Come al solito, l'organizzazione del viaggio è toccata a me, e come al solito mi sono divertita a sguazzare tra cartine, internet e guide varie. Mio marito mi lascerà fare per pigrizia o per generosità? Il risultato comunque ci ha ...
Come al solito, l'organizzazione del viaggio è toccata a me, e come al solito mi sono divertita a sguazzare tra cartine, internet e guide varie. Mio marito mi lascerà fare per pigrizia o per generosità? Il risultato comunque ci ha soddisfatti.
Il nostro itinerario: Igoumenitsa – Ioannina – Meteore – Delfi – Capo Sounion – Atene – Corinto – Epidauro – Micene – Neapoli – isola di Elafonisos – Monemvasia – Githio – Penisola del Mani – Mystras - Koroni – Methoni – Pylos – Patrasso. Km percorsi in Grecia in 9 giorni: 2082.
Mezzi di trasporto: traghetto Minoan Lines da Ancona (ottima compagnia) e moto TDM 900 Yamaha.
Qualità delle strade: In generale buona, con pochissimo traffico (tranne Atene). Niente vigili né posti di blocco. Segnaletica assai “spartana”, con indicazioni direttamente al momento di svoltare e quasi sempre senza distanze chilometriche. Rifornimenti non molto frequenti.Ricordiamo che la tolleranza alcolica alla guida in Grecia è 0.
Prezzi:quello della benzina, di poco inferiore all'Italia. Per un albergo di standard greco, carino e pulito ma senza pretese, la media è di 50 euro per una doppia con colazione (siamo a giugno). Una cena per 2 costa circa30 euro.
8 giugno – Ioannina, aria di Turchia Sbarchiamo in orario a Igoumenitsa e direttamente dall'uscita del porto imbocchiamo la superstrada A2 direzione Ioannina. Arriviamo a destinazione in poco più di un'ora, e dopo il paese nuovo, verso il lago, eccoci alla deliziosa cittadella fortificata, dominata tra il 1788 e il 1821 dalla controversa figura del pascià Alì, il “leone di Giannina”: tiranno sanguinario o capo illuminato? Certa è solo la sua fine: fatto decapitare dagli stessi turchi per paura del suo crescente potere e la testa esposta a Costantinopoli come monito.
Giriamo tra le stradine con la sensazione di trovarci in Turchia e saliamo all'antica Moschea. Bella la vista sul lago, i minareti e l'isolotto di Nissi. Dopo una sosta doverosa in pasticceria, vista l'incredibile scelta di dolci di pasta fillo, miele, noci e mandorle, pensiamo di andare a Nissi per pranzo, per assaggiare la specialità del posto: le cosce di rana. Vi sono traghetti che fanno la spola in continuazione e al piccolo attracco i ristorantini servono pesci di lago e rane, pressati in piccoli acquari e in attesa di essere cucinati. Piuttosto inquietante. Si riparte con meta Kastraki, per un hotel con vista sulle Meteore, ma un'attacco di emicrania non mi consente di proseguire. Così, una trentina di km prima della meta, ci fermiamo a Trigona, in un hotel sulla strada, il “Trigona” appunto, piuttosto accogliente. La zavorra ha ceduto.
9 giugno – Meteore, rocce nell'aria.
Oggi compio 50 anni e questo è il mio regalo. Arrivare a Kastraki è surreale. Le incredibili formazioni rocciose formatesi sotto il mare 30 milioni di anni fa, dal mare levigate e poi mostratesi quando il mare si è ritirato, sono di fronte a noi. Abbiamo visto immagini e foto di questo luogo, ma per una volta la realtà è superiore. Sulle cime delle vertiginose rocce, come nidi d'uccello, sono scavati o appollaiati i monasteri. Sarebbe difficile, sebbene con le conoscenze odierne, progettare una migliore integrazione con il paesaggio. Il sistema di funi con cui centinaia di anni fa i materiali sono stati issati, è ancora in funzione, e tuttora i monaci si spostano con assurdi quanto geniali gabbiotti sospesi tra cavi d'acciaio. Si arriva ad ogni monastero attraverso scale scavate nella roccia, e si pagano 2 euro per entrare. Ogni monastero ha orari diversi, indicativamente tra le 9 e le 17, e la “Grande Meteora” è chiusa il martedì. Per le donne, gonne al ginocchio, che i monaci forniscono al bisogno (no pantaloni). Le piccole cappelle sono tesori e il panorama è impagabile