Premantura e Parco Kamenjak

A Prematura, l’accoglienza del sole di mezzogiorno è abbacinante: cielo azzurro e colori netti da isola dell’Egeo. Viaggio semplice, ma è inevitabile accusare il salto dal giugno padano insolitamente piovoso: un fermata alla gelateria ‘Valentino’ aiuta a riprendersi. L’appartamento è ...

  • di catcarlo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

A Prematura, l’accoglienza del sole di mezzogiorno è abbacinante: cielo azzurro e colori netti da isola dell’Egeo. Viaggio semplice, ma è inevitabile accusare il salto dal giugno padano insolitamente piovoso: un fermata alla gelateria ‘Valentino’ aiuta a riprendersi. L’appartamento è a Runjačica, zona di villette ad inizio paese che si potrebbe dire periferica se la definizione non stridesse con le minuscole dimensioni del centro. La casa è bella, spaziosa e dotata di una terrazza con splendida vista mare in direzione di Medulin e Cres; l’accoglienza da parte della famiglia della signora Zajec è cordiale: culmina nell’offerta di un liquore alle amarene che parrebbe fuori posto nella calura ed invece si rivela appropriato. Il primo bagno serve per lavare via la stanchezza, a Runke per non inoltrarci a Kamenjak quando è ormai sera: carino e nulla più, dai lastroni di roccia direttamente in acqua, ma sappiamo che il piatto forte sono comunque le ‘spiagge’ del parco.

Quest’anno solo vita di mare. La temperatura contribuisce alla grande a diminuire la voglia di fare i turisti: per le pur adocchiate Bale e Dvigrad ci sarà tempo, forse, una prossima volta. Una settimana di sole, dapprima limpido e bello e poi via via più afoso: oltre all’amor proprio, costretto alla resa sul fronte aria condizionata, a soffrirne è il paesaggio, che si fa via via più nebuloso e indefinito. Unica oasi di frescura vera, le pinete vicino alle ‘spiagge’, con brezze anche eccessive a lenire i bollori dei tratti senza riparo.

E allora Kamenjak e solo Kamenjak, alla ricerca di nuovi posti e nuove prospettive. Sono solo 20 kune al giorno, e per chi vuole arrischiarsi in bicicletta o a piedi è gratis: è vero che ci sono meno di cinque chilometri per raggiungere l’estremità della penisola istriana, ma è tutto un saliscendi, con tratti anche ripidi. I primi giorni la strada è molto brutta, poi viene rimaneggiata con copiosa ghiaia, ma il limite dei venti allora resta pressoché invalicabile: rispetto della natura, del prossimo e anche della meccanica dell’auto.

Si parte con l’usato sicuro: l’ampia baia di Portić, ombreggiata da un vasto bosco e rallegrata dal variegato paesaggio, con l’isola di Sekovac e la variante prospettica rispetto alla terrazza di casa. Tante barche, tanti nudisti: la gente è numerosa, ma è domenica ed è comprensibile. Acqua sempre limpida e fresca, ma non fredda, con i soliti pesci che guizzano fra le gambe, ma non numerosissimi.

Poi, si cambia costa. Il panorama ci perde qualcosa – mare aperto e, da qualche parte là in fondo, l’Italia – ma al tirare delle somme l’impressione complessiva è migliore (a meno che si tratti dell’effetto novità). La prima visita è per Polje, seconda solo a Portić per ampiezza e profondità. Il piccolo porticciolo non disturba in modo particolare, anche se stanno lavorando sul molo, e gli ampi spazi sono più vuoti che pieni: è ancora giugno, forse più in là nella stagione la ressa aumenta, ma è un problema che vale ovunque. L’acqua è pulita, ricchissima di pesci di varie specie e dimensioni, ed anche non troppo fredda: caratteristica, quest’ultima, condivisa con le altre insenature del versante occidentale. Purtroppo così non è per quanto riguarda la pulizia: ci dev’essere una corrente che porta un po’ di sporcizia su queste spiagge nel tardo pomeriggio: Polje è protetta dalla sua stessa ampiezza. La baia è ombreggiata da un bosco di pini marittimi, fra i quali soffia un’ariettina che non consente di stare solo in costume. Per riscaldarsi, si percorre il sentiero che conduce fino a Penižule, a costo di qualche acrobazia e di qualche graffio lasciato sulle gambe dai rigogliosi arbusti che spuntano tra le rocce della costa

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