Romania & pregiudizi

Partire per la Romania di questi tempi ti invita a pensare, grattandoti nervosamente la testa, che stai facendo la cosa sbagliata, nel momento sbagliato. Eppure, alle 9 del mattino del 22 Settembre 2007 un inedito gruppo di 3 persone parte ...

  • di Sergio_AN
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Partire per la Romania di questi tempi ti invita a pensare, grattandoti nervosamente la testa, che stai facendo la cosa sbagliata, nel momento sbagliato. Eppure, alle 9 del mattino del 22 Settembre 2007 un inedito gruppo di 3 persone parte in auto da Ancona per la contea di Iasi, nell’estrema parte nord-orientale della Romania. Sono del gruppo, Rosi e Sergio (coppia anche nella vita) ed Angela che ritorna a casa dopo 3 mesi di lavoro in Italia in cui ha assistito Nunzio, il babbo di Sergio.

Li attendono quasi 1800 km attraverso Italia, Slovenia, Croazia, Ungheria e Romania, prima che Angela possa riabbracciare sua figlia Lavinia di 10 anni, suo marito Juan ed il resto della famiglia che vive nel piccolo villaggio rurale di Poiana, nella municipalità di Deleni (a circa 80 km dalla città di Iasi), non distante dai confini con Ucraina e Moldova.

Come per gli atleti in vista di uno sforzo importante, così i primi 500 km del viaggio in territorio italiano sono una specie di stretching ambientale in preparazione di quello che, almeno per Rosi e Sergio, rappresenta forse il viaggio “tecnicamente” più impegnativo finora affrontato.

La stupenda giornata di sole invita a recuperare l’entusiasmo smorzato prima della partenza dagli accorati avvertimenti di alcuni familiari ed amici che ci hanno messo in guardia da tutti i rischi possibili ed immaginabili che dobbiamo affrontare (attenti alla macchina, alla criminalità diffusa, alle truffe, agli zingari, alle strade, ai cani randagi, ai poliziotti rumeni falsi ...Ed a quelli veri, ecc.).

Ci consoliamo con le numerose testimonianze di italiani che negli ultimi 20-30 anni si sono frequentemente recati in Romania, soprattutto nella versione “più sportiva” del cacciatore di animali e di .. Ragazze, riportando racconti “entusiasmanti” di ogni tipo, alimentando gossip leggendari su inenarrabili conquiste sentimentali, snocciolando i nomi delle località sul mar Nero come se fossero state tra Rimini e Riccione, descrivendo i virtuosi effetti delle cure al gerovital.

Tutto questo, fregandosene sia del clima politico (ora fa comodo rimuoverlo dalla memoria collettiva ma, se ricordate bene, Ceausescu prima dell’ 89 era considerato dal resto d’Europa il più “illuminato” tra i plenipotenziari a capo dei paesi dell’est) sia del “trambusto” successivo alla caduta dell’URSS.

In questo “clima” si è autorevolmente aggiunto, per effimera coincidenza temporale, uno “strepitoso” reportage giornalistico mandato in onda Giovedì 20 Settembre 2007 nel TG della sera (tra servizi sulle nuove tendenze invernali della moda e le sofferte pene di amore di qualche personaggio televisivo), imperniato sulla devastante ferocia degli immigrati Rumeni in Italia e nel resto d’Europa, ormai padroni indiscussi della criminalità in ogni sua possibile declinazione, inevitabile risultanza di un popolo particolarmente incline a queste “attività”.

Bravo il Direttore del TG1 che dall’alto del suo delicato ruolo fornisce con zelo professionale un ottimo esempio di “giornalista” attento e fedele al mandato affidatogli dai “fabbricanti della paura”. In ogni caso questa descrizione puntigliosa dei Rumeni assomiglia tanto a quello che da anni pensano degli Italiani all’estero.

In località Fernetti, nei pressi di Trieste, varchiamo il confine con la Slovenia che attraversiamo quasi per intero fino alle vicinanze di Maribor. Per quel che si può intuire dall’autostrada la Slovenia si rivela una piacevolissima sorpresa; sembra tutto perfetto nella cornice di questa magnifica giornata di sole, le montagne carsiche, i boschi, i prati, i colori delle case, l’autostrada nuovissima, gli autogrill avveniristici. Ad Ormoz lasciamo la Slovenia ed entriamo in Croazia per un breve tratto di 40 km fino al confine Ungherese di Letenye da cui procediamo senza sosta verso il Lago Balaton; alle 19 siamo a Siofolk dove si pernotta presso l’Hotel Adler (48 € in tre, prenotato tramite “Venere.Com”) e si mangia un ottimo ed abbondante gulasch ungherese al “Piroska Csarda”, un ristorante molto ben curato a 200 metri dall’Hotel; oltre a gustare il cibo e la birra ci siamo goduti anche uno spettacolo di danze e canti popolari ungheresi animato da una compagnia di ballerini in costume tipico, accompagnati da un abile gruppo di musicisti (spesa sostenuta, l’equivalente di 26 € in tre)

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Commenti
  1. dritangremi
    , 4/3/2011 23:28
    ho sentito parlare dei <a href="http://www.dentistiinalbania.com/1/dicono_di_noi_1529244.html">dentisti in romania</a>. Mi sapete indicare qualcuno?

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