Dalla Malesia: Happy Merdeka!

Tra il mare di Kapas e la giungla Taman Negara

  • di LucAga
    pubblicato il
 

Tioman, stupenda isola situata nel sud est della Malesia, con le sue bellissime spiaggie bianche, le acque cristalline ed il lento ritmo che regola il trascorrere del tempo, rappresenta un vero paradiso. Qui abbiamo incontrato Paolo, Emily e Giorgio, dei nostri amici che hanno deciso di trascorrere in Malesia le loro vacanze estive. E' stato fantastico rivederli dopo tre mesi dalla nostra partenza. Io ed Aga non stavamo più nella pelle, avevamo così tante cose da raccontare, specialmente dopo il nostro viaggio in India; credo per loro sia stato un pò pesante ascoltare i nostri aneddoti ad ogni ora del giorno e della notte...scusate ragazzi!! :-) Prima di partire ci siamo premurati di fare scorta di tutto quello che poteva servirci e che avrebbe potuto essere difficile reperire sull'isola, come creme protettive, cosmetici in genere e teli mare. Siamo troppo organizzati eh??! Peccato che dopo un paio di giorni trascorsi a rosolarci sulla spiaggia e ad osservare la coloratissima vita nei pressi della barriera corallina, ci siamo tutti accorti di non aver portato abbastanza denaro con noi e si rendeva necessario andare alla ricerca di un bancomat. L'unico bancomat dell'isola si trova a Tekek, ben 10 km a sud del piccolo villaggio di Salang, dove ci trovavamo noi. Ecco, a Tioman non esistono strade; per spostarsi da un villaggio all'altro ci sono due modi: in barca, con dei sea-taxi, oppure a piedi, attraversando la fitta giungla che ricopre la quasi totalità della superficie dell'isola. Noi, ovviamente, abbiamo optato per la seconda soluzione. "La Mission", come la chiamava Giorgio, era dura ma eravamo fiduciosi di poterla portare agevolmente a termine. Il piano era il seguente: partire presto la mattina per raggiungere una piccola baia a circa 2 km da Salang, lasciare li le ragazze a prendere il sole, per poi proseguire solo noi uomini, e che uomini, alla volta di Tekek, recuperare il malloppo e tornare indietro al nostro villaggio. Nulla di più semplice!!

Dopo un'abbondante colazione ci siamo diretti verso l'ingresso della foresta dove una ripida collina ci dava il benvenuto, intimandoci di tornare sui nostri passi. Niente da fare mia cara, noi si procede!!! Dieci minuti dopo eravamo già tutti stremati e completamente zuppi di sudore, il sentiero era praticamente invisibile e l'umidità insopportabile. Le soste erano frequenti e, dopo un'ora dalla nostra partenza, non avevamo ancora raggiunto la vetta della collina. D'altro canto i suoni, i colori e l'incredibile varietà di piante ed animali presenti nella giungla ripagavano ampiamente le nostre fatiche. Dopo circa due ore abbiamo raggiunto una bellissima spiaggetta isolata, c'eravamo solo noi ed un paio di varani che ci osservavano curiosi. Il posto era incredibilmente bello e, anche se nessuno di noi lo aveva ancora affermato, non appena affondati i piedi nella finissima sabbia bianca, avevamo tutti compreso che la nostra missione era fallita!! Ma il destino è imprevedibile e dietro un fallimento si può nacondere un grande successo...Anche se noi non lo sapevamo ancora, eravamo destinati a grandi cose!!! :-) Dopo una decina di minuti abbiamo visto lungo la spiaggia una macchiolina in lontananza avvicinarsi sinuosamente e diventare sempre più grande e nitida; era un piccolo gattino, che doveva essersi smarrito nella giungla sino a raggiungere quella piccola baia isolata, ed era evidentemente denutrito e molto debole. Per tutto il giorno non ha fatto altro che strusciarsi sulle nostre gambe ed elemosinare un pò di attenzione da parte nostra. Non avevamo cibo con noi, solamente delle noccioline ricoperte di cioccolato che non attiravano minimamente la sua attenzione. Una nuova Mission faceva capolino all'orizzonte: dovevamo salvare il povero gattino!!! Ma come portarlo al nostro villaggio lungo il ripido sentiero per oltre due ore di cammino? Metterlo nello zaino..no, troppo stressante per lui. Portarlo in braccio...impossibile, troppo ripido il sentiero in alcuni tratti, ed è necessario avere le mani libere per potersi arrampicare. Proprio mentre eravamo immersi nella discussione, una barchetta si è avvicinata alla piccola spiaggia per far scendere due turisti. Che fortuna, non era passata anima viva da quella zona per tutto il giorno e, proprio quando stavamo per tornare sui nostri passi, ecco spuntare un sea-taxi diretto a Tekek. Abbiamo quindi approfittato del taxi per raggiungere la piccola cittadina e portare con noi Survivor, così avevamo battezzato il nostro nuovo amico...poverino, abbiamo dovuto tenerlo in tre persone per evitare che saltasse fuori dalla barca e si gettasse in mare per la paura che aveva del rumoroso motore e dei salti che la barca faceva incrociando le onde. Una volta raggiunta Tekek, abbiamo mangiato un boccone a casa del tassista che ha poi tenuto il povero naufrago con sè e la sua famiglia. Missione completata!!!

Già che siamo in tema di gatti, sappiate che qui in Malesia è pieno di gatti, sono ovunque. Molti di loro però sembrano avere la coda mozzata o attorcigliata. Come se qualcuno si divertisse a torturarli. Già da Melacca e poi a Kuala Lumpur io e Aga eravamo curiosi di scoprire il motivo di questa particolarità. Ed ecco trovata la risposta, grazie ad una ragazza di Roma in vacanza con il fidanzato a Tioman. Durante una cena, tra una chiacchiera e l'altra, ho domandato se avessero idea del motivo per cui alcuni gatti hanno la coda in quel modo...e la sua risposta ha lasciato tutti di stucco: "Ma si è vero, anche io ne ho visti tanti e c'ho pensato...ma saranno mica gay? Perchè sono diversi..." In un secondo la temperatura da tropicale è diventata polare, è calata una patina di gelo su di noi ed un silenzio quasi surreale...mi è sembrato persino di veder rotolare un covone di fieno e sentir ululare un coyote in lontananza... Nessuno ha replicato ma lo stesso pensiero è passato nella mente di tutti noi: "il bello è che ci ha pure pensato su e speso del tempo per tirar fuori questa perla di saggezza!!!" :-) Quindi sappiate, la Malesia è un paese gay-cat friendly :-) Lasciata Tioman ci siamo diretti verso nord, a Cherating, un piccolo villaggio sulla costa orientale della Malesia. Posto estremamente rilassante e dai ritmi decisamente lenti. L'ideale per chi ama stare ore sdraiato al sole, rilassarsi, leggere libri e fare due chiacchiere con la gente del posto. Molti viaggiatori, infatti, lasciano Cherating il giorno successivo al loro arrivo, delusi. Ma alcuni, invece, ne rimangono rapiti, prolungando la loro permanenza per settimane, se non mesi. Come Maurizio, un simpatico ragazzo di Milano, arrivato a Cherating per fermarsi solo un paio di giorni e stabilizzatosi li per settimane. Quando siamo partiti per la piccola isola di Kapas lui era ancora li... chissà se è tornato a Milano o si è definitivamente trasferito a Cherating

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Commenti
  1. LucAga
    , 1/10/2010 16:12
    Vorremmo condividere con voi un commento che una nostra amica ci ha inviato via Facebook e che ci ha fatto molto piacere:

    "‎...decisi quindi di annotare in puro ordine sparso alcune impressioni, simili a balordaggini di un ubriaco o deliri di un addormentato, sui luoghi indimenticabili che visitavo:
    non datemi quindi serialmente ascolto. :P

    BELLISSIMI POST!! un saluto da qui!!!!

    Grazie Roberta!!

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