Luca e Aga in Myanmar

Il giro del mondo continua: diario dei "Burmese Days"

  • di LucAga
    pubblicato il
 

Ed eccoci qua, indecisi se comprare il biglietto andata e ritorno per Yangon... Andare o non andare, andare o non andare... Mmmmmh... Sono moltissimi i pro ma l'unica ragione che ci rende dubbiosi se comprare questo benedetto biglietto aereo ha davvero un forte peso. Il paese, come certamente saprete, è oppresso da un'odiosa quanto crudele dittatura militare, ed il pensiero che i nostri soldi possano finire nelle mani del governo ci riempie di disgusto. Inoltre, ogni tipo di comunicazione con l'esterno del paese è bloccata; nè Internet nè i cellulari funzionano e anche l'invio di e-mail viene spesso interrotto dall'ossessionante censura del governo. Avremmo voluto confrontarci con altri viaggiatori ma non siamo riusciti ad incontrare molta gente che avesse visitato il paese prima di noi, un pò a causa della dittatura, un pò a causa dell'errata convinzione che il Myanmar sia un paese estremamente pericoloso.

La decisione non è semplice ma riusciamo a raggiungere un compromesso tra l'angioletto ed il diavoletto appoggiati sulle nostre spalle: andremo in Myanmar ma solo per 2 settimane, senza allontanarci troppo dalle aree turistiche e cercando di limitare l'afflusso di soldi nelle tasche del governo Burmese. Qualche giorno prima della nostra partenza scopriamo che in Myanmar accettano esclusivamente dollari americani praticamente immacolati, senza nessuna macchia, senza nessuna piega e solamente con data successiva al 2006. Andiamo quindi alla ricerca di banconote nuovissime, un po' negli uffici di cambio di Bangkok, un po' scambiandole con altri viaggiatori, stile figurine Panini... Inoltre, non essendo riusciti a trovare banconote dall'aspetto impeccabile, Luca trascorre la sera prima della partenza a stirarle tutte... Risultato eccezionale!!!

Arriviamo a Yangon ed iniziamo a visitare quella che pensiamo essere la capitale del Myanmar... Ah già, perchè dovete sapere che adesso la capitale è un piccolo villaggio chiamato Naypyidaw, nell'area centrale dello stato. Infatti, da quanto ci racconta un cameriere della nostra guesthouse, nel 2005, a causa della nefasta previsione di un indovino che prevedeva la caduta del regime se non avesse spostato la capitale più a nord, il governo decise di muovere tutti i propri uffici nella piccola cittadina, allora abitata da solamente 40.000 persone. Da quel momento sono stati costruiti grandi palazzi, moderni alberghi, ampi viali, un'autostrada a 8 corsie e, addirittura, un'area dedicata all'intrattenimento con eleganti ristoranti e locali alla moda. Peccato che la popolazione della nuova capitale, seppur notevolmente aumentata, sia composta solamente da circa 100.000 persone, per la maggior parte burocrati e famiglie che si muovono in taxi o air-con bus, contribuendo a creare una sorta di città fantasma; bar, ristoranti, negozi ed alberghi sono pressochè deserti, e anche per strada è difficile incontrare qualcuno. Centinaia di milioni di dollari sono stati spesi per la costruzione della nuova capitale, mentre la stragrande maggiornaza della popolazione del paese vive sotto la soglia della povertà. Pensate che stanno anche costruendo un moumento identico alla Shwedagon Pagoda presente a Yangon, addirittura un pò più alto, di modo da dare risalto alla capitale. La follia di questo governo supera di gran lunga la nostra immaginazione!!!

Andiamo a cambiare i nostri strapuliti, stranuovi e strastirati dollaroni al mercato di Yangon. Il cambio illegale è decisamente più favorevole rispetto a quello applicato dalle banche (si parla di circa il doppio, mica bruscolini), bisogna solo fare attenzione a non farsi fregare e contare 2 o 3 volte i soldi ricevuti prima di terminare la transazione. Altra alternativa, cambiare negli ostelli od hotel, il tasso non è buono come al mercato ma il rischio di fregature è molto basso. Controllate su questo sito il tasso di cambio reale, non considerate quello ufficiale che trovate su Internet, potreste avere brutte sorprese una volta arrivati in Myanmar: www.irrawaddy.org

Girando per Yangon rimaniamo subito colpiti dall'aspetto della gente burmese; le donne, infatti, sfoggiano uno strano make-up che copre soprattutto le guance. Sembra quasi argilla. Inizialmente pensiamo sia un trucco per qualche celebrazione particolare ma, chiacchierando qua e là, comprendiamo che è una mistura naturale che serve a proteggere dai raggi solari. Alcune donne se la spalmano a caso sul viso mentre altre, solitamente le più giovani e/o vanitose, creano fantasiosi disegni e composizioni sulla propria pelle. Anche i bambini solitamente hanno il viso spalmato con questa crema, mentre non sono molti gli uomini che la portano. Gli uomini, invece, vestono tutti delle lunghe gonne e masticano continuamente tabacco che poi sputano ovunque; questa pratica è talmente popolare che le strade cittadine hanno ormai assunto la rossa tonalità del tabacco, forse disgustoso ma assolutamente caratteristico

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