Aperta da più di 500 anni, questa osteria è uno dei luoghi della regione dove si mangia meglio

Dal 1470 non ha mai smesso di servire i propri clienti ed è diventato un luogo simbolo del Veneto, ma dell'Italia nel suo complesso: più che un'osteria, è un monumento al buon mangiare
Stefano Maria Meconi, 23 Mar 2026
aperta da più di 500 anni, questa osteria è uno dei luoghi della regione dove si mangia meglio

È un’età che definire vegliarda è un eufemismo, perché già quando si superano i 100 anni sembra un record, ma immaginate averne più di 550. Ovviamente non stiamo parlando di una persona, ma di un’attività che ancora oggi, proprio come ai tempi dei Medici a Firenze o dei Borgia in Vaticano, è aperta e continua a servire gli avventori che decidono di scalare l’impervio percorso per arrivarci. L’Osteria La Muda, sin dal lontanissimo 1470, è il ritrovo di camminatori, turisti, ciclisti e motociclisti. E di tutti coloro che vogliono sentirsi a casa, mangiare un piatto di grande qualità, ammirare un panorama che ha pochi eguali in Italia. Tavoli in legno, splendide portate di carne, il tutto in un’osteria che in realtà è uno scrigno di accoglienza, circondati da tavoli in legno massiccio e con al centro un focolare che fa subito casa, si trova uno dei luoghi simbolo del Veneto, regione che della grande gastronomia e dei calici levati ha fatto la sua cifra media.

Dove ci troviamo: la Strada dei 100 Giorni

passo san boldo

Il Passo San Boldo mette in comunicazione i due lati delle Prealpi Bellunesi centrali ed è famoso per le sue straordinarie caratteristiche geografiche e la ricca storia che lo avvolge. Da un lato la pianura fluviale che si affaccia verso Belluno, dall’altro le colline del Prosecco Valdobbiadene e i luoghi della Grande Guerra che culminano nella bella Vittorio Veneto. Un paesaggio idilliaco, caratterizzato da una strada che, nonostante l’altezza limitata dello scollinamento (circa 700 m s.l.m.) deve superare un ampio dislivello in pochi chilometri. Come lo fa? Con la Strada dei 100 Giorni, un percorso che ricalca un antico sentiero romano e lo arricchisce di 18 tornanti in pochi chilometri, alcuni dei quali sono stati realizzati scavando delle curve a gomito in galleria. Percorrendola in entrambi i versi, con dei semafori che alternano la circolazione, ci si sentirà come avvolti in uno spettacolo magico, tra viste mozzafiato verso il basso e l’ammirazione per l’ingegno che ha permesso, nel pieno della Prima guerra mondiale, di realizzare un percorso senza precedenti.

Osteria La Muda è aperta da oltre 500 anni

osteria la mudaUna delle sale interne della storica Osteria La Muda

L’Osteria La Muda sul Passo San Boldo è un tesoro storico immerso nelle Prealpi Venete. La sua storia è profondamente radicata nella regione, con inizi che risalgono al 1428, quando la Comunità di Belluno acquistò una casa con annessi tabià, stalla e curtivo, segnando così l’inizio della storia documentata di San Boldo​​. Nel corso dei secoli, l’osteria ha attraversato momenti significativi. Nel 1470, Marco da Polpet ottenne la licenza per aprire un’osteria, un luogo che serviva come albergo per pellegrini, viandanti e anche come ricovero per gli ammalati​​. La struttura ha subito diversi restauri nel corso degli anni, tra cui nel 1475, quando venne ristrutturata con materiali accuratamente scelti e segnata da elementi distintivi come tre arcate di portico e stemmi scolpiti in pietra​​. Oltre ai restauri, la storia della Muda è costellata di gestioni diverse, dimostrando la sua importanza nel tessuto sociale e economico della regione. Tra i gestori più notevoli, vi è stata Sabina Calderaro, una donna che ha amministrato la Muda tra il 1661 e il 1663, evidenziando il ruolo significativo delle donne in questo contesto storico​​.

Oggi l’osteria è gestita da Enrico Perin e Federica Romitelli, che portano avanti un menù stagionale basato sugli ingredienti e le ricette tipiche del Veneto, in cui si possono trovare uova biologiche delle Dolomiti, la tipica sopressa (un salume della zona), i casunziei, il coniglio arrosto, il salmerino e i dolci prodotti con formaggi di malga.

Copyright foto apertura: www.lamudadisanboldo.it. Tutti i diritti riservati



Leggi ancheLeggi gli altri diari di viaggio
In evidenza