Syusy sulle tracce della venere di Savignano, per un arcaico futuro

Cari Turisti per Caso, direttamente dalle pagine del Sal8 di Syusy lanciamo un appello e un invito a partecipare a un'azione dimostrativa che si terrà <strong>a Roma il 15 febbraio dalle 12.30</strong>, davanti al Museo Pigorini dell'Eur. L'obiettivo? Riportare a ...

 

Cari Turisti per Caso, direttamente dalle pagine del Sal8 di Syusy lanciamo un appello e un invito a partecipare a un'azione dimostrativa che si terrà a Roma il 15 febbraio dalle 12.30, davanti al Museo Pigorini dell'Eur. L'obiettivo? Riportare a casa la Venere di Savignano. A Syusy il compito di spiegare meglio il senso di questa iniziativa:

Come mai la Venere di Savignano, una delle Dee madri più famose a livello internazionale dopo quella di Willendorf o alla dea Madre anatolica di Catal Huyuk o a quelle di Malta, è lontana dal luogo dove l'hanno trovata, nascosta per anni nei sotterranei del museo Pegorini di Roma? Come mai il famoso ma ormai scomparso libro di Marija Ghimbutas, l'archeologa che ha fatto uno studio molto approfondito sulle Dee madri, è introvabile in tutto il mondo e non è più stato pubblicato? Come mai la preistoria, il periodo più lungo e importante del nostro passato viene classificata come selvaggia e incivile quando sono esistite città non fortificate, senza guerre, società, non gerarchiche e una spiritualità fondata sulla fertilità e il femminile molto sentita e profonda? A queste domande si può dare una risposta: insabbiamento. Sul fatto storico, inconfutabile che Dio è nato donna è stato operato il più grande insabbiamento della storia. Io, che da tempo ho avuto la fortuna di girare il mondo ho visto questi culti resistere in India con la Sacti in Perù con la Paciamama in Siria con Allath in Europa con le Madonne Nere,credo fortemente che il culto delle Dee ci manchi moltissimo in questi tempi e che tutti noi e la terra stiamo soffrendo per questo. Quello delle Dee Madri è un culto che non è solo femminile, un culto globale che coinvolge gli uomini come le donne , ma che del femminile mette in evidenza la fertilità, il legame con la terra e con l'esistente, con la materia che ci circonda che trasuda intelligenza. Tutto ciò da cui ci siamo allontanati e che è così attuale oggi. La logica fallica (che come dice il nome non può che fallire) prevarica, pensa in grande, sperpera, quella del seno protegge, nutre, risparmia, economizza, ricicla. Ecco perché è stata negata per tanto tempo: nelle società patriarcali era scomoda. Ma adesso torna alla ribalta e si prende la rivincita. Ne abbiamo straordinariamente bisogno! Per questo a Savignano, un paese pedecollinare della Pianura Padana bagnato al Panaro vicino a Vignola la città dei ciliegi in fiore, lì dove la natura è benigna e la terra fertile, abbiamo deciso che deve ritornare. Ci porterà bene! Da tempo le è stato preparato il nido. Il Sindaco di Savignano sul Panaro, Catia Fornari, ha voluto un museo della Venere dove ospitarla circondata dalle copie di tutte le altre Veneri del mondo donate dai musei. Io, che mi occupo di questo dai tempi dell'università, ho trovato finalmente l'alleata giusta. Con Catia andremo a riprenderla a Roma, al Museo Pegorini. Convinceremo la Direttrice del museo a darcela e la riporteremo a casa dover sarà accolta da una grande festa per il ritorno della Venere al Teatro della venere di Savignano il 16 marzo 2008. Lì ad accoglierla ci saranno tutti quelli che da anni cercano di risvegliare una antica coscienza matristica: l'Associazione Armonie di Bologna che è in prima fila nella diffusione della cultura della Dea, l'editrice Chiara Orlandini che sta ripubblicando la Gimbutas, l'architetto Simona Ventura che ha allestito il museo e il fotografo Massimo Trenti che da anni la sostiene.

Syusy

La Venere di Savignano è la più nota tra le veneri italiane, ritrovata nel 1925 in occasione di scavi edili. È una scultura litica antropomorfa di 22 centimetri di lunghezza, raffigura una donna nuda con gli attributi sessuali in evidenza e il cappuccio o un'acconciatura appuntita. Per oltre 70 anni è stata attribuita all'Aurignaziano, adesso c'è chi vorrebbe attribuirla al Gravettiano, o al Musteriano per la somiglianza di testa, collo e spalla con le sembianze dell'homo sapiens neanderthalensis. Proviene dalla località di Savignano sul Panaro, in provincia di Modena, ma è attualmente conservata al Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma. È per questo che vorremo riportarla nella sua terra natale. In concreto quindi cosa vogliamo fare? Venerdì 15 febbraio ci troviamo alle 12,30 circa davanti al museo Pigorini dell'Eur, per incontrare alle 13 la sopraintendente, dottoressa Maria Antonietta Fugazzola. Alle 15,30 consegneremo la petizione per il "ritorno a casa" della Venere di Savignano alla segreteria del ministro dei beni culturali Francesco Rutelli. Con Syusy e, speriamo, con tanti di voi Turisti per Caso, ci saranno il Sindaco di Savignano sul Panaro Catia Fornari, il sindaco di Vignola Roberto Adani con tutta la giunta e Chiara Orlandini delle Edizioni Venexia che ha giusto rilevato i diritti per ripubblicare finalmente il libro di Marija Gimbutas "Il linguaggio della dea".

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