L’altra capitale della carta nelle Marche: qui gli affacci sul fiume regalano degli scorci che ricordano Venezia
Una città speciale, con angoli davvero particolari che richiamano alla mente le sfumature da gondole, canali e arte. Non siamo a Venezia ma in un piccolo borgo delle Marche, considerato come l’altra capitale della carta. Una meta speciale che vanta una storia davvero unica, tutta da scoprire.
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Alla scoperta di Pioraco
Pioraco è un piccolo comune che conta meno di mille anime nel profondo entroterra marchigiano, quasi al confine con l’Umbria. Una sorta di puntino nel verde dei Monti Sibillini, ma che può contare ben due appellativi. Pioraco è infatti conosciuto sia come la ‘Piccola Venezia‘, per il profilo del suo centro e dei suoi canali speciali, sia come la ‘Città della Carta‘, considerando la sua storia. A livello globale l’Italia è nota per le grandi città d’arte – Roma, la stessa Venezia, Firenze o Napoli -, però chi conosce bene il Belpaese sa che lo Stivale è caratterizzato da una serie di piccole perle quasi nascoste. E, tra queste, Pioraco reclama il suo spazio.
A rendere questo posto senza dubbio speciale è la sua posizione: Pioraco infatti vista dall’alto sembra essere un fazzoletto di case incastonate tra due gole – generate dal fiume Potenza e il torrente Scarsito – e ben tre montagne: Primo, Gemmo e Gualdo. Il verde di una natura quasi incontaminata in qualche modo fa da contrasto con le pareti rocciose che si innalzano dalla stretta valle, ma è l’acqua la grande protagonista che ha segnato la storia di questo paese fin dal Medioevo. Nasce proprio da qui il riferimento ai due soprannomi, a Venezia per i due corsi d’acqua che tagliano l’abitato, con l’abbondanza di questa risorsa che da circa mille anni ha contraddistinto Pioraco come uno dei principali centri per la produzione della carta.
Cosa vedere nella Capitale della Carta
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A Pioraco difficilmente ci si arriva per caso. Qualsiasi amante della natura e delle mete decisamente fuori dai radar turistici più gettonati, troverebbe appagamento però nel trascorrere una giornata in questo caratteristico borgo delle Marche. Tra i luoghi da non perdere, come prima tappa è d’obbligo affrontare il ‘Sentiero Li Vurgacci’, un percorso di circa 500 metri che si snoda lungo una gola rocciosa attraversando i corsi d’acqua tra cascatelle, laghetti, passerelle di legno e sculture naturali nella pietra – appunto i “Vurgacci” – che sembrano volti mostruosi.
Tutto il borgo – perfettamente conservato – è caratterizzato da canali che passano a ridosso delle case. Ciò che lo rende celebre, però, è anche la produzione della carta: un’occasione unica per visitare il Museo della Carta e della Filigrana, dove è possibile ammirare gli strumenti che venivano utilizzati anche nel ‘300. Soprattutto per i più piccoli c’è il Museo dei Fossili – ben 1.200 reperti ritrovati nelle rocce della zona -, mentre dal punto di vista architettonico c’è da ammirare il Ponte Romano di Pioraco, risalente probabilmente all’epoca di Augusto.
Infine ci sono gli edifici religiosi. La Chiesa di San Francesco risalente al 1327 realizzata in stile romanico-gotico e il Santuario della Madonna della Grotta, un piccolo eremo incastonato nella roccia molto suggestivo.
Come raggiungere Pioraco
Questo piccolo gioiellino marchigiano è perfetto per una gita di una giornata, considerando anche i tanti percorsi di trekking che partono dalle zone limitrofe al paese. In più qui si mangia veramente bene, con la presenza di diversi ristoranti dove non può mancare la Crescia, autentica specialità locale.
Per raggiungere Pioraco in auto basterà percorrere la SS77 della Val di Chienti fino all’uscita per Castelraimondo, proseguendo poi per circa 10 km e seguendo le indicazioni per Pioraco. In autobus la linea CONTRAM ferma in paese che però è sprovvista di una stazione ferroviaria: la più vicina è quella di Castelraimondo-Camerino, poi occorre prendere un bus per giungere in questa località così speciale.
