Labirinti, chiese barocche e tramonti d’oro: cosa vedere a Ortigia, la penisola più bella del Mediterraneo
Una delle destinazioni più amate, incastonata tra tesori senza tempo: Ortigia rappresenta tutto il bello della Sicilia e ne incarna la storia e l’identità. Una delle gemme più luminose tra le perle dell’isola, a due passi dal cuore di Siracusa: tra chiese barocche e tramonti preziosi, questo angolo d’Italia racchiude in stradine e labirinti un patrimonio inestimabile.
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La storia di Ortigia
Ortigia racchiude la parte più antica della città di Siracusa. Un’isola che si estende per circa un chilometro quadrato e che fa parte dei monti Iblei, nella parte sud-orientale della Sicilia. La sua costa si apre a ponente verso il porto Grande di Siracusa mentre l’altra estremità accoglie la penisola della Maddalena: un luogo iconico dell’isola che regala paesaggi mozzafiato.
L’isola di Ortigia vanta una storia antichissima che inizia già nell’VIII secolo a.C. con la colonizzazione greca di Siracusa: è lo stesso Tucidide a raccontare i particolari del territorio abitato dai Siculi, costretti a cedere il controllo della zona ai Corinzi. A rendere ancor più affascinante la storia di Ortigia è anche il mito sulle sue origini, raccontato da Pausania: secondo i testi antichi, infatti, Apollo rivelò ad Archia presso l’oracolo di Delfi il luogo in cui fondare la città, proprio ‘sull’isola di Ortigia, di contro a Trinacria’, simbolo della Sicilia.
I tesori del territorio
Sono tre i templi antichi presenti a Ortigia: proprio sull’isola è possibile individuare il basamento del tempio di Artemide, una parte delle mura e delle colonne superstiti del tempio di Apollo e una parte della struttura interna, accompagnata da alcune colonne, del tempio di Atena. Un territorio che ha vissuto da una prospettiva unica lo scorrere del tempo tra le varie epoche, con tutte le conseguenze dal punto di vista culturale che le dominazioni hanno portato con sé.
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Gli stessi templi sono stati trasformati in cattedrali durante il cristianesimo per poi diventare moschee con la dominazione islamica: è il caso del duomo di Siracusa, che sorge sulla parte elevata dell’isola di Ortigia, incluso tra i beni protetti dall’UNESCO. Realizzato in stile barocco e rococò, gli arredi degli interni rappresentano la massima espressione di artisti provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero.
Cosa vedere a Ortigia
Il duomo di Siracusa è solo uno dei tantissimi tesori che rendono Ortigia una delle località più apprezzate, e romantiche, di tutta la Sicilia. Da non perdere anche la chiesa di San Giovannello, realizzata su una preesistente basilica bizantina del IV secolo, e la chiesa di San Martino, nei pressi del lungomare, tra le testimonianze più autentiche dello stile romanico-gotico-normanno. In tardo barocco siciliano, invece, ciò che resta della chiesa di Santa Lucia alla Badia e dell’antico monastero medievale, distrutto da un violento terremoto.
Ma basta una passeggiata tra i quartieri iconici di Ortigia per innamorarsi dello stile architettonico dell’isola, impreziosito dal gotico spagnolo giunto dalla Catalogna che ha influenzato la costruzione di edifici e abitazioni nel basso medioevo. Un luogo dove è possibile notare diversi stili tra i palazzi del centro, dal tardo barocco siciliano del palazzo del Vermexio al rococò dei palazzi dei Borgia del Casale o dei Beneventano del Bosco.
Ciò che incanta di questo splendido angolo di Sicilia è anche la forma del suo centro storico, tra cortili nascosti dai vicoli stretti in pietra e i palazzi immensi in stile barocco. Un autentico labirinto d’arte che regala scorci romantici e che contribuisce a rendere questa perla siciliana un autentico tesoro, impreziosito da tramonti sul mare che lasciano senza fiato. Basta un tour tra i suoi angoli nascosti per innamorarsi di Ortigia e del suo patrimonio dal valore inestimabile. O anche un giro in barca, per osservare questo tesoro da una prospettiva unica,
