Los Roques: aggiornamenti sulle indagini relative all'incidente aereo del 4 Gennaio 2008

A distanza di quasi due mesi dall'incidente aereo di Los Roques dello scorso 4 Gennaio, che ha coinvolto anche otto nostri connazionali considerati ancora ufficialmente dispersi, l'attenzione dei media verso le indagini in corso è fisiologicamente calata. Capiamo che il ...

 

A distanza di quasi due mesi dall'incidente aereo di Los Roques dello scorso 4 Gennaio, che ha coinvolto anche otto nostri connazionali considerati ancora ufficialmente dispersi, l'attenzione dei media verso le indagini in corso è fisiologicamente calata. Capiamo che il giornalismo abbia le sue esigenze di attualità e di sensazionalismo, ma dimenticare le cose e passare oltre è di certo la maniera migliore per affossarle. In questo caso, poi, ci sono in ballo delle vite umane e noi intendiamo continuare a parlarne finché non si arriverà a una risposta. Il sito di Turistipercaso ha sì discusso il fatto quando era di estrema attualità, tanto che anche Patrizio si è espresso in merito; ma ciò che ora ci interessa maggiormente è seguire la vicenda nei suoi sviluppi. Questo non solo per dare voce ai familiari dei dispersi giustamente non rassegnati alla perdita, ma anche per informare tutti i nostri lettori dei progressi nelle indagini fatti dal 4 Gennaio ad oggi. Abbiamo chiesto un aggiornamento a Fabio Bencivelli, amico e collega di Annalisa, una delle due donne bolognesi coinvolte nell'incidente, che sta seguendo personalmente gli scambi tra il gruppo dei familiari, la Farnesina e le autorità preposte in Venezuela. Vi proponiamo di seguito la versione integrale del carteggio.

Ecco la prima lettera inviata dai Familiari dei dispersi al Ministero degli Affari Esteri italiano:

Al Ministero degli affari esteri Segreteria Generale Unità di Crisi I familiari degli otto italiani dispersi, con la presente, intendono chiedere al Governo Italiano, per mezzo dell'Unità di Crisi istituita presso il Ministero degli Affari Esteri, chiarimenti in merito all'attività di indagine e alla modalità di svolgimento delle ricerche dell'aereo LET-410 (matricola YV2081) della compagnia aerea "Transaven", scomparso nel corso del tragitto che collega l'aeroporto internazionale di Maiquetia (Caracas) a quello dell'isola di Gran Roque il 4 gennaio 2008, evidenziando come dall'analisi dei dati comunicati, sussistono, purtroppo, forti dubbi sia sulle cause della scomparsa, sia sull'adeguatezza e idoneità dei mezzi di ricerca impiegati.

In merito alle cause della scomparsa e attività d'indagine intraprese Le Autorità di Protezione civile venezuelane, secondo quanto comunicato dall'Unità di Crisi, hanno indicato alle nostre Autorità in loco di ritenere attribuibile il sinistro ad un problema tecnico del velivolo, causato forse dall'avaria del sistema di distribuzione del combustibile diretto ai motori.

Su tale ricostruzione, che costituisce allo stato unica ipotesi di lavoro per il ritrovamento dell'aereo e delle persone disperse, i familiari di queste ultime, nutrono forti perplessità, che di seguito vengono evidenziate.- 1) Secondo quanto appreso dai comunicati dell'Unità di Crisi istituita presso la Farnesina, alle ore 9.38 del 4 gennaio 2008, il pilota del velivolo avrebbe comunicato via radio di trovarsi in situazione di emergenza indicando lo spegnimento dei due motori, ad una distanza di circa 16 miglia nautiche a sud dell'isola di Gran Roque. Il pilota avrebbe contestualmente annunciato la decisione di tentare un ammaraggio. Non sono seguite ulteriori comunicazioni, per interruzione del contatto radio.

Se appare giustificabile che al di sotto di una certa quota venga perso il contatto con i radar, non sembra giustificabile che vi sia anche l'interruzione del contatto radio.- Infatti, tale interruzione non può giustificarsi come conseguenza del guasto-avaria ai motori, dappoichè la comunicazione radio viene fatta dal pilota quando l'avaria ai motori è già in essere.- Ci si chiede: si può escludere che qualcuno (anche uno o più intrusi non registrati sul volo) abbiano imposto al pilota di lanciare l'S.O.S. Ed abbia poi chiuso il contatto radio facendo volare l'aereo a bassa quota verso altra destinazione? 2) Le ricerche di superficie, iniziate tempestivamente, non hanno portato al ritrovamento del velivolo o di sue parti.- Ciò desta forti dubbi sull'ipotesi dell'ammaraggio.- Il Generale Antonio Rivero, che conduce le operazioni di ricerca, contattato telefonicamente per mezzo dell'Ambasciatore Venezuelano a Roma, Dr. Rafael Lacava, al quarto giorno di ricerche infruttuose di superficie, ha spiegato ai familiari che la tale circostanza veniva giustificata avvalorando l'ipotesi che il pilota, abbastanza esperto, in condizioni climatiche buone, a seguito dell'avaria ai motori, sia riuscito ad eseguire la manovra di ammaraggio con successo, in modo pressocchè perfetto, e che dopo il prevedibile galleggiamento dell'aereomobile, per un tempo stimato in circa due minuti, nell'incapacità di aprire il portellone di uscita, l'aereo si sia inabissato in mare per intero.- Da ciò consegue il mancato reperimento di indizi o elementi riconducibili al bimotore.- Tuttavia, nella notte di sabato 12 gennaio è stato rinvenuto presso Coro, nello stato di Falcon (penisola del Paraguanà) un cadavere maschile, poi identificato dalle competenti Autorità venezuelane (grazie all'orologio che portava addosso ed alle impronte dentali) come quello del co-pilota Osmer Avila. Sulla richiesta dei familiari finalizzata a conoscere le cause del decesso, la Farnesina informava che il Capo delle Operazioni Diaz ha comunicato al nostro Consolato Generale a Caracas che il corpo riportava varie fratture, tra cui una mortale al plesso solare, dovuta probabilmente ad un violento impatto

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