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Mille ulivi per Cochabamba: Giovanni Pellegrino e l'olio della Bolivia

Il Sudamerica ci ha regalato patate e pomodoro? Ricambiamo il favore!</strong>

Il Sudamerica ci ha regalato patate e pomodoro? Ricambiamo il favore! “Io sono salentino, quindi quando sono arrivato in Bolivia ho subito cercato l'olio d'oliva. Non c'era. Gli ulivi sì, ma nemmeno un frantoio. Non mi sono rassegnato: ho deciso che volevo costruire il frantoio. Mi hanno detto: impossibile: non ci sono i mezzi. Io ho risposto: sono nato in Puglia: sono abituato a non avere i mezzi...” Sulle pagine di questo sito ci siamo naturalmente occupati molto spesso di persone che hanno trascorso gran parte della vita viaggiando. A volte ne parliamo noi, più spesso lasciamo che siano loro stesse a parlare. Fra queste, Giovanni Pellegrino ha indubbiamente più di un motivo per raccontare la sua storia. Amico di Patrizio, pugliese DOC e omonimo del Presidente della Provincia di Lecce, Giovanni è stato ed è un viaggiatore, inventore e costruttore instancabile, spesso a beneficio di quelle popolazioni che - incontrate “per caso” nel corso dei suoi spostamenti - con un semplice apporto di “know how” potevano migliorare sensibilmente e per sempre, la qualità della loro vita. Ragion per cui, se ad esempio vi recate in Etiopia o in Patagonia, scoprirete come, al contrario, il Presidente della Provincia di Lecce sia per gli abitanti del luogo un omonimo di quel signore che ha inventato la bicicletta portatrice, o la ricetta per la conserva di pomodoro. La sua vita, le sue scelte, lo hanno portato a contatto con le culture dei Paesi più diversi, e basta ascoltarlo per pochi minuti per rendersi conto che la sua curiosità per ciò che trova quando arriva, unita alla sua tenacia nel tentare di lasciare un segno e modificare (in meglio) ciò che ha trovato al suo arrivo, ne fanno un viaggiatore a trecentosessanta gradi: Giovanni Pellegrino: Viaggio interrogando la terra, le piante, l’acqua: insomma la natura del luogo e i suoi frutti; le persone, naturalmente, e cerco di rispondere alle loro domande. Cerco di scoprire le filosofie degli altri e di mostrare le mie. Sugli argomenti per i quali intravedo interesse, faccio delle ricerche, continuo il dialogo. Ciò mi porta in profondità nella vita di un territorio, mi imbatto in situazioni impreviste, colgo aspetti materiali e culturali profondi. Mi sono fatto amici conterranei semplicemente chiedendo il loro parere e una certa collaborazione a un problema di popolazioni lontane; e ne ho fatti, di ritorno, portando soluzioni e consigli. Il mio, evidentemente non è un viaggiare “mordi e fuggi”, ma più lento e quindi profondo. E’ il mio modo di vivere il viaggio, quasi sempre di lavoro con una ONG che fa progetti di sviluppo. Sosto mesi o anni in una regione; cerco di lasciare armonia di relazioni e utilità di lavoro, e dove il discorso funziona meglio potrei tornare a viverci come a casa mia. Così mi sono spesso lasciato coinvolgere da pratiche, cibi, feste sconosciuti; apportando a mia volta le mie esperienze. In Etiopia e in Ghana ho insegnato a fare la calce, le strade, il formaggio, qualche nostra ottima ricetta. In Bolivia ho insegnato a fare pompe per l’acqua e ho illustrato il processo per ottenere l’olio d’oliva e la costruzione dei relativi frantoi.

Ecco: di tutte le esperienze che ha vissuto, noi abbiamo voluto approfondire con lui proprio la sua esperienza di... coproduttore d'olio in Bolivia. Giovanni Pellegrino: Questa storia comincia così. Un giorno di 8 anni fa scendevo in corriera per la prima volta da Potosì a Cochabamba. Incollato al finestrino osservavo i cambiamenti dell’ambiente dalle altissime valli della Cordigliera Real (parliamo di quattro, cinquemila metri sul livello del mare) a quelle medie, sui duemilacinquecento metri. Cominciavano ad apparire le piante mediterranee: gli ortaggi, i pomodori, i peschi, poi gli agrumi, poi ancora i fichi d’india... In mezzo a tutta quella vegetazione cercavo l’ulivo, ma niente! Nemmeno l'ombra. Eppure il clima e il territorio mi sembravano propizi. Giunto a destinazione, è stata la mia prima domanda: dove sono gli ulivi? Sicuramente ci ho messo un po’ di ansia! La risposta fu negativa, probabilmente anche un po’ scocciata: effettivamente mi trovavo lì per organizzare la costruzione di 700 pompe per l'acqua! Nei giorni successivi ho continuato a cercarli, gli ulivi, in tutti i miei spostamenti. Ne ho chiesto a tutti quelli che incontravo: nulla. Poi finalmente, dopo circa un mese, mi sono imbattuto in tre alberi in una strada secondaria: gli ulivi c'erano, dunque. E mi sono chiesto: Ma perché se ci sono le olive non c'è olio?  Ho scoperto che il motivo è molto semplice

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