Dalle celle del confino al sogno di un’Europa unita: il viaggio magnetico in uno scoglio carico di storia

È una delle isole che compongono l’arcipelago delle Isole Pontine; considerata ancora in parte selvaggia e incontaminata, Ventotene è un posto che sa come rubarti il cuore
Alessandro Cipolla, 09 Mag 2026
dalle celle del confino al sogno di un’europa unita: il viaggio magnetico in uno scoglio carico di storia

L’Isola di Ventotene è un luogo celebre per due motivi. Il primo è quello naturalistico, essendo una delle perle delle Isole Pontine nella parte più meridionale del Lazio. Il secondo motivo invece è storico. Quando ancora l’isola in epoca romana si chiamava Pandataria già era usata come luogo di confino. Rimasta poi disabitata per secoli, l’isola è stata ripopolata nel ‘700 durante la dominazione borbonica. Durante il fascismo Ventotene tornò a essere un luogo di confino. Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale qui sono finite personalità come Sandro Pertini e Luigi Longo, successivamente assoluti protagonisti della politica italiana.
Due confinati illustri sono stati anche Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi che durante il loro confino sull’isola hanno scritto il celebre Per un’Europa libera e unita. Progetto di Manifesto, meglio conosciuto come il Manifesto di Ventotene. Questo testo è considerato come una delle basi per la nascita dell’Europa unita, anche se a riguardo ci sono state delle polemiche di recente. Noi invece concentriamoci sulla storia e sulle bellezze di questo luogo così affascinante.

Un antico luogo di confino

Ventotene è uno scrigno di testimonianze storiche che la rendono una destinazione perfetta anche per chi è alla ricerca di un soggiorno culturale in ogni periodo dell’anno. È una storia lunga, quella di Ventotene, che comincia con i Romani che la abitarono facendone un fondamentale punto di passaggio oltre che un porto dalle floride attività. A Ventotene i Romani usavano confinare personaggi di un certo calibro, che dovevano stare lontani da Roma per motivi politici ma che non per questo volevano rinunciare ad agi e comodità.
Tra i confinati illustri di Ventotene si conta anche Giulia, la figlia di Augusto Ottaviano, che diede il nome alla villa imperiale di Ventotene e che fu la prima ad abitarla. Posta sul promontorio di Punta Eolo, Villa Giulia se ne sta in una splendida posizione panoramica a picco sul mare. Oltre alla sua prima ospite, nel corso della sua storia accolse molti esponenti esiliati della famiglia imperiale.

Il porto romano

carcere-di-ventotene

Villa Giulia è solo una delle tracce che i Romani lasciarono a Ventotene, tra le quali spicca certamente per importanza il Porto Romano. Tutto scavato nel tufo, è il luogo dove venivano ormeggiate le navi romane, di cui sono ancora visibili gli attracchi. Questi convivono accanto agli attracchi delle imbarcazioni contemporanee, in un incontro tra ieri e oggi che si toccano fin quasi a fondersi. Sempre nel tufo qui i Romani scavarono anche una peschiera dotata di tecnologie all’avanguardia per l’epoca.
La peschiera era in grado di miscelare acqua dolce e salata e di far defluire l’acqua, conservando solo il pescato. Si può nuotare nella peschiera immergendosi con maschera e boccaglio al di sotto della scogliera del faro, provando dunque un’esperienza unica di immersione che alla bellezza dei fondali marini unici quella della storia antica. Sempre di epoca Romana la Cisterna di Villa Stefania, perfetto esempio di sistema di approvvigionamento dell’acqua piovana del tempo.

Cosa fare e vedere a Ventotene

ventotene

Ventotene custodisce luoghi che raccontano anche storie più recenti, come la cosiddetta Cisterna dei Detenuti con murales e graffiti di vita quotidiana prodotti prima dai monaci e poi dai carcerati qui imprigionati in epoca borbonica. Borbonico anche il Carcere di Santo Stefano sull’Isola di Santo Stefano. Questo fazzoletto di terra a neanche un paio di chilometri dalle coste di Ventotene era il luogo d’esilio dei nemici del Regno di Napoli, e per questo motivo divenne una vera e propria isola-carcere. Il carcere borbonico è l’unico edificio dell’Isola di Santo Stefano che, a dispetto delle modeste dimensioni, venne utilizzato come prigione fino al 1965.
A piedi ci si può inerpicare lungo le Rampe Borboniche, le coloratissime sei rampe di scale che collegano il porto romano di Ventotene al centro storico. Un centro storico tutto sviluppato intorno alla centralissima Piazza Castello, affacciata sul castello Borbonico che oggi è sede del municipio e del Museo Archeologico. Sempre a piedi e sempre muovendo dalla piazza principale, si raggiungono agevolmente tanti altri monumenti dell’isola come la Chiesa intitolata alla patrona Santa Candida e Piazza De Gasperi.

Il mare e le spiagge

Non si può terminare un itinerario alla scoperta di Ventotene senza passare per le sue splendide spiagge e per quei luoghi dove la natura regna indisturbata. L’area marina protetta di cui fanno parte Ventotene e Santo Stefano rende l’isola una meta adattissima agli escursionisti e ai viaggiatori in cerca di una vacanza green. Nella riserva è possibile fare esperienze subacquee e snorkeling per lasciarsi svelare tutta la magia di fondali ricchissimi di specie marine animali e vegetali. Basta immergersi anche solo per pochi istanti per trovarsi circondati da uno scenario davvero incantevole, tra spugne scarlatte che si arrampicano lungo le pareti delle grotte, gorgonie, corvine e castagnole.
Le acque intensamente blu di Ventotene sono le stesse acque che lambiscono le sue spiagge, alcune talmente belle che ti toglieranno il fiato. Cala Nave, una delle spiagge più iconiche dell’isola, è la spiaggia stretta e di sabbia scura proprio al di sotto del centro abitato. Deve il suo nome allo scoglio tufaceo che affiora dalle acque di fronte alla spiaggia e la cui forma somiglia incredibilmente ad una nave. Cala Rossano si raggiunge a piedi dal porto, mentre impiegherai più tempo per arrivare a Cala Battaglia o a Parata Grande. Sono raggiungibili solo via mare, ma con il loro fascino sapranno ripagarti di ogni sforzo e di ogni minuto del tuo tempo!

Come arrivare a Ventotene

A Ventotene si arriva via mare, partendo da diversi porti del Lazio e scegliendo l’opzione traghetto (2 ore di viaggio) o aliscafo (circa un’ora). Il porto di Formia è il più vicino, ma partenze verso Ventotene sono previste anche dai porti di Terracina e da Anzio. Una volta sbarcati al porto di Ventotene, ci si ritrova catapultati in un piccolo e variopinto mondo a parte. Ventotene è tutta un intrico di stradine, in alcuni casi talmente strette da non poter essere percorse in auto. Il modo migliore per muoversi a Ventotene è in motorino, in bicicletta oppure a piedi, godendosi le sue innumerevoli bellezze con lentezza e passo dopo passo.


Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere di tutte le cose belle che ci sono da vedere in Italia e in giro per il mondo.



Leggi anche Leggi gli altri diari di viaggio
In evidenza