VIRGEN, Tirolo Orientale, Austria

Al termine di un percorso di avvicinamento iniziato nel 2003, abbiamo trascorso le vacanze ‘lunghe’ di agosto in montagna. Un obiettivo perseguito con pazienza e determinazione, sempre ben chiaro fin dall’inizio. Tutt’altro si può dire riguardo alla meta. L’idea del ...

  • di catcarlo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Al termine di un percorso di avvicinamento iniziato nel 2003, abbiamo trascorso le vacanze ‘lunghe’ di agosto in montagna. Un obiettivo perseguito con pazienza e determinazione, sempre ben chiaro fin dall’inizio. Tutt’altro si può dire riguardo alla meta. L’idea del Parco Nazionale degli Alti Tauri era nata negli anni scorsi, ma dell’esistenza di Virgen siamo venuti a sapere solo una volta ricevuti i cataloghi richiesti su vari siti internet. A quel punto, confrontando le foto delle varie località e aiutati anche dalle immagini di un appartamento veramente bello (e libero), la scelta è caduta su Virgen.

E’ andata bene. Molto bene.

Sabato 4 agosto Il giorno era segnalato con il “bollino nero” dalla Società Autostrade, come indicazione di traffico caotico all’inverosimile. Per tutta la settimana, giornali e TV si erano premurati di ricordarci che praticamente mezza Italia – per non contare gli stranieri – si sarebbe messa in movimento quel giorno. Non ce ne siamo accorti: tante auto, ovviamente, ma non di più rispetto agli analoghi fine settimana degli anni scorsi. Piuttosto, abbiamo incontrato un notevole numero di camion, nonostante il supposto blocco iniziato alle ore 7.

Un viaggio tranquillo, iniziato alle 5 circa e terminato verso le 10: solo un po’ di traffico sulla A4 e tra Affi e Ora. Il tratto più pesante è stato l’attraversamento della Val Pusteria, 70 km di curve e mezze curve da Bressanone a Prato alla Drava che Chiara ha patito notevolmente. Per fortuna, una volta giunti in Austria la strada migliora, e sia la discesa verso Lienz, sia i 35 km che ancora ci separavano dalla nostra meta sono trascorsi senza difficoltà.

Virgen ci ha accolto in una giornata di sole e cielo sereno. Situato sul dolce pendio a nord dell’ampia vallata che ne prende il nome, il paese gode di un numero di ore di sole molto alto per una località di montagna: al mattino presto la luce proviene dall’ampio sbocco della valle verso Matrei, per poi spostarsi sino a tramontare, a sera inoltrata, dietro al Rötspitze e al gruppo del Großvenediger che chiude il sipario ad ovest. Tutto il bacino formato dal fiume Isel è verdeggiante: ampi prati delimitati da un gran numero di piante vengono sostituiti, man mano che si sale, da vasti boschi di conifere che si arrampicano fino ai 2000 metri. Oltre ci sono le montagne: a sud il severo gruppo del Lasörling, con le sue rocce scure; a nord e, come detto, ad ovest il Venediger con il ghiacciaio che occhieggia da lontano (per vederlo bisogna camminare); ad est oltre Matrei, in lontananza e più brulli, il Goldried e la Cima di Granato a nascondere il Großglockner..

I centri abitati sono piccoli e ben inseriti nell’ambiente, senza forzature dovute all’edilizia per i villeggianti o agli impianti di risalita che, semplicemente non esistono. Un supermercato, pochi negozi, qualche albergo a conduzione familiare e molte case ben curate costituiscono i due centri principali, Prägraten e, appunto, Virgen. Che quest’ultimo sia il capoluogo lo si capisce dal suo essere un po’ più ‘paese’, con il municipio ed una piccola zona pedonale attrezzata con panchine e fontanella, ma la tranquillità regna sovrana ovunque.

Anche l’appartamento non ha tradito le attese. Sito in una casa a 5 minuti a piedi dal centro e lontana dalla strada, consisteva in una mansarda completamente attrezzata ed arredata con estremo buon gusto, dotata oltretutto di un ampio balcone rivolto a sud verso prati, boschi e gruppo del Lasörling. Ci siamo arrivati in anticipo, erano ancora in corso le pulizie, è così, per far passare il tempo, abbiamo fatto una passeggiata in centro, con colazione sulla terrazza del bar/panetteria Joast, che diventerà il nostro punto di acquisto per pane e dolci in tutti i giorni a venire. Al ritorno, si son fatte le solite faccende di ogni arrivo – un breve pranzo, disfare le valigie – nonché un piccolo sonnellino. Per chiudere la giornata, abbiamo provato a far volare l’aquilone di Chiara nel prato davanti a casa: nonostante le ampie dimensioni e la leggera pendenza, l’esperimento può dirsi sostanzialmente fallito

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