RATISBONA

Rati… che cosa? Questa la reazione più comune di quanti venivano messi al corrente della meta del mio prossimo viaggio. Mica hanno tutti i torti! Cosa ci andiamo a fare in cinque a Ratisbona – Germania - nel week-end di ...

  • di claumore
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Rati... che cosa? Questa la reazione più comune di quanti venivano messi al corrente della meta del mio prossimo viaggio. Mica hanno tutti i torti! Cosa ci andiamo a fare in cinque a Ratisbona – Germania - nel week-end di ferragosto 2008? Lo confesso, il colpevole sono io che, per lavoro e per passione mi occupo di astronomia: da quando sono stato a Praga qualche anno fa ed ho coinvolto o meglio costretto i miei compagni di viaggio ad una caccia al tesoro alla ricerca dei luoghi in cui vissero due grandi astronomi, Thyco Brahe e Johannes Kepler, mi è venuta l’idea di visitare le altre città che hanno fatto da sfondo alla vita dei due. Appunto, Kepler (Keplero, quello delle tre famose leggi studiate al Liceo) ha trascorso gli ultimi anni della sua vita ed è morto a Ratisbona, Regensburg in tedesco, città celtica e poi romana della Baviera, poco più di 100 Km a Nord di Monaco.

Il gruppo dei viaggiatori oltre al sottoscritto, a mia moglie e a mio figlio Ric, è completato da una coppia, da tempo affiatati amici di viaggio e non solo.

Mio figlio parte controvoglia, si considera deportato e minaccia di rovinarci la breve vacanza (... non ci riuscirà!).

Considerato che da casa nostra la distanza è di solo (!) 570 Km il viaggio si farà in macchina, la Renault Scenic del mio amico, nonostante nelle ultime occasioni abbia rotto nell’ordine, la batteria, le pompa d’iniezione e di nuovo la batteria: sfidiamo la sorte! Dopo una notte agitata, per il caldo soffocante, alle 6 in punto si parte; per svegliare mio figlio devo ricorrere a tutta la mia calma (ed anche prenderne a prestito), si solleva dal letto 15 minuti prima della partenza, poi sale accanto al guidatore e non cederà più questo posto privilegiato e spazioso per tutto il viaggio, ritorno compreso. Beh, a dirla tutta, Ric è un diciassettenne cestista alto 194 cm che al peso dichiara oltre un quintale, quindi ... considerando le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti.. Eccetera... eccetera... lo si può assolvere dall’aver costretto fior di adulti corpulenti a stiparsi sul sedile posteriore dell’auto.

Il viaggio fila liscio, poco traffico, ma dopo il Brennero il tempo peggiora, piove e la temperatura scende a precipizio; pranziamo in un autogrill tedesco, naturalmente Ric prende l’appiccicoso e sbavante panino di Burgher King, con le immancabili patatine e coca cola ghiacciata.

L’albergo, prenotato come sempre via Internet, è il Mercure Hotel della catena internazionale Accor, all’estrema periferia della città, tre-quattrocento metri dall’autostrada in un quartiere residenziale-commerciale fin troppo tranquillo: l’offerta è da urlo, una doppia in un 4 stelle a 49 euro la notte! Si rivela una buona scelta, camere spaziose e pulite, personale gentile che parla inglese, arredi non proprio di lusso ma di buon gusto; la colazione invece non vale tutti i 14 euro a testa che paghiamo, pur essendo sufficientemente ricca.

Dato che siamo a circa 3-4 Km dal centro, dopo le formalità alla reception, sventato il primo sabotaggio di mio figlio che vorrebbe restare in albergo tutto il pomeriggio, riprendiamo la Megane e ci dirigiamo in città (in alternativa ci sarebbe il bus n. 2 che ferma a 100 metri dal Mercure): la giornata e molto grigia, fa freddo per essere agosto, non più di 13-14 gradi e per strada non c’è nessuno, ma proprio nessuno e sono le 15, non le 3 del mattino. I commenti dei compagni di viaggio si fanno sarcastici, dal più gentile “ma dove ci hai portato?” al più diretto dell’adolescente che è con noi “ma che città di m... È questa?”. In compenso arriviamo in centro in un attimo e Mig alla guida percorre sicuro strade e incroci mai visti come fosse un habitué: parcheggiamo a due passi dal centro storico, ovvio che anche il parcheggio è deserto

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