Sembra Marrakech ma costa la metà: il segreto dei 5 giorni nella città bianca a due passi dall’Italia

Visita ad una delle capitali più vivaci d'Africa, punto d'incontro tra le tradizioni del Maghreb e la modernità europea.
Scritto da: Tonyofitaly
sembra marrakech ma costa la metà: il segreto dei 5 giorni nella città bianca a due passi dall'italia

Diario a metà del mio soggiorno nella capitale tunisina, compiuto a febbraio in occasione del compleanno di Roberto. Infatti, volendo spezzare un po’ la monotonia invernale e dovendo io smaltire un po’ di ferie del 2025, verso dicembre abbiamo pensato di regalarci un breve soggiorno in un luogo dalla temperatura mite e che permettesse anche di fare interessanti visite e belle passeggiate. E, dato che il compleanno cade proprio nella terza decade del mese, abbiamo unito l’evento al desiderio e cercato, quindi, un posto adatto che riassumesse tutto ciò. La scelta di Tunisi è capitata per caso: mentre controllavo la mia posta, mi è arrivata la newsletter di ITA Airways la quale mi offriva uno sconto del 20% sui voli prenotabili fino a marzo. Scartabellando tra gli aeroporti dove la compagnia atterra, ho intravisto Tunisi e mi si è accesa la lampadina: non lontano; il clima è mite; la città e i dintorni sono interessanti e i prezzi molto abbordabili. E così abbiamo prenotato. Ovviamente, a ruota, prenotiamo anche l’hotel e, poco prima di partire, il transfert da e per l’aeroporto di Tunisi.

Diario di viaggio a Tunisi

Giorno 1 – Arrivo a Tunisi

Lasciamo l’auto al nostro parcheggio di fiducia e facciamo celermente i controlli per accedere all’interno dell’aeroporto di Linate, punto d’inizio del nostro viaggio. Alle 13, dopo l’imbarco a gruppi, decolliamo alla volta di Roma, dove giungiamo puntuali alle 14. Attendiamo mangiando un panino l’imbarco del volo per Tunisi e alle 16,45 decolliamo alla volta della città. L’aereo fora la coltre di nubi e punta il muso verso sud mentre noi a bordo siamo coccolati dalle bevande e dagli snack offerti da ITA Airways. Trascorsa un’ora, iniziamo la discesa e alla fine, scossi dal vento che soffia abbastanza impetuoso, atterriamo a Tunisi proprio mentre il cielo è infuocato dal tramonto.

Dopo lo sbarco, ci fiondiamo direttamente al controllo immigrazione e poi subito ad incontrare il driver. Prima di partire, cambio giusto qualche euro in aeroporto e compro una sim per essere collegati anche fuori wi-fi. Finalmente, il driver ci porta celermente all’Hotel Tiba, un tre stelle situato in una via laterale della centralissima Avenue Habib Bourguiba.

Preso possesso della camera e sistemati i bagagli, usciamo per la cena. La città è stranamente silenziosa, pur essendo le 20,30: su consiglio del receptionist, andiamo a cena presso il ristorante dell’Hotel Africa che, anche durante il Ramadan, resta aperto. La scelta è a buffet e ceniamo scegliendo verdure cotte, piccole quiche e riso condito mentre in sottofondo va Rai 1 con i pacchi di De Martino (e con i camerieri che si disperano quando si sbaglia il pacco). Facciamo un breve giro per l’avenue, giusto per ambientarci e poi ci ritiriamo in camera per un dovuto riposo.

Giorno 2 – Tunisi

È il compleanno di Roberto e lo festeggeremo stasera in un ristorante scelto appositamente per l’occasione. Intanto, ci prepariamo alla visita della città facendo una ricca colazione in camera (durante il Ramadan la sala breakfast resta chiusa). Pronti, partiamo per le visite, raggiungendo in un attimo l’Avenue Habib Bourguiba e dirigendoci poi verso la medina.

Passiamo davanti la chiesa di San Vincenzo de’ Paoli, che è la chiesa cattolica della città, fermandoci a fotografare e filmare quello che è un interessante mix di stile bizantino, gotico e nordafricano: la facciata si contraddistingue per le due sottili torri gemelle che costituiscono l’ingresso, sormontato da un mosaico che raffigura Gesù. Di fronte, la scritta I LOVE TUNIS è l’ideale per la foto sui social. Percorriamo il breve tratto dell’Avenue de France e arriviamo in Place de la Victorie, fulcro della città: la piazza separa la città vecchia dalla nuova ed in mezzo si erge la Bab el Bahr o Porta del mare, detta anche Porta di Francia.

Ci troviamo al limite della medina quindi dobbiamo scegliere quale strada percorrere: per inoltraci all’interno, guardiamo la palazzina sita di fronte la porta, che funge da spartiacque tra due strade. Noi prendiamo quella a sinistra: siamo sulla rue Jemaa Ezzytouna e la via già è aperta al commercio, brulicante di gente e piena di negozi di vario genere. Mentre la attraversiamo, siamo attratti da un portone aperto: entriamo e ci troviamo in un elegante cortile che scopriamo essere quello dell’ex chiesa di Santa Croce, ora trasformata in centro culturale.

Usciamo da lì e percorriamo tutta la strada fino a sbucare nella piazzetta su cui svetta l’alta mole della Moschea Al Zaytouna, chiamata anche Grande Moschea e Moschea dell’Olivo. Questa moschea fu fondata nel 732 ed è il cuore spirituale della medina nonché la sua principale. Con l’imponente struttura tradizionale essa sovrasta il souk e il suo minareto a pianta quadrata e alto 43 m si vede praticamente da qualsiasi parte della città. Dalla guida che abbiamo leggiamo che, sebbene sia un esempio straordinario di arte islamica, purtroppo non è visitabile dai non musulmani e che le uniche parti pubbliche sono il portico su due piani che lo circonda, sormontato da una grande cupola riccamente decorata. Ora è in corso la preghiera (è venerdì e siamo in Ramadan) quindi proveremo nel pomeriggio ad entrare.

Nella piazzetta giriamo sul lato destro e poi, appena nel souk, svoltiamo a sinistra e proseguiamo la passeggiata: siamo in uno dei tanti mercati tunisini, precisamente in El Attarine, che noi attraversiamo fino in fondo e fino a sbucare davanti la moschea di mausoleo di Yussef Dey, governatore di Tunisi. Qui ci fermiamo ad ammirare il suo minareto, il quale è il più antico della medina nonchè il più particolare in quanto ha una forma ottagonale che si appoggia su una base quadrata. Più avanti, guardando in alto, spiccano le cupole verdi del mausoleo di Mohammad Laz, un gianizzero turco, mentre proseguendo, subito alle sue spalle, sbuchiamo nella Place de la Kasbah, circondata da edifici governativi.

Entriamo in questo spazio moderno che ospita fontane, aiuole di fiori e palmizi e dove, al centro, c’è il Monumento della Kasbah, che suggella tutti gli eventi fondamentali nazionali. Sul lato destro notiamo una costruzione che scopriamo essere il Mausoleo di Farhat Hached, un famoso sindacalista tunisino assassinato a metà del ‘900, mentre sulla parte opposta si trova la Moschea della Kasbah col suo minareto. Dopo le immancabili foto e riprese video, attraversiamo la vasta piazza e ci dirigiamo ancora oltre, raggiungendo la Torre della Kasbah, che risale all’epoca almohade ossia al XII secolo d.C. Riscendiamo poi passando davanti la moschea e svoltando quindi a destra per giungere poco dopo alla Bab Mnara, una delle tante porte che permettono l’ingresso alla medina.

Percorriamo lo spazio fino ad un slargo dove si trova il Dar Al Hussein, un palazzo costruito nel XVIII secolo che ospita l’Istituto d’Arte e Archeologia. Avendo letto che si può visitare solo il cortile interno, entriamo ed ammiramo le belle maioliche che abbelliscono questo spazio. Entriamo anche in una sala, magnificamente decorata e con uno splendido lampadario. Riprendiamo il giro per le vie della medina e, grazie a Google Maps e al mio discreto senso dell’orientamento, arriviamo alla Medersa Slimania, che ci accoglie con una splendida facciata ornata da intricate piastrelle ed eleganti archi. Entriamo per la visita (gratis) ma troviamo all’interno dei lavori di restauro anche se sono comunque visibili le colonne di marmo che sorreggono gli archi decorati in pietra nel cortile. Ancor più bella si presenta la sala delle preghiere, tutta decorata con zelliji e mosaici. Dalla Medersa decidiamo di raggiungere un altro dei tanti Dar o palazzi che sorgono nella medina e che sono testimonianza dell’epoca d’oro della città quindi riprendiamo a seguire le indicazioni dettate da Google Map ed arriviamo al Dar Bach Hamba, un bel palazzo del 17° secolo appartenuto ad una serie di famiglie borghesi, ora centro culturale: il suo patio elegante, la stilosa fontana e le sue mura decorate si prestano pe foto da socials.

È ora di pranzo ma siamo in pieno Ramadan e moltissimi ristoranti e cafè sono chiusi o non fanno servizio quindi decidiamo ritornare sulla rue Jemaa Ezzytouna con la speranza di trovare un bar aperto. Nel percorrere di nuovo la strada, ci imbattiamo in Dar El Lambar, un elegante cafè la cui proprietaria acconsente nel prepararci qualcosa da mangiare: io scelgo il brik (crepe con verdura e formaggio cotte), Roberto sceglie un’insalata tunisina, pagando il tutto circa € 9 (TDN 30).

Dopo pranzo, ritorniamo verso la Moschea per cercare di entrare nel cortile ma un loquace tunisino ci intercetta, ci dice che c’è preghiera e che non si può accedere e ci convince a visitare una delle tante terrazze che permettono la vista sulla medina. Ci porta, quindi, in un grande negozio (Ste Groupement Artisanal) da cui accediamo alla terrazza tramite una serie di scale: qui troviamo davvero un bel panorama che ci permette di spaziare dai minareti delle moschee fin quasi al porto. Inoltre, la terrazza è abbellita di mosaici e piastrelle colorate tali da consentire le classiche fotografie e riprese per i social.

Apprezzato, fotografato e ripreso tutto, riscendiamo con la promessa di ritornare per far acquisti e proseguiamo recandoci verso la Moschea di Hammouda Pacha, uno dei monumenti più eleganti e storici di Tunisi, che fu costruita nel XVII secolo combinando elementi ottomani e andalusi con particolare armonia.

Da qui risaliamo con una bella passeggiata lungo una delle più caratteristiche vie di Tunisi, la rue du Pacha, famosa per le sue porte colorate: infatti, ogni palazzo o casa ha la sua porta colorata e decorata, con tonalità che vanno dal verde al blu passando per il giallo e il viola.

Poco prima della fine, giriamo in rue Sidi Brahim per portarci presso il Mausoleo di Sidi Ibrahimi Al Riahi, un famoso santo di Tunisi che qui è sepolto con alcuni dei suoi figli: entriamo e troviamo un gioiello dell’architettura tunisina, dalle intricate sculture e dal design elegante. Ci affacciamo nella sala delle preghiere per ammirare la grande cupola riccamente decorata con stucchi per poi uscire e recarci verso il Dar Larsam, situato lì vicino, che troviamo però chiuso.

Allora proseguiamo verso il Dar Kheirredine, che è la Sede del Museo Municipale di Tunisi, ma ormai è già pomeriggio inoltrato e rimandiamo la visita ad altro giorno. Ritorniamo un po’ nei suk per gironzolare tra le stradine e i negozi fino a decidere di rientrare in albergo per un riposino e prepararci alla serata. Infatti, per festeggiare il genetliaco, abbiamo prenotato da Bab Tounés, un ristorante situato in una stradina vicinissima Place de la Victorie, proprio dietro il fascinoso Hotel Royal Victoria.

Il personale ci accoglie in uno sciccoso ambiente e ci propone un menù a la carte dove scegliamo le Dita di Fatima, l’agnello con frutta secca, olive e prugne e degli spiedini di manzo accompagnati da verdure stufate e del delizioso pane. Terminiamo con un dolce tunisino favoloso spendendo in tutto TDN 130 (€ 40 circa). Peccato non aver potuto brindare con un vinello ma il cibo è stato davvero ottimo e squisito. Una passeggiata per l’avenue Bourghiba tra la gente in giro per il post Ramadan e poi rientriamo per un meritato riposo.

Giorno 3 – Sidi Bou Said

Oggi faremo la nostra prima escursione poco fuori Tunisi quindi, dopo la consueta abbondante colazione in camera, ritorniamo sull’avenue Bourghiba attraversandola per raggiungere il marciapiede opposto e ammirare la mole del Teatro Municipale, considerato l’emblema dell’Art Nouveau a Tunisi: la sua costruzione si deve ai francesi nei primi anni del Novecento. Proseguiamo verso la parte opposta a ieri fino a giungere in place du 14 Janvier 2011 dove possiamo ammirare la Torre dell’Orologio, una colonna alta 37 m costruita in metallo e vetro con uno stile europeo ma, nel contempo, con un tocco distintivo tunisino: qui siamo proprio nella parte moderna e questa torre ne è l’emblema.

Di fronte, la statua equestre di Habib Bourguiba, uno degli esponenti più rappresentativi della politica tunisina, che dà il nome al viale. Proseguiamo diritti fino alla gare Tunis Marine TGM train, capolinea della linea ferroviaria che ci porterà a Sidi Bou Said, l’amena cittadina situata sulla costa tunisina. Il treno dovrebbe partire ogni trenta minuti ma, durante il Ramadan, in alcune fasce orarie non viene effettuato il servizio però siamo fortunati perché da lì a una ventina di minuti ci sarà la partenza. Paghiamo il biglietto andata/ritorno TND 2 (praticamente 0,50 centesimi) e partiamo con uno sgangherato trenino (i sedili sono ancora di legno!), che attraversa la lingua di terra che separa Tunisi da La Golette e si ferma in una serie di stazioni che memorizzo in quanto ci serviranno per quando visiteremo le rovine di Cartagine.

Dopo un viaggio di una mezz’oretta, arriviamo nella stazioncina di Sidi Bou Said, da cui poi ci portiamo in pochi minuti all’ingresso della cittadina. Sidi Bou Said si presenta con un agglomerato di case bianche dalle imposte blu, piena di negozi di vario genere e baciata da un caldo sole. Attraversiamo la rue Hedi Zarrouk, strada principale che taglia in due il centro abitato, fermandoci ad ammirare di volta in volta gli scorci che si presentano: una scalinata che sale verso un vialetto coperto da alberi in fiore; una stradina che si protende verso uno scorcio marino; una terrazza che offre ampi panorami sulla sottostante riviera.

Arriviamo in fondo alla strada, che termina in uno spiazzo aperto sui tre lati, e ci si presenta un panorama bellissimo, tutto rivolto alla riviera con il porto e le spiagge che si susseguono, al mare calmo e accarezzato dal bel sole. Si possono anche vedere bene le coste lontane, tra cui riconosciamo anche quella siciliana, seppure ad una distanza notevole. Torniamo indietro e ci inoltriamo nelle stradine interne, ammirando palazzi e porte colorate, muri abbelliti da rampicanti e bouganville, piccoli cortili nascosti e archi decorati da mosaici e zelliji, fino a ritornare sulla strada principale.

Qui scendiamo lungo rue Sidi Azizi per raggiungere il Dar Ennejma Ezzahra ma lo troviamo chiuso quindi ritorniamo indietro e andiamo a visitare il Dar el Annabi, proprio sulla strada principale. Paghiamo i biglietti TND 12 (€ 3,50) ed entriamo nel patio di quella che è una bellissima casa in stile andaluso, composta da splendidi cortili verdeggianti e da interni originali con ancora gli oggetti della famiglia di medici che vi ha vissuto.

Attraversiamo un grande cortile per visitare la stupenda la biblioteca, le sale per intrattenere gli ospiti, la cucina e le sale di preghiera. Saliamo anche sulle varie terrazze panoramiche e facciamo foto e riprese sui tetti della cittadina, detta proprio la Santorini di Tunisia data la somiglianza (vera) con l’isola citata.

Usciamo da questo bel palazzo e ci rechiamo al Café de Nattes per cercare qualcosa da mangiare ma è Ramadan e tutto ciò che possono offrirci sono due piattini di dolcetti tunisini, che prendiamo e che accompagniamo con un buon tè alla menta e una bottiglia d’acqua, per una spesa di TND 40 (€ 12 circa).

Dopo un riposino fatto godendo della bella giornata e del passeggio sottostante, ritorniamo alla terrazza panoramica per altre foto con una luce diversa poi riprendiamo la strada per la stazioncina, aspettiamo il trenino che passi e ritorniamo di nuovo a Tunisi, contenti della bella giornata trascorsa.

Però, una volta in albergo, Roberto avverte un malessere che lo porta un paio di volte in bagno ma che poi sembra passare.

Riusciamo per cenare in un ristorante orribile sull’avenue Bourghiba con il malessere che sembra essersi fermato, grazie ai fermenti lattici assunti.

Giorno 4 – Mercato Centrale, Palazzo dei Congressi

Sono le 2.30 di notte e vengo svegliato da Roby: il suo malessere si è ripresentato e lui sta viaggiando tra il letto e il bagno praticamente ogni 15 minuti. Gli faccio assumere altri fermenti lattici e un antispastico ma, sebbene rallenti, purtroppo trascorrerà la notte più in bagno che a letto. La mattina mi fiondo in farmacia e compro ciò che occorre però ovviamente sono saltati tutti i piani di visita previsti. Oggi saremmo dovuti andare al Museo del Bardo in mattinata e visitare nel pomeriggio il resto della Medina però Roby è davvero esausto e senza forze.

Le medicine prese aiutano a bloccare il malessere ma la sua fiacchezza non gli consente di alzarsi da letto ed uscire. Mentre riposa un po’, esco io e vado a visitare il Mercato Centrale di Tunisi, situato a pochi minuti di cammino. Sebbene sia Ramadan, le persone comprano il cibo che poi cucineranno non appena verrà cantata dal muezzin la fine della giornata quindi il mercato interno è strapieno di gente. Cerco un banco che venda delle banane (ottimi astringenti naturali) ma non lo trovo: in compenso quelli presenti esplodono di tanti frutti come arance, melograni, limoni (ne compro due che una buona limonata disinfetta lo stomaco) e, soprattutto, moltissimi datteri.

Faccio un giro anche nei dintorni, affollatissimi e pieni di negozi di vario genere, poi scopro un supermercato in cui mi fiondo: trovo del buon pane per pranzo, delle fette biscottate e dei biscotti secchi. Dopo il parco pranzo, Roby resta ancora a riposare mentre io esco e decido di gironzolare per la parte moderna di Tunisi.

Raggiungo la Torre dell’Orologio e giro sulla sinistra entrando in avenue Mohamed V: il primo edificio che salta agli occhi è quello che ospita l’Hotel du Lac, e che ha la forma di una piramide di Tetris capovolta. Un po’ più avanti si ergono l’alta mole della Torre della Nazione e l’adiacente Palazzi dell’Artigianato, tutto bianco e di forma rotonda: solo guardando meglio Google Maps scopro che rappresenta una mezzaluna.

Passeggio sulla trafficata via passando davanti il moderno Palazzo dei Congressi per fermarmi di fronte al complesso di edifici che compongono la Città della Cultura: posso ammirare la particolare alta facciata d’ingresso quadrata con dietro la torre simbolo, composta da quattro parallelepipedi che sostengono una sfera. La mia guida riporta che sono presenti anche il Teatro dell’Opera e quello delle Regioni.

Da qui mi riavvio al rientro, girando in Avenue de Ghana e poi per avenue de Paris, che mi riporta di nuovo sull’avenue Bourghiba: la cosa strana che noto è che moltissimi negozi sono chiusi, ma credo perché siamo in domenica. In serata torniamo da Bab Tounés e mangiamo un buon couscous con verdure cotte, adatte all’esigenza medica, poi rientriamo in albergo. In nottata, il malessere si presenta di nuovo anche se con meno frequenza.

Giorno 5 – Mausoleo di Sidi Mahrez

Purtroppo Roby è ancora debilitato, sebbene ora le medicine che assume lo stanno aiutando tantissimo. Però si sente ancora senza forze quindi resta in camera di albergo mentre io esco e mi dedico allo shopping. Oggi sarebbe stato il turno di visitare le rovine di Cartagine ma, invece, torno in medina e vado al negozio di ceramiche del primo giorno, dove contratto per l’acquisto di un piatto di ceramica e di una formella rettangolare, oltre che qualche ricordino da portare. Compro altri piccoli souvenirs e qualche spezia per me e da regalare oltre che una bellissima oliera in ceramica.

Spendo, insomma, tutta la mattinata a far compere, poi passo per il supermercato del giorno prima e mi rifornisco di cous cous, da portare per i miei manicaretti. Dopo pranzo, ritorno in medina con l’intenzione di visitare almeno il Mausoleo di Sidi Mahrez, considerato il patrono di Tunisi, ma lo trovo chiuso, come chiusi sono quasi tutti i negozi della medina: eppure sono appena le 16 ed è lunedì, mi sembra strano. Un gentile commerciante (uno dei pochissimi aperti), mi spiega che durante il Ramadan molti negozi chiudono nel primo pomeriggio anche durante la settimana.

Torno così in albergo e trascorro il tempo a preparare le valigie. Di sera, torniamo da Bab Tounés per cena e i gentili proprietari ci fanno trovare gli spiedini di carne senza spezie accompagnati da una scodella di riso e da verdure cotte: davvero sono stati gentilissimi, avendo capito la situazione. Prima di ritirarci, mi fermo da Pâtisserie Pur Beurre Le Parnasse, prima dell’hotel, dove spendo gli ultimi dinari rimasti comprando due box di dolcetti tunisini, che sono squisitissimi.

Giorno 6 – Rientro in Italia

Facciamo una buona colazione abbastanza presto poi, poco prima delle 9, siamo nella hall per il check out, che è rapidissimo. Il driver arriva poco dopo e, celermente, ci accompagna in aeroporto: sebbene abbia fatto il check in on line, comunque dobbiamo recarci all’imbarco per ritirare i biglietti cartacei. Fatti i controllo dei bagagli e quelli di frontiera, ci portiamo al gate e aspettiamo il volo, che parte con qualche minuto di ritardo dopo le 11,25. Dall’alto, vediamo sfilare sotto di noi la riviera con Cartagine e le sue rovine, augurandoci un giorno di ritornare e completare le visite lasciate in sospeso. A Roma il cambio è quasi celere e alle 15,30 atterriamo in una nebbiosa Milano: siamo già a casa, ma ci accompagna la sensazione di aver compiuto solo metà viaggio. Pazienza.

Consigli per un viaggio in Tunisia

Partiamo dal volo, prenotato a novembre con ITA Airways: grazie allo sconto offerto, abbiamo preso una tariffa economy (bagaglio da cabina di 8 kg più il classico zaino da sotto sedile) che, insieme al prezzo dei posti riservati (si pagano a parte), ci è venuto a costare poco meno di 230 euro cadauno.

L’hotel TIBA è stato scelto e prenotato su Booking: è un buon tre stelle in una laterale dell’avenue Bourghiba, centralissimo e dotato di tutti i servizi. Per cinque notti in b&b abbiamo speso in totale € 353,00. Durante il Ramadan, servono la colazione in camera.

Per i ristoranti, credo di aver già detto qual è stato per noi il migliore: Bab Tounés. Lo straconsiglio, davvero. Oltre al buon cibo e alla gentilezza e partecipazione dei gestori, il costo delle nostre cene è stato sempre tra i 120 e i 130 dinari tunisini in totale (€ 35-40). Evitate gli orribili ristoranti sull’Avenue Bourguiba, tranne quello dell’hotel Africa: chiedete al concierge di poter accedere al primo piano e servitevi al buffet che vi si presenta. Il cibo è buono ma la spesa è un po’ altina perché abbiamo pagato in totale TND 180 (€ 54 circa): era la prima sera e tutti erano chiusi.

Abbiamo scoperto che sarebbe iniziato il Ramadan solo dopo la prenotazione dei voli ma, dato che ci eravamo passati in Marocco, abbiamo creduto che fosse lo stesso: errore! Pochissimi ristoranti offrono servizio di pranzo e per strada non è consigliato fermarsi a mangiare o bere: non ve lo vieteranno assolutamente ma qualcuno potrebbe prenderla a male.

I mezzi pubblici funzionano ma lo standard degli stessi non è proprio alto: i tram avevano di certo vissuto tempi migliori e gli autobus sicuramente non usano marmitte moderne. Spesso conviene utilizzare i taxi, molto economici, ma sempre meglio prendere quelli ufficiali e contrattare.

Noi, da e per l’aeroporto, abbiamo speso circa 35 euro. È anche possibile utilizzare Civitatis per prenotare un transfer dall’aeroporto di Tunisi.

Ho anche comprato in aeroporto una SIM (purtroppo il mio cellulare non supporta le e-sim) pagandola € 12 e valida un mese: abbiamo navigato in due usando la funzionalità Router wi-fi dal cellulare di Roby.

Per lo shopping, nella medina c’è praticamente di tutto, dalle ceramiche agli accessori in cuoio passando per pashmine e vestiti arabi e non, e la parola d’ordine è “contrattare”, sempre e ovunque. Richiestissimo il cash ma, casomai utilizzate la carta, vi addebitano sempre TND 2 per la commissione. E, parlando di denaro, scambiate non più di € 50 in aeroporto (tassi un po’ alti) mentre il resto potete cambiarlo a tassi migliori usufruendo dei numerosi changes presenti sull’avenue Bourghiba.

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