Sospesa la pubblicazione dei DVD, I Misteri di Syusy Blady continuano !dal vivo"!

Reduce dal successo di pubblico tributatole al <a href='/noi/tamtam/testo.asp?id=437'>Festival del Cinema Archeologico di Rovereto</a> per il film “La stele di zia Rosina”, Syusy fa incetta di misteri e rilancia, e il mese di Ottobre sarà ricco di appuntamenti rivolti a ...

 

Reduce dal successo di pubblico tributatole al Festival del Cinema Archeologico di Rovereto per il film “La stele di zia Rosina”, Syusy fa incetta di misteri e rilancia, e il mese di Ottobre sarà ricco di appuntamenti rivolti a curiosi e scettici per vocazione.

La catastrofe di Tunguska

Venerdì 24, a Bologna, nell'Aula Absidale di Santa Lucia la nostra instancabile Indiana-Jones-in-gonnella interverrà alla conferenza sull'enigmatica catastrofe di Tunguska.

I fatti: la mattina del 30 Giugno 1908 un'esplosione udita a 1000 chilometri di distanza deflagra in piena Siberia polverizzando all'istante 2150 chilometri quadrati di tundra, e sviluppando una potenza di qualcosa come 10 megatoni (diciamo 500 delle atomiche sganciate su Hiroshima). Per intenderci: se un'esplosione del genere si verificasse nell'Aula Absidale di Santa Lucia, si troverebbe parcheggio ovunque fino a Forlì.

Così sui due piedi, agli scienziati dell'epoca è venuto da diagnosticare il potente impatto di un meteorite sulla Terra, o addirittura di una cometa; ma sfortunatamente nessuno di questi illustri quanto imbarazzati geologi ed astronomi ha mai localizzato con certezza il cratere, che è un po' come se in un giallo di Agatha Christie non si trovasse il cadavere.

La (ovvia) penuria di testimoni diretti ha legittimato le ipotesi più pittoresche, e le lacunose trattazioni scientifiche dell'epoca le hanno avallate fino a promuovere l'evento ai confini del mito: UFO, antimateria, premonizioni apocalittiche e quant'altro andarono a impinguare cronache e immaginario collettivo. Ma a complicare la vita alla leggenda interviene nel 1991 proprio l'Università di Bologna (nelle vesti del suo Dipartimento di Fisica), che avvia una serie di studi e spedizioni volti a indagare la natura del “sasso” in questione, e a eliminare quantomeno qualche ramo secco dalla bibliografia ufficiale. Grazie a questo manipolo di caparbi ricercatori, oggi conosciamo il luogo dell'impatto e l'origine dello straordinario fenomeno.

Il convegno (con mostra di reperti originali) sarà proprio un'occasione per fare il punto sulle scoperte effettuate e sui pericoli rappresentati dai NEO (Near Earth Objects) in generale, e potete scommettere che Syusy avrà qualcosa da obiettare, dei dubbi da insinuare, delle teorie da controproporre.

Se da sempre provate idiosincrasia per le versioni ufficiali, per i casi risolti e le archiviazioni delle indagini, l'appuntamento è in Via de' Chiari 23, dove Syusy offrirà il contraddittorio ad altri illustri convitati: Ing. Demetrio Egidi (Direttore Agenzia Regionale di protezione civile), Dott. Mario Di Martino (Astronomo presso l'Osservatorio Astronomico di Torino), Dott. Umberto Guidoni (Astronauta), Prof. Eugenio Riccomini (Docente di storia dell'arte), Mons. Giovanni Catti (Sacerdote diocesano). A moderare il dibattito (e mai locuzione fu meno tecnica) il prof. Flavio Fusi Pecci (Direttore Osservatorio Astronomico di Bologna).

Dio è nato donna

E per rimanere in tema di contraddittori, Sabato 25 Ottobre Syusy sarà ad Orvieto a presentare il suo video “Dio è nato donna”, che -fin dal titolo- costituisce un piccolo manifesto della necessità di riscrivere se non la Storia quantomeno i sussidiari, anche e soprattutto quando questa operazione fa storcere qualche naso.

L'indagine condotta da Syusy in questo documentario affronta il tema del mito della Creazione per scoprire che ha radici declinate al femminile! Sono molti infatti i culti arcaici di cui ci è giunta notizia diretta (tramite i reperti) o testimonianza che offrono una raffigurazione del principio originario dalle sembianze inequivocabilmente femminili: la famosa (e formosa) Dea Madre. Niente di strano se nel tentativo di spiegarsi chi siamo, dove andiamo e soprattutto da dove veniamo qualcuno abbia sentito l'esigenza di tirare in ballo una mamma universale, eppure..

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