Non è petrolio ma vale una fortuna: nel cuore della Calabria si produce l’oro nero che il mondo ci invidia

Un eccellenza DOP definita l'oro nero d'Italia e la storia di una famiglia che da tre secoli ha trasformato una piccola produzione artigianale in un marchio diffuso in tutto il mondo
Manuela Titta, 22 Mar 2026
non è petrolio ma vale una fortuna: nel cuore della calabria si produce l'oro nero che il mondo ci invidia

La Calabria è una terra ricchissima di sapori, frutto di un territorio che presenta caratteristiche ineguagliabili.  Dai prodotti tipici, al vino, con un assortimento di prodotti e di materie prime incredibilmente prezioso, arriviamo ad una materia prima come la liquirizia, strepitosa pianta spontanea che in Calabria ha trovato il luogo ideale. La associamo certamente a prodotti diversi, come la ‘nduja e il suo ingrediente piccante, il peperoncino, ma la regione che funge da punta dello Stivale italico è anche così, nerissima e amara, ma capace di una versatilità che solo questo prodotto riesce a regalare. E dunque, scopriamola in un modo diverso, o meglio ancora, con un ingrediente diverso e speciale.

Calabria, una terra incastonata tra due mari

calabria terra tra due mari

Un mare strepitoso incornicia la punta del nostro stivale, poi le zone interne presentano conformazioni particolarmente vocate alle colture, tanto che i pregi di questa terra furono individuati in epoca antica.  La Calabria è ricca di paesaggi eterogenei che si susseguono e che mettono a disposizione del visitatore molteplici ricchezze naturalistiche, ma anche le testimonianze storiche legate alla Magna Grecia che rese questi posti il luogo d’elezione del mondo antico. Sappiamo bene quali sono i numerosi gioielli arrivati fino a noi dai tempi remoti, frutto di un passaggio indelebile che non ha solo scritto il significato profondo per la cultura di questa regione, ma ha messo le basi per la valorizzazione enologica di questa terra, perché la storia del vino calabrese si intreccia alle prime notizie dei coloni greci.

La ricchezza del gusto: la storia della liquirizia dal Rinascimento fino ai nostri giorni

la storia della liquirizia

Tutta la zona del mediterraneo risulta essere perfetta per la liquirizia, i cui pregi sono noti fin dall’antichità: le sue proprietà organolettiche e curative sono riconosciute e apprezzate da sempre, tanto che si possono rintracciare le prime testimonianze dell’uso della liquirizia in Mesopotamia, nell’antico Egitto, in Grecia e a Roma.   Il nome scientifico della liquirizia, Glycyrrhiza glabra, viene dal grego e significa radice dolce, glabra è riferito alla specie, la più diffusa che si trova anche in forma spontanea tra Asia e la zona Mediterranea. La liquirizia è una leguminosa, appartenente alla famiglia delle fabaceae e presenta delle radici che penetrano nel terreno fino a due – tre metri: una volta raccolte vengono essiccate e decorticate, perché la parte interna fibrosa possa rilasciare tutto il suo sapore. Grazie alla lavorazione della radice e alla bollitura, si ottiene l’estratto che viene utilizzato per tutte le preparazioni dolci.

La lavorazione della radice per la produzione dell’estratto, raggiunse livelli di standardizzazione tra il ‘400 e il ‘500: grazie al commercio che si sviluppò in Europa, la liquirizia venne distribuita e venduta sia come radice grezza che come estratto. Il successo della liquirizia calabrese cominciò a svilupparsi intorno alla fine del ‘600, seguendo gli standard ormai consolidati del mercato europeo: pian piano la produzione italiana guadagnò terreno grazie alla diffusione di questa coltura anche in altre regioni come Abruzzo e Sicilia. La Calabria tuttavia rimase punto di riferimento indiscusso, tanto è vero che oggi la liquirizia di quella terra ha addirittura conquistato un’importante certificazione. La storia tramandata nei secoli ha fatto della liquirizia calabrese un’eccellenza che incarna uno dei prodotti tradizionali della regione. Questa preziosa radice è coltivata con grandissimo successo in tutte e cinque le province calabresi: Cosenza, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria

Liquirizia di Calabria DOP: come e dove si usa

liquirizia di calabria dop

Clima e peculiarità del terreno hanno permesso di ottenere un prodotto che ha guadagnato il riconoscimento più ambito: essere una DOP significa concentrare tutte le qualità possibili, imponendosi sul mercato e offrendo al consumatore la garanzia di un alimento dalle caratteristiche uniche. L’essiccazione rappresenta un momento fondamentale, poiché la liquirizia al momento della raccolta ha un’umidità di circa il 50%, un contenuto piuttosto alto che mette a rischio il prodotto se non viene lavorato in tempi molto brevi. Questo è uno degli elementi alla base della DOP, perché la lavorazione e la trasformazione sono nella stessa zona: tutto ciò a garanzia di un prodotto finale di grande pregio.  La radice di liquirizia ha note proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, espettoranti, gastroprotettive ed epatoprotettive; in cucina è presente sia nella tradizione orientale che in quella mediterranea. Particolarmente utilizzata per la preparazione di dolciumi, gelati, liquori e caramelle, la liquirizia ha un sapore intenso, deciso e persistente, il cui aroma impreziosisce anche il tabacco.

I luoghi della liquirizia in Calabria: Rossano

Quasi 300 anni di storia, per la precisione 295: è nel 1731 che infatti viene fondata l’azienda Amarelli, in quel di Rossano Calabro, ancora comune autonomo ma che, dal 2018, è uno dei due nuclei costituenti la conurbazione di Corigliano-Rossano. Un’impresa familiare, come ce ne sono tante e gloriose ancora oggi in Italia, deputata alla produzione e trasformazione della liquirizia in tanti prodotti diversi, dalle caramelle alle creme spalmabili, dalle tisane agli estratti. Tanta parte della riconoscibilità del marchio la si deve a Giuseppe Amarelli, che a soli 20 anni, nel 1924, prende le redini dell’azienda e le dà una enorme spinta tecnologica, rendendola capace di competere non solo sul mercato italiano, ma anche nel resto del mondo. Proprio a questa e alle tante fasi di una storia secolare è dedicato il Museo della liquirizia Giorgio Amarelli (Strada Statale Contrada Amarelli 10, Corigliano-Rossano), uno dei musei d’impresa con il maggior numero di visitatori in Italia, dove scoprire il mondo che c’è dietro quella radice che, una volta trasformata, fa la felicità dei golosi. 



Leggi ancheLeggi gli altri diari di viaggio
In evidenza