Trekking in Umbria con muli e cavalli

Un Viaggio in Valneria, fra le valli e i monti del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in Umbria, in compagnia e con l'aiuto di Muli e Cavalli

  • di mularo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 10
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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Raccontiamo il viaggio meraviglioso che ci ha portati in Valnerina da Monteluco di Spoleto a Castelluccio di Norcia passando per Scheggino, Gavelli, Monteleone, Fonti di Atino, Civita di Cascia, Pantani di Accumoli, Forche Canapine.

Domenica 22

Prima tappa: 16 km in 6 ore, verso Pontuglia di Scheggino.

Armata di zaino e bastoni la comitiva, accompagnata dalla guida Roberto de “La Mulattiera” di Norcia e dal mitico mularo Clemente, si attiva. Alle 10.00 i nostri amici a 4 zampe sono pronti, carichi dei nostri borsoni e delle vettovaglie necessarie per la settimana. In fila indiana: Pinto, Rondello, Farfalla, Paciocca, Mora e l’irrequieto Serpente. Clemente spiega che i muli, per istinto materno, seguono il cavallo perchè ricorda loro la mamma. Emozionante e suggestivo! Giungiamo al querceto secolare di Monteluco con la chiesa di San Francesco e San Bernardino. Interessante l’antica iscrizione che diffida dal prelevare materiale ligneo pena pesanti sanzioni. Saliamo a Forca di Castel Del Monte (950 slm), ma il tempo non promette nulla di buono. La pioggia per quasi due ore ci trasforma in una fila variopinta tutti avvolti nelle mantelline colorate. Alle 17.00 ecco Pontuglia. Montate le tende, tutti a casa di Gianni. Le pietanze, che lui definisce “archeologia alimentare”, sono insaccati, pasticcio di asparagi selvatici, pecorino, ricotta e sformato di patate con timo. La fatica svanisce!

Lunedì 23

Destinazione Laghetto di Gavelli. 20 km in 8 ore.

È interessante assistere al carico dei basti e vedere come Clemente presti particolare attenzione nel bilanciare i bagagli. Si parte! A Scheggino, sulle rive del fiume Nera, mangiamo qualcosa, ma la colazione si allunga e diventa pausa pranzo: da pane e marmellata a pomodori e Ciauscolo! Dopo qualche ora siamo a Gavelli con i suoi 13 residenti, i suoi lavatoi ed un vecchio travaglio per ferrare i cavalli. Raggiungiamo i Laghetti di Gavelli. Si cena al campo con lasagne, salsicce alla brace e tante risate... cosa pretendere di più?

Martedì 24

Per le Fonti di Atino. 7 ore e 15 km.

Lungo il cammino assistiamo all’ammutinamento di Paciocca che non vuole più camminare! Ma il mitico Clemente trova la soluzione per il mulo svogliato: lo lascia solo in mezzo al bosco! L’animale abbandonato non ha altra scelta che seguire la comitiva. Alle 14.00 siamo a Monteleone. Interessanti l’araldica del Comune e la Biga che è stata qui rinvenuta durante dei lavori di scavo. Ma nel museo possiamo ammirare una copia perfetta della biga perchè l’originale è finito al Metropolitan Museum di New York dagli inizi del secolo scorso! Riprendiamo il cammino e incrociamo un esemplare di cavallo Tpr (Traino Pesante Rapido). Il cavallo è veramente enorme: ben 10 quintali! Senza pioggia arriviamo alle Fonti di Atino e montiamo rapidamente le tende visto che un temporale incombe su di noi. Ma il tempo è clemente e ci concede una cena sotto le stelle attorno al fuoco. Bellissimo!

Mercoledì 25

Oggi cammineremo fino a Civita di Cascia. 18 km in 7 ore.

Ore 7.00 sveglia con sorpresa! I nostri animali se ne sono andati, ma, dopo una ricerca per le colline, Clemente e Roberto li ritrovano. Clemente vieta a tutti di dar da mangiare ai muli: devono imparare a non fuggire. Ubbidiente la comitiva si muove. Passiamo per Villa San Silvestro presso i resti di un campo romano. Arriviamo quindi al campo pianeggiante, ombreggiato e con fontana per fare il bagno, di Civita di Cascia. Alle 20.30 cena nel centro di Civita con degustazione di frittata al tartufo e zafferano, crostone con rovejia (un pisello selvatico), strascinati con pancetta uovo e salsiccia, grigliata mista. Colpo di grazia: tiramisu, liquore allo zafferano e caffè. Siamo satolli!

Ma non è finita: qualcuno imbraccia una fisarmonica e la festa inizia!

Clemente dà il meglio di sé con la canzone di “Sant’Antonio lu nemico de lu demonio!”

Giovedì 26

Alle 9.30 smontiamo le tende. Direzione Pantani di Accumoli.

Passiamo per una faggeta: la luce filtra tra le fronde, la temperatura è ideale e l’aria è pulita. Riempiamo i polmoni di ossigeno e gli occhi di colori! Alle 18.00 giungiamo al campo, montiamo le tende... e le sorprese non si fanno attendere! Uno stallone selvatico si avvicina minaccioso a Rondello e alcuni di noi partono urlanti e armati di bastoni mettendo in fuga l’assalitore. Mangiamo sotto la tenda comune (freddino a 1300 Slm) la pasta con i funghi raccolti da Michele e Paolo. Tutto buonissimo!

Venerdì 27

Rientro. Direzione Castelluccio di Norcia. 18 km in 8 ore. Ore 10.00 Si parte verso Forca Canapine e poi Castellucccio di Norcia. Arriviamo a Castelluccio come in tutte le fiabe che si rispettino: stanchi ma felici

A mio avviso questa è la vera vacanza che mi mancava! In perfetto equilibrio tra uomo e natura, nel rispetto dell’ambiente e che incondizionatamente ci offre degli spettacoli mozzafiato.

Di Anna Sandonà (foto di Daniela Donà e Anna Sandonà)

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