Una settimana in giro nella terra di Afrodite, della meze e della divisione greco-turca
Lunedi mattina ore 14, dopo 3 giorni nella capitale greca volo da Atene con Aegean per Larnaca, bello e puntuale (circa 1 ora e 45 minuti), arriviamo e una leggera brezza di 27 gradi ci accoglie all’uscita dell’aeroporto che dista 5 km dal centro di Larnaca. Prendiamo un bus (quelli bianchi piccoli n.440-418-419 etc.) che sostano nella pensilina in alto collegata con un ponte all’aeroporto. Con 1 euro arriviamo sul lungomare di Larnaca (con 2 euro fai il giornaliero) e da qui raggiungiamo l’Hotel Livadhiotis proprio in centro attaccato alla bella chiesa di San Lazzaro (molto importante in città) e a 100 metri dal lungomare dove sosteremo per 6 notti come base per visitare l’isola. Eccitati facciamo una doccia e usciamo alle 19 alla scoperta di Larnaca e della vita cipriota. Larnaca è una bella cittadina di 90 abitanti (la terza a Cipro), sorta sulle ceneri di Kition antica città stato che diede i natali al filosofo Zenone e patria adottiva dell’amico di Gesù Lazzaro, con un bel lungomare moderno ricco di ristoranti, locali e pub. Meritano di essere visitati il forte medioevale (1,70 euro) con adiacente la moschea ottomana Kepir, la chiesa di San Lazzaro, il museo archeologico Pierides (del 1815), l’archivio museo storico del comune, l’acquedotto di Kamares (XVIII sec.) e non ultimo il lago salato con la bella moschea Hala Sultan Tekkesi (648 d.c.). Larnaca è praticamente divisa in due dal forte, a sinistra di esso (guardando verso il mare) la parte nuova e moderna con palazzi e hotel sul lungomare e una bella spiaggia con la marina, e la parte destra, invece, che è la vecchia affascinante Larnaca fatta di case basse, colorate, con ulivi, limoni, fichi e melograni nei giardini, direttamente sul mare e con un porticciolo di pescatori, dove potrete assaporare meglio la vera Larnaca con bei ristorantini, frequentati perlopiù da ciprioti dove potrete gustare dell’ottimo pesce e i famosi mezé al costo di 15-20 euro. Anche il lungomare comunque merita in fatto di ristoranti.
Il martedì mattina ci alziamo e dopo una cospicua colazione in hotel andiamo sul lungomare dove per 5 Euro a testa prendiamo un biglietto del bus che porta a Nicosia, partenza alle 10,30 e dopo un ora siamo a Nicosa (Lefkosia), l’unica città al mondo ancora divisa in due da un muro. Cominciamo con la visita della parte greco-cipriota della città antica quella dentro le belle e ben conservate mura veneziane di 4,5 km con 11 bastioni a forma di cuore, qui vale la pena vedere in una mattinata passeggiando tranquillamente il quartiere di Laiki Geitonia con le sue case dei primi del ‘900 ristrutturate, l’arcivescovado vecchio e nuovo con la statua di Macharius, vescovo e primo presidente di Cipro, la cattedrale di San Giovanni, il Museo Entografico, la chiesa Chrysaliniotissa col suo centro dei mestieri, la porta di Famagosta ristrutturata, la casa di Chatzigeorgakis Kornesios (dragomanno di Lefkosia), la moschea di Omeriye, la chiesa di Faneromeni, la chiesa di Trypiotis e fuori dalle mura il Museo di Cipro. Non mancate di prendervi un caffè in un bar con terrazza per godervi la splendida panoramica della città dall’alto con la vista della parte anche turche e delle sue moschee e del monte con disegnata sopra la bandiera della Repubblica Turca di Cipro Nord!
Mentre camminerete vi imbatterete nel confine con la parte turca, e qui potrete vedere i danni che dal 1974 ha creato la frattura tra zona turca e greca, una specie di linea verde fatta di mura, filo spinato, torrette di guardia e case distrutte da bombardamenti o abbandonate. Verso l’ora di pranzo ci incamminiamo lungo la strada principale al confine, qui basta mostrare un passaporto o una carta di identità alle autorità turche che vi faranno compilare un foglietto con nome-cognome, numero passaporto o carta identità e nazionalità, vi fanno un timbro su tale foglietto che conserverete per mostrarlo al vostro ritorno nella parte greco-cipriota. Entrati nella parte turca di Nicosia vi si palesa subito la differenza, scritte in turco, lingua turca (ma anche inglese), moneta turca (si può anche pagare in euro ma ti fanno un cambio sfavorevole conviene cambiare in lire turche per comprare), atmosfera totalmente diversa, vie piene di prodotti, sapori, odori tipici mediorientali. Qui merita di essere vista la grande moschea Selimiye, la moschea Haydarpasha, il grande bagno turco Buyuk, la chiesa armena in ristrutturazione, la scuola dei danzatori dervisci, la colonna veneziana, la Law Court British Colonial, il museo Mevlevi e la porta di Girne (Kyrenia), ma soprattutto gustatevi l’atmosfera turca della parte occupata. Alle 18,30 torniamo nella parte greca a prendere l’autobus che alle 20,00 ci riporta a Larnaca dove dopo una doccia ci gustiamo un buon meze’ di pesce nei ristorantini sul mare