È l’isola perfetta a due passi dall’Italia dove abbiamo scelto di goderci una settimana di vacanza a tutto relax
Volendo fare un riassunto breve della mia visita croata a Krk (Veglia, in italiano), dirò che quest’isola, pur senza essere un posto di straordinaria bellezza né di particolare interesse storico o artistico, è un luogo molto piacevole dove passare una settimana di vacanza rilassante. È l’ideale per farsi magnifici bagni di mare e di sole, passeggiare la sera per i piccoli paesini affacciati sui porticcioli e gustarsi l’ottima cucina croata, il tutto a prezzi assolutamente ragionevoli, ma a patto di evitare il mese di agosto, quando le piccole spiagge di ciottoli, già piuttosto frequentate a giugno, rischiano di diventare invivibili.
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Diario di viaggio a Krk, Croazia
Giorno 1 – La partenza e l’arrivo a Krk
Mio marito ed io siamo partiti un sabato mattina, come sempre con la nostra moto. Dopo un viaggio piuttosto lungo, anche a causa della pioggia intermittente che ci ha costretto a fermarci più volte per mettere e togliere le tute impermeabili, e dopo una sosta a Trieste per vedere il Castello di Miramare, siamo giunti a Krk nel tardo pomeriggio. Nell’omonimo paesino ci aspettava lo studio (monolocale) che avevamo prenotato solo due giorni prima via internet: Adrijan (in via Creska 12). La sistemazione comprendeva una camera con angolo cottura, TV sat, bagno e terrazzino vista mare; piccolo, ma nuovo e pulitissimo, a soli 30 euro al giorno in due, compresa la biancheria per bagno e letto… da non credere!
Avremmo potuto tranquillamente evitare di prenotare perché c’è molta offerta di appartamenti, stanze e studios, e tanti cartelli recitavano appunto “Apartmani – sobe frei / libero”. Curiosando su internet, però, abbiamo trovato questa sistemazione che ci sembrava carina e abbiamo deciso di non farcela scappare, evitando così l’ansia della ricerca sul posto. Sono sicura che anche in pieno agosto si possa trovare alloggio senza prenotare, forse un po’ fuori dai centri principali o magari adattandosi un po’, ma si trova.
Siamo partiti ben equipaggiati per quello che si rivelerà un viaggio un po’ tribolato. È stato anche il nostro primo viaggio con il navigatore satellitare, rivelatosi molto utile nell’indicarci la strada alternativa (la E 61) all’autostrada slovena, che avrebbe richiesto il pagamento di un costoso bollino anche solo per fare pochi chilometri.
Verso le 5 del pomeriggio, quando ormai splende finalmente il sole, dopo aver oltrepassato la bruttissima Rijeka (Fiume) con i suoi tristi e screpolati grattacieli, scendiamo verso la frastagliata costa croata. All’orizzonte ci appare la sagoma dello scenografico ponte che collega Otok Krk alla terraferma (le indicazioni stradali sono ottime).
💰 Nota sul ponte: Il transito sul ponte è a pagamento (3 euro per la moto) solo all’ingresso, mentre l’uscita è libera.
Appena attraversato il ponte, ti accoglie un dolcissimo profumo di isola, un misto di salsedine e macchia mediterranea, immerso in una meravigliosa luce limpida. Proseguiamo sulla strada principale che si snoda all’interno dell’isola tra lievi colline boscose; la carreggiata è larga, ben tenuta e costeggiata da una civilissima pista ciclabile a doppia corsia.
In breve giungiamo a Krk. Ci sistemiamo e, dopo una bella doccia, siamo pronti a fare conoscenza con il paesino, dove è molto piacevole passeggiare fra i vicoli bianchi e lucidi o camminare sul lungomare, ammirando da un lato le belle barche ferme nel porticciolo e dall’altro artisti di strada e bancarelle variopinte. Per cena decidiamo di provare subito la Konoba Andreja in Placa Veja, gestita dalla stessa signora che ci ha affittato la stanza. La scelta si rivela ottima, anche grazie al consiglio del giovane cameriere che parla italiano: ci gustiamo una sublime pasta fatta in casa con sugo di scampi a un prezzo più che onesto! Ormai esausti, ci incamminiamo verso la nostra casetta per una bella dormita.
Giorno 2 – Relax e la scoperta dei sentieri costieri
Il cielo è piuttosto nuvoloso ma l’aria è calda. Scendiamo in paese per fare un po’ di spesa al grande e fornito supermercato di fronte alla stazione degli autobus sul porto, così da poterci preparare la colazione in camera tutte le mattine. Il tempo è troppo incerto per spostarci con la moto e oggi vogliamo riposare, quindi optiamo per la spiaggetta a 100 metri da casa (a fianco dell’Autokamp Jezevac).
Come la maggior parte delle aree balneari attrezzate dell’isola, la spiaggia è costituita da gettate di cemento su cui stendere il materassino. Non essendo abituati a questo tipo di sistemazione, e dato che vicino al paese c’è parecchia gente, decidiamo subito di imboccare il bel sentiero ombreggiato che corre lungo la costa (adatto anche per le biciclette) per spostarci in un luogo più selvaggio e tranquillo. Qui si incontrano alcune calette di grossi ciottoli e scogli a non finire, su uno dei quali ci “accomodiamo”. Passiamo la giornata leggendo e testando la temperatura gelida dell’acqua per qualche secondo.
🤿 Consiglio pratico: Per fortuna per fare il bagno mi sono portata una maglietta in neoprene che mi aiuta ad attutire l’impatto con l’acqua. D’altronde, il mare è troppo limpido per non tuffarsi!
Cena in paese alla Konoba Sime: tavoloni in legno con vista sul porto e, come quasi dappertutto, un cameriere che parla italiano quel tanto che basta a capirti (sollevandoti dalla responsabilità di imparare il croato… e noi ringraziamo per l’accoglienza!). Ordiniamo ćevapčići, patatine fritte e due belle birrone per 150 kune (circa 20 euro in due).
Giorno 3 – Punat, Vrbnik e la nostra caletta magica
Cominciamo ad andare alla scoperta di altri luoghi dell’isola. Oggi tocca a Punat, un paesino moderno di casette basse e colorate con una grande Marina piena di barche vecchie e nuove, grandi e piccole. Si affaccia su una baia tonda e tranquilla simile a un lago, sulla quale spicca l’isolotto boscoso di Kosljun, che ospita un monastero.
Siccome abbiamo deciso che la nostra vacanza non sarà né culturale né meditativa ma solo riposante, ci dirigiamo verso la spiaggia (Plaza). Parcheggiamo la moto all’ombra nel grande parcheggio a pagamento (la moto ed è gratuita) e, anche qui, lasciamo il cemento e i bar agli altri bagnanti per andarci a cercare un luogo più ameno. Lungo il sentiero che si snoda a sinistra della spiaggia principale troviamo ciottoli, scogli, acqua trasparente, ombra, sole, naturisti, “tessili” (persone in costume) e ciclisti: un po’ di tutto in un contesto molto easy.
Quando ci stanchiamo di stare sdraiati e le nuvole in cielo diventano un po’ troppe, raccogliamo le nostre cose e ci spostiamo di pochi chilometri per andare a visitare Vrbnik (Verbenico). È un pittoresco paesino arroccato sulla costa est, circondato da vigneti e famoso per la produzione della Žlahtina, un discreto vino bianco a cui però i nostri vini italiani non hanno assolutamente nulla da invidiare. Lungo le strette viuzze gli abitanti e i localini allestiscono banchetti per le degustazioni e la vendita; i prezzi delle bottiglie variano molto, per cui non conviene avere fretta di acquistare.
Ritorniamo verso Krk e andiamo a curiosare lungo una stradina sterrata che si diparte dalla via che porta al campeggio naturista Politin. Attraversando la boscaglia si raggiunge la costa rocciosa, ed è qui che scopriamo una minuscola caletta che battezzeremo come il nostro “luogo magico”. Sono ormai le 6 di sera, non c’è quasi più nessuno in giro e regna un silenzio assoluto, rotto solo dal leggero fluire delle onde contro i ciottoli. La meravigliosa luce del sole accende d’oro la superficie dell’acqua e, come in un gioco di specchi, riproduce riflessi danzanti sulle piante che scendono fino quasi a lambire il mare. Ci immergiamo nell’acqua tiepida e ci lasciamo cullare da una stupenda sensazione di pace e libertà.
Rimaniamo a goderci questo incanto fin quasi alle 8 di sera, poi rientriamo stando bene attenti a riprendere la strada giusta. Nella zona ci sono un sacco di sentieri da percorrere a piedi o in bici, tutti numerati ma molto simili tra loro: è davvero facile perdersi in un labirinto di alberi e muretti a secco popolato solo da qualche capra.
Giorno 4 – La spettacolare Stara Baska
Oggi è la volta della spiaggia più spettacolare e confortevole di Krk: Stara Baska, situata nella zona sud-ovest dell’isola. Spettacolare perché dalla strada di montagna che si percorre per arrivare la si vede laggiù in fondo: splendida, bianca, lambita da un mare dalle mille sfumature di blu. È confortevole perché qui, a differenza che altrove, i ciottoli sono molto più piccoli, la spiaggia è grande, l’acqua digrada dolcemente e c’è anche un barettino che vende bibite fresche e offre un po’ d’ombra per ristorarsi. Un po’ meno confortevole è il sentiero da fare a piedi per arrivarci, che soprattutto nella prima parte è piuttosto ripido e scivoloso.
👟 Consiglio calzature: Parcheggiate il mezzo lungo la strada, infilate un paio di scarpe da ginnastica o di buoni sandali in gomma (vietatissime le infradito, che vi esporrebbero al rischio di ruzzoloni), scavalcate il guard-rail e in dieci minuti scarsi sarete in paradiso! Nelle vicinanze ci sono altre spiaggette altrettanto belle, sempre raggiungibili tramite sentiero, una delle quali sarà la nostra oasi qualche giorno dopo.
Nel pomeriggio, risaliti dalla spiaggia, andiamo a dare un’occhiata al paesino di Stara Baska, ma si tratta solo di un grappolo di case anonime sparse lungo la strada, un campeggio e qualche albergo: proprio niente di speciale. Allora ritorniamo a Krk per goderci ancora un poco la nostra spiaggetta magica di ieri, anche se oggi c’è un gruppo di sub e l’atmosfera non è più la stessa.
La sera facciamo un giro a Punat, un paesino molto tranquillo, dove ci godiamo un romantico tramonto sulla baia dalla passeggiata lungomare. Per la cena scegliamo una rustica Konoba sotto un pergolato di vite, situata pochi metri oltre il paese sulla strada principale. Ci gustiamo calamari alla griglia, alici fritte, vino bianco e una grappa offerta dalla casa (come spesso accade), scambiando qualche chiacchiera in un colorito mix di lingue con un gruppo di tedeschi piuttosto alticci ma simpatici… Per la verità siamo piuttosto allegri anche noi; speriamo solo che non ci fermi la polizia, perché qui la tolleranza contro l’alcol per chi guida è zero!
Devo dire che siamo stati sempre molto attenti, negandoci anche la birretta dell’aperitivo se eravamo lontani da casa (anche se non abbiamo visto fare altrettanto dai numerosi turisti nordeuropei che frequentano l’isola). Comunque di polizia in giro se ne vede davvero poca, soprattutto la sera.
Giorno 5 – Baska e l’esperienza naturista
Sfidando le nuvole che, come ogni giorno, si addensano e si dissolvono con rapidità, ma facendo affidamento su un clima decisamente caldo, ci spingiamo fino al sud dell’isola, a Baska. Decidiamo subito di evitare la famosa spiaggia principale del paese: è lunga quasi 2 km e sicuramente gradevole, ma già affollatissima nelle prime ore del mattino. Proseguiamo invece in direzione del campeggio naturista sul lato est del paese.
Parcheggiata la moto all’ombra (questa volta a pagamento nell’unico capiente parcheggio a disposizione), ci incamminiamo lungo la comoda stradina che in breve ci porta all’ingresso del camping, dove paghiamo 2 euro per l’intera giornata. Ci sono cartelli molto chiari che avvertono che è obbligatorio stare senza vestiti! Mio marito Stefano, più tranquillo e disponibile di me verso questo tipo di esperienza, non si scompone affatto (d’altronde in Croazia le spiagge e i campeggi naturisti sono tantissimi, di solito nei luoghi più belli e tranquilli, il che fa di questo paese un vero paradiso per gli amanti del genere). Io, un po’ più riservata, ne approfitto per intavolare l’ennesima discussione sull’argomento, cercando di capire se si tratti di esibizionismo o di reale amore per la natura e per uno stile di vita primordiale.
Oltrepassata la spiaggia principale del campeggio si incontrano tante altre calette belle, selvagge e ombreggiate, dove ognuno può stare come desidera nel massimo rispetto del prossimo. L’importante è ricordarsi di non fare fotografie, nemmeno al paesaggio, per non rischiare di essere fraintesi sulle proprie intenzioni.
Una volta vinto l’iniziale imbarazzo, è davvero fantastico farsi un bagno in totale libertà in quelle acque così limpide: ci si scorda dei propri timori e si comprende che spesso ciò che conta è stare bene con se stessi, vivendo in armonia con la natura senza vergogna, senza giudicare e senza il timore di essere giudicati.
Indossati di nuovo i panni della “civiltà”, facciamo un giretto in paese. Baska è davvero carina con le sue bianche costruzioni affacciate da una parte sugli stretti vicoli lastricati e dall’altra sulla stupenda baia a mezzaluna, circondata da tantissimi bar, ristoranti e bancarelle di souvenir che regalano un’aria decisamente vacanziera. Ci promettiamo di tornare la sera seguente a cena, quando le stradine e il lungomare saranno pieni di gente allegra.
Rientriamo alla base: mega doccia, aperitivo sul balconcino vista mare e cena di nuovo da Andreja. Nel cortile interno, allestito in modo rustico con tavoloni in legno e bei lampioncini, chiacchieriamo piacevolmente mentre gustiamo cozze alla busara, sgombro alla griglia, patatine fritte e vino bianco. Segue il giretto di rito fra i bei vicoli illuminati e le barche del porto… L’atmosfera di questi paesini di sera è davvero suggestiva.
Giorno 6 – Malinska, Porat e la magia di Glavotok
Questa mattina si punta a nord per una visitina a Malinska, sempre sulla costa ovest, dove ci fermiamo a comprare pane e frutta per il pranzo e facciamo un giretto. Il paesino è semplice e tranquillo, l’ideale per sorseggiare un buon caffè con tutta calma prima di andare in spiaggia, ma è privo di particolari attrattive.
Ci spostiamo quindi a Porat, qualche chilometro più a sud: un piccolo insediamento turistico in via di espansione, pieno di belle case nuove e con un mega resort proprio sulla spiaggia (o meglio, sul cemento). Anche qui, come sempre, ci lasciamo alle spalle le strutture balneari e camminiamo per circa 20 minuti attraverso la pineta e il bosco.
🐍 Incontro inaspettato: Attenzione a dove si mettono i piedi sul sentiero! Una grossa biscia nera che dormiva tranquilla mi ha fatto fare un salto per la paura!
Camminiamo fino a trovare una deliziosa baia dall’acqua cristallina, completamente deserta a parte un paio di barchette ormeggiate a un’estremità vicino agli scogli. Unico neo: in un angolo sono ammucchiati un po’ di residui di “civiltà” (un ombrellone rotto, taniche per il carburante delle barche e sacchetti vari), ma basta guardare altrove per godersi una splendida mattinata di bagni e sole, cercando tra i particolari sassi forati di cui è costituita la baia quelli più belli da collezionare.
Sul sentiero del ritorno ci fermiamo sugli scogli a farci un meraviglioso bagno in acque tiepide di un luminoso blu profondo, popolate da tantissimi simpatici pesci argentati. Poi, anche oggi, il cielo inizia a oscurarsi e in distanza si sentono i brontolii di un temporale che si sta scatenando sopra Rijeka, proprio di fronte a noi dall’altra parte del mare.
Per fortuna ci salviamo dalla pioggia ed è l’ora giusta per andare a vedere un posto che dalle foto mi ispirava parecchio: il porticciolo di Glavotok (sulla costa ovest, tra Krk e Porat). Offre una chiesetta e un piccolo monastero bianco affacciato direttamente sul mare, una minuscola spiaggia, un pontile e qualche barchetta di legno. Non c’è niente di più, ma è incredibilmente silenzioso e suggestivo all’ora del tramonto.
Stasera, come ci eravamo ripromessi, andiamo a Baska, che illuminata e piena di vita è ancora più bella. Camminiamo sul lungomare e scattiamo un sacco di fotografie alla baia, mentre lo sfondo del cielo passa dall’azzurro a un blu sempre più intenso, accendendosi di stelle sotto lo sguardo benevolo di un’immensa luna piena.
Ceniamo in un ristorantino sul mare dove, per l’equivalente di circa 30 euro in due, ci servono un enorme vassoio di squisito fritto misto con patantine. Non riusciamo a finirlo, quindi, senza farci troppi problemi, ci facciamo impacchettare quel che rimane (la classica doggy bag) per mangiarcelo il giorno dopo in spiaggia.
Il ritorno verso Krk è accompagnato dal chiarore della luna che imbianca le montagne. La strada è quasi deserta, si viaggia dolcemente respirando nell’aria mite il profumo della macchia mediterranea… sembra quasi di stare dentro a un sogno.
Giorno 7 – L’angolo paradisiaco stile “Laguna Blu”
Ultimo giorno ufficiale di vacanza, vogliamo giocarcelo bene! Decidiamo di tornare a Stara Baska ma stavolta, dopo aver affrontato la discesa che porta alla spiaggia più grande, la costeggiamo e proseguiamo oltre. Imbocchiamo il sentiero che corre alto e aereo sulla scogliera, regalando vedute mozzafiato sugli strapiombi e sulle vicine isole.
🥾 Nota sul sentiero: È bene avere i piedi ben saldi a terra prima di guardarsi in giro, perché in certi punti il sentiero è stretto e un po’ scivoloso; tanta bellezza può letteralmente far girare la testa!
Camminiamo fino a trovare il nostro angolo di paradiso in perfetto stile Laguna Blu, dove passiamo in armonia l’intera giornata. Ci sono pochissime persone, qualche barchetta di passaggio e un paio di sub con il loro gommone. Verso sera arrivano di nuovo le nuvole e la spiaggia si svuota: rimaniamo solo noi, il silenzio delle rocce e la musica del mare. Bellissimo!
Per l’ultima cena croata scegliamo il ristorante Frankopan nel centro storico di Krk, che vanta una bella distesa all’aperto nella piazzetta ai piedi del campanile. Da una porta aperta si intravede un ambiente interno molto raffinato e il cibo si rivela di ottima qualità: grigliata mista di carne, patatine fritte, peperonata, insalata e birra. Tutto squisito, spendendo meno di 30 euro in due.
Vorremmo stare in giro ancora un po’ ma siamo piuttosto stanchi. Scattiamo qualche foto al campanile e alla piazza e ci incamminiamo verso la nostra dimora, non prima di essere passati a salutare il riflesso della luna sull’acqua, inizialmente attratti dalla musica di un bar sulla spiaggia.
Giorno 8 – Il rientro a casa
Sveglia presto per preparare i bauli e caricare la moto, che la padrona di casa ci concede gentilmente di lasciare parcheggiata nel cortile ancora per qualche ora. Ci godiamo gli ultimi bagni e l’ultimo sole, poi via in sella sulla strada del ritorno. Mentre varchiamo di nuovo il ponte per tornare sulla terraferma, incontriamo lunghissime colonne di auto che viaggiano in direzione opposta alla nostra: nei prossimi giorni l’isola sarà decisamente più affollata!
