Il Cavallo di Leonardo, di Marco Caciolli: ecco la sesta parte del romanzo

<em>Cara / Caro Turista per Caso, per la rubrica Scrittori per Caso torna l'atteso seguito del romanzo del nostro amico Marco Caciolli pubblicato a puntate su Turistipercaso.it: "Il cavallo di Leonardo". Se ti sei perso qualcuna delle puntate precedenti, niente ...

Cara / Caro Turista per Caso, per la rubrica Scrittori per Caso torna l'atteso seguito del romanzo del nostro amico Marco Caciolli pubblicato a puntate su Turistipercaso.It: "Il cavallo di Leonardo". Se ti sei perso qualcuna delle puntate precedenti, niente paura: le puoi rintracciare tutte qui.

Buona lettura! Lacona non rispose; lo fissava immobile, ma non parlava. Rick, furioso come una tigre, gli si avvicinò per accertarsi se respirava ancora e in quel momento si sentì afferrare alla gola in una stretta mortale; sembrava incredibile che Lacona, dopo aver perso tutto quel sangue, avesse ancora la forza di reagire, eppure le sue dita non allentavano la presa.

"Non avresti dovuto impugnare la pistola con la destra: Duboy era mancino, razza di imbroglione. Spero che tu finisca all'inferno maledetto..." Un altro sparo: questa volta Lacona si accasciò sul pavimento lasciando lentamente la gola di Rick mentre una grossa pozza di sangue si andava formando dietro la nuca.

Rick si alzò barcollando, scosse la testa e cercò di riprendere fiato; quando finalmente il battito del cuore rallentò e la testa smise di girare vorticosamente, cercò di fare il punto della situazione.

Lacona era morto e non gli aveva rivelato niente; la nave aveva già oltrepassato il centro di Aberdeen dove suo fratello, infiltrato tra gli addetti, aspettava notizie; la radio era fuori uso e lo sapeva, visto che era stato lui ad invertire i contatti approfittando della pausa di colazione poco dopo l'ultima trasmissione dati proveniente da Newcastle.

Tutto era andato per il verso sbagliato, eppure il piano era stato studiato nei minimi particolari: lui avrebbe dovuto rubare i documenti e, all'altezza di Aberdeen, si sarebbe dovuto calare in acqua utilizzando una delle scialuppe; poi non avrebbe dovuto fare altro che aspettare l'arrivo di suo fratello per essere prelevato e portato in salvo.

Ma tutto era andato per il verso sbagliato e per di più il tempo cominciava a cambiare; tipico di quel tratto di mare dove da un momento all'altro si poteva scatenare l'inferno senza dare tempo ai marinai di capire cosa stava succedendo.

Adesso grossi nuvoloni procedevano minacciosamente incontro alla nave, il vento aumentava e il mare si stava lentamente ingrossando.

Jhosh Lequerque era preoccupato: non aveva ricevuto nessuna notizia dal fratello; le trasmissioni dal Regina si erano interrotte ormai da troppo tempo per pensare che tutto fosse andato secondo i piani stabiliti.

Il contatto doveva esserci già stato, lui avrebbe dovuto già lasciare il centro e la barca sarebbe dovuta già partire; "maledizione" pensò dentro di sé cercando di capire cosa poteva essere andato storto e in che situazione poteva trovarsi in quel momento suo fratello.

Cosa doveva fare? Doveva continuare a cercare di mettersi in contatto con lui? E se lo avessero scoperto? Dannazione era tutto così complicato! Rick era il migliore nel suo campo, non poteva aver fallito proprio in quella circostanza; ne aveva passate di peggiori ed era sempre riuscito a cavarsela.

Ma non c'è sempre una prima volta? Se fosse morto? No, non poteva essere così: scacciò questi pensieri dalla mente e, cercando di sembrare disinvolto, sorridendo, si diresse piano piano verso l'uscita; le sue mani tremavano e la testa brulicava di cattivi presagi.

La tempesta era in arrivo: Rick Lequerque si sentiva impotente di fronte a quel tremendo ed inarrestabile fenomeno naturale; non poteva fare altro che aspettare, cercare di governare meglio che poteva quella nave e pregare che tutto finisse il più presto possibile. Il cielo si tinse di un nero intenso e con un rombo assordante cominciò a piovere pesantemente su quel mare gelido; il vento soffiava ad una velocità di novanta chilometri l'ora e le onde si ingrossavano sempre di più

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