Ce lo racconta Leandro Stanzani, amico di lunga data Turisti e Velisti per Caso, che già conosciamo come Presidente della </em><em><a href='http://fondazionecetacea.org/' target='_blank'>Fondazione Cetacea Onlus.</a></em>
Ce lo racconta Leandro Stanzani, amico di lunga data Turisti e Velisti per Caso, che già conosciamo come Presidente della Fondazione Cetacea Onlus.
Saadani, Mikumi, Kitulo, Udzungwa, Ruaha, Katavi, gioielli grezzi ma di gran valore! Sono alcuni dei Parchi nazionali della Tanzania che si estendono nella parte sud-occidentale del paese e che meritano molta più attenzione di quanto sia solitamente loro dedicata.
Da 3.000 a 7.000 km in funzione del tempo e del budget a disposizione, alla scoperta di luoghi ancora poco conosciuti immersi in una natura selvaggia e relativamente incontaminata. Gli itinerari di accesso ai Parchi permettono contatti con etnie e tribù poco avvezze ai turisti ma particolarmente cordiali e socievoli.
I Parchi Nazionali che si incontrano lungo il percorso proposto hanno ciascuno caratteristiche proprie e nell’insieme non hanno nulla da invidiare ai più gettonati parchi del Nord del paese.
I visitatori che scelgono questi percorsi sono di norma turisti molto più motivati, meno invadenti e spesso si dimostrano occasionali ma simpatici compagni di ventura disponibili a scambiare preziose informazioni di viaggio.
Tutti i Parchi hanno di norma strutture ricettive che lavorano con Tour-Operator ma che non disdegnano di mettere a disposizione vitto e alloggio a turisti “fai da te”; i prezzi non sono alla portata di tutti ma anche questo, qualora fosse un problema, ha la sua splendida soluzione... Il TANAPA (Tanzania National Park), ente che gestisce i Parchi Nazionali, dispone sia di aree destinate al campeggio (public camp sites) che di spartane capanne (bandas) e più confortevoli camere con servizi e uso cucina (Rest-house). I prezzi sono decisamente convenienti (da 15 a 30 US$) e i vantaggi a cui si ha accesso utilizzando questa opzione, sono impagabili:si vive a stretto contatto con loro, i Rangers, gli angeli custodi del TANAPA, coloro che all’interno dei Parchi vivono che li presidiano quotidianamente e di cui conoscono tutti segreti, segreti che sono pronti a svelare e a condividere per un paio di birre al “Social Club” del Quartier Generale, magari guardando una partita di calcio in TV. Gli stessi Rangers possono, se richiesto, accompagnare i Turisti come vere e proprie guide, sia in auto che, in alcuni luoghi, a piedi (walking safari).
Partiamo da Arusha dove l’amico Leo (Fortes-safaris) ha già predisposto la nostra Auto, un Toyota Landcruiser 4x4 dotato di frigobar e di tutta l’attrezzatura necessaria per il campeggio. La nostra destinazione ci porta verso sud e la prima insolita tappa, dovuta a un problema con la batteria, è Soni, una cittadina immersa nel verde di una vallata delle Usambara Mountains non molto distante dal confine con il Kenia e rinomata per le tranquille cascate e per le dolcissime prugne. Il clima è mite ed è un luogo di villeggiatura utilizzato da moltissimi tanzaniani.
Sistemata la batteria riprendiamo il viaggio verso sud e dopo una sosta a Bagamoyo (antico mercato di schiavi il cui nome significa lascia il cuore ci avventuriamo nel primo parco previsto Saadani (dove l’Oceano incontra il Bush...), diventato parco nazionale solo nel 2002 Dormiamo nella Resthouse davanti alla spiaggia, il bagno nell’Oceano Indiano è d’obbligo e rinfrescante, l’escursione in auto ci permette di incontrare numerose giraffe, waterbucks e reedbucks (non facili da vedere in altri parchi) al pomeriggio andiamo alla foce del fiume Wami da dove partono escursioni alla ricerca di coccodrilli, ippopotami e aquile pescatrici. Nel tragitto incocciamo in una grande estensione di mare utilizzata a salina, il lavoro degli operai sotto il sole cocente è impressionante