Isola di Kos, dodecaneso, fuori stagione
La domanda è sorta spontanea in un giorno di fine marzo quando navigando sul sito della Ryanair abbiamo trovato una buona offerta per maggio (dal 25 al 29) da Bergamo a Kos.
Felicissimi di poter tornare per la 5° volta in Grecia, anche solo per pochi giorni, mio marito ed io, prenotiamo il volo insieme alla mia migliore amica e suo moroso e successivamente apriamo la storica guida Routard delle isole della Grecia. Leggiamo poche righe con pessimi commenti; ne esce la descrizione di un’isola esclusivamente commerciale con un turismo animalesco e dalla quale non si vede l’ora di partire… Ottimo, direi… proprio quello che ci vuole per riposare un paio di giorni!!!
Un po’ spaventati e forse pentiti dalla scelta cominciamo a leggere tutti i racconti di viaggio qui riportati e magicamente l’isola assume colori diversi… Meno male, grazie!!!! Ci rincuoriamo e partiamo un po’ più sollevati ma con poche aspettative.
Dopo la levataccia, partenza da Venezia e gara di sopravvivenza in autostrada, arriviamo a Bergamo, dove tramite internet avevo prenotato il parcheggio coperto. Sinceramente mi aspettavo un aeroporto un po’ più grande e meglio gestito, vista la quantità di aerei in partenza. Comunque il viaggio è andato bene e atterriamo a Kos in un aeroporto praticamente vuoto, neanche il tempo di raggiungere l’aerostazione e già era pronta la valigia. Ci appropinquiamo al banco delle informazioni per sapere gli orari dell’autobus per Kos città, non reperibili tramite internet. Ce ne sono 5 al giorno in concomitanza dei voli Olimpic/Aegean, quindi per Ryan niente….così cominciamo una fantozziana guerra dei Taxi… a noi, visto che eravamo in 4, è andata tutto sommato bene. Dall’aeroporto a Kos città sono circa 25 km (33€) e in troppo poco tempo il tassista ci porta davanti all’ingresso degli studios che avevamo prenotato tramite internet da casa. Il posto è carinissimo, dietro alla strada principale che costeggia il mare, per cui in zona tranquilla, in mezzo a tantissimi alberi di limoni, ma a 15min a piedi dal centro di Kos, perfetto! Padroni di casa gentilissimi, disponibilissimi e felicissimi di sentirmi balbettare a stento qualche frasetta nella loro lingua…questa è la Grecia che amo!
Non mi stancherò mai di ripeterlo, per vivere la Grecia, non andate nei villaggi o nei grandi hotel (ci ho anche lavorato e quindi parlo per esperienza), ma fidatevi degli studios e delle piccole strutture casalinghe, tornerete a casa con qualcosa in più! Ricordatevi solamente di portare con voi la “macchinetta” per le zanzare e le piastrine…un piccolo accorgimento per dormire sempre (anche in hotel) sonni tranquilli.
Comunque il posto è Angelos Studios http://www.angelos-studios.gr/
Abbiamo pagato 25 € a notte per studio e ci siamo trovati benissimo.
Prima sera si va in perlustrazione della città di Kos che ci da subito una buona sensazione, carinissima la piazzetta dove c’è l’albero di Ippocrate, bello il Castello e la piazza dell’Agorà. Partendo da lì, percorrendo la strada parallela a quella del porto ci siamo fermati a mangiare alla taverna Museo, ottimo gyros…il migliore, per cui ci siamo tornati anche l’ultima sera.
La mattina successiva andiamo a noleggiare lì vicino uno scooter 150 (45€ per due giorni…ma forse potevamo trattare ancora un po’) e ci dirigiamo per la strada costiera verso Tigkaki. La spiaggia è lunga e di sabbia bianca e, sarà stata fortuna, poco ventosa. A pranzo ci siamo fermati in un bar-taverna lungo la spiaggia e poi visto che il tempo si era un po’ annuvolato decidiamo di anticipare il programma e di partire subito per Zia. La strada in scooter è bellissima, abbiamo fatto qualche deviazione cercando chiese e chiesette bianche e azzurre per poi arrivare in questo paesino di montagna, molto decantato per i suoi tramonti, ma forse complice il tempo non bellissimo, non ci ha molto entusiasmato (il nescafè frappè in una delle ultime terrazze prima della chiesa invece ci è piaciuto molto). Proseguiamo per la bellissima strada in montagna fino all’Asklepieion la cui visita è doverosa, per lo meno per me che lavoro nella sanità, e poi rientro a Kos. Cena in un localino vicino al porto molto caratteristico perché arrampicato in una stradina in salita, ma non abbiamo mangiato benissimo