Registrati | Login

Ritorno in Liberia

E' interessante ritornare in un posto dopo nove mesi. Si vede ciò che è cambiato e ciò che è rimasto tale e quale, e se ciò che uno ha fatto è servito a qualcosa o perlomeno ha avuto un seguito. ...

  • di Roberto De la tour 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo

E' interessante ritornare in un posto dopo nove mesi. Si vede ciò che è cambiato e ciò che è rimasto tale e quale, e se ciò che uno ha fatto è servito a qualcosa o perlomeno ha avuto un seguito.

Arrivo all'aeroporto di Monrovia, e c'è una confusione inenarrabile nello spazio ristrettissimo del ritiro bagagli. La mia valigia pesa trentatrè chili, c'è dentro un'intera biblioteca medica. L'autista mi porta alla "blue house", che l'altra volta si chiamava "blue cheese". Grande novità: adesso la sera c'è l'elettricità fino alle dieci! Vi trovo Marie, dottoressa americana di origine asiatica molto bellina, e Yanti, ginecologa indonesiana. Ne l'una ne l'altra sono particolarmente loquaci. Inoltre c'è Christophe, il logista svizzero molto simpatico, e Ann, un'infermiera kenyota accogliente.

Giovedì, venerdì e sabato li passo all'Ospedale Benson, dove le cose sono migliorate, soprattutto adesso c'è l'elettricità, e c'è una stanza separata per donare il sangue. Professionalmente, ho avuto una grossa soddisfazione: mentre due dipendenti del laboratorio sono stati mandati via, i quattro che ho assunto io in dicembre sono sempre lì, lavorano bene e i miei colleghi ne sono soddisfatti.

Monrovia non è cambiata molto, continuano a non esserci ne acqua ne elettricità (chi le vuole, come noi, usa un generatore e una cisterna), ma è aumentato il traffico e sono diminuiti i posti di blocco dei caschi blu. Si vedono meno i fori dei proiettili nei muri, spesso stuccati. Per il resto, che dire? E' sempre una grande città in riva al mare, con edifici rotti e cadenti, e inondazioni quando piove. I quartieri di mercato sono un tale casino che ci si mette ore ad attraversarli in auto.

Sabato pomeriggio con Christophe e Ann siamo andati su una spiaggia oltre il porto dove i pescatori arrivano con le reti, e si può subito comperare il pesce. Un sobborgo, una serie di baracche sulla spiaggia, una folla, delle carcasse di navi arrugginite, veri relitti, lasciati lì a degradarsi, e delle barche di legno a remi, con dei pescatori che trascinano con gran fatica delle immense reti a riva. Subito ci vengono proposte delle enormi cernie da cinque chili almeno e un barracuda di due metri, ma Christophe da cretino dice di aspettare che i pescatori finiscano di tirare la rete a terra. Io da ancora più cretino accetto, e quando finalmente la rete è arrivata, dentro ci sono solo pescetti, e le donne con le cernie e il barracuda sono scomparsi, accidenti! Pazienza, compriamo sei "pesci-cassava" abbastanza grossi, e la sera a casa li cucino sul barbecue (due in forno) con olio di oliva, aglio e prezzemolo, ottimi. Era il compleanno di Ann e avevamo ospiti dalle altre sezioni.

Lunedì mattina partenza per Nimba. Mi vengono a prendere a Benson, e ci stipiamo in un'automobile carica all'inverosimile: i quattro espatriati di Nimba, Carmen, Massimo, Cyrille e Barbara, due infermiere, una paziente col bambino, l'autista, io, delle cassette di bibite, scatoloni di cibarie, la biblioteca medica, un microscopio, bagagli vari. Ci fermiamo a comperare spiedini e pannocchie, ma siccome pare non abbiamo tempo per fermarci, li mangiamo in quelle condizioni sputacchiando ossicini. Intanto la paziente allatta il suo bambino, ma è difficile dargli abbastanza latte con un seno solo, l'altro lo ha perso per un ascesso non curato a causa della guerra. Dopo quattro ore di mal di schiena, male al sedere e gambe intorpidite, arriviamo a Ganta, dove sostituiamo le cassette di bottiglie vuote con delle piene, e passiamo da un ospedale missionario tenuto da due suore italiane; lì si occupano solo di tubercolosi e lebbra. Quindi ripartiamo, e dopo un'ora di sterrato tra foresta e piantagioni di caucciù arriviamo a Saclepeia

  • 297 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!