Alle Svalbard in pieno inverno!

Un'avventura artica nell'estremo nord

 

Le Isole Svalbard tra dicembre e gennaio, nel cuore della notte artica, a poche centinaia di chilometri dal Polo Nord, immersi 24 ore su 24 nel buio totale: il desiderio di vivere questa straordinaria esperienza è stato lo stimolo fondamentale che ci ha indotto a prendere un aereo e, dopo tre scali (Amsterdam, Oslo e Tromso), atterrare a Longyearbyen, capoluogo delle Svalbard, a 78° 13' di latitudine Nord.

Abbiamo iniziato ad ottobre i preparativi per questo viaggio, incuranti di tutti coloro che costantemente ci chiedevano cosa andassimo a fare in cima al mondo a Natale, periodo in cui lassù non sorge mai il sole e non si vede neppure il minimo bagliore di alba. Ma organizzare un viaggio alle Svalbard in pieno inverno non è complicato: basta sapersi muovere e si può prenotare tutto attraverso Internet. Un viaggio alle Svalbard significa un viaggio al Polo Nord, nell’Artico più profondo e più affascinante, un luogo difficile da scovare sul planisfero, dove la natura si mostra come la padrona incontrastata – "Natura dominatur" cita testualmente lo slogan di questo arcipelago in cima al globo.

Un aereo da Oslo a Longyearbyen con prua a nord, poco più di 4 ore di volo con sosta a Tromso, già 400 chilometri oltre il Circolo Polare Artico, dove all’aeroporto siamo accolti da una luce crepuscolare tipica della notte artica. Un nuovo decollo – questa volta per le Svalbard - e poco dopo, nonostante la quota di volo, la luce scompare; è il primo contatto con la notte artica vera e propria, 24 ore ininterrotte di buio, una situazione che contribuisce a regalare a questo luogo incantato, un fascino indescrivibile. La scelta di raggiungere le Svalbard in pieno inverno è stata dettata dal desiderio di vedere questo luogo sperduto nel momento “più vero”, in cui il buio ed il freddo creano realmente le condizioni limite, quando non c’è nessuna differenza tra mezzogiorno e mezzanotte. All’arrivo a Longyearbyen siamo accolti da una vera e propria bufera di neve, ad accrescere in modo implacabile le già rigide condizioni dell’inverno polare: -25° e raffiche di vento oltre gli 80 chilometri orari. E’ difficile respirare e il ghiaccio taglia i volti. Longyearbyen, capoluogo dell’arcipelago, situata sull'isola di Spitzbergen, la più grande delle 9 che lo compongono, è un piccolo centro minerario e di ricerca scientifica, un minuscolo paese, ultimo avamposto di civiltà prima del Polo Nord - se si esclude Ny Alesund, villaggio a un centinaio di chilometri ancora più a nord, famoso per essere divenuto il luogo da cui decollarono le missioni dei dirigibili “Norge” e “Italia”, impresa, quest'ultima, a cui seguì la terribile tragedia della “tenda rossa”. Nonostante le Svalbard siano un luogo sperduto, offrono tante comodità che non si penserebbe di trovare a questa latitudine: piccole sistemazioni alberghiere di diversa tipologia, qualche ristorante, un paio di locali, agenzie specializzate in escursioni, negozi di attrezzature sportive (dove si può acquistare tax free), una banca, un ufficio postale e un mini ospedale attrezzato per affrontare le prime emergenze, oltre ad un aeroporto perfettamente attrezzato per l’unico volo giornaliero che collega la città alla terraferma. Noi giungiamo alle Svalbard subito dopo Natale e, possiamo apprendere da un giornale locale stampato in inglese che proprio le vacanze di Natale 2010 costituiscono un esperimento turistico, prova che vede per la prima volta impegnati alcuni operatori a tenere aperte le poche strutture ricettive di Longyearbyen, solitamente chiuse in questo periodo.

Raggiungere le Svalbard tra dicembre e gennaio significa “rinunciare” a causa del buio ad ammirare i grandi paesaggi artici che rappresentano una delle testimonianze più straordinarie della maestosità della natura a queste latitudini ma, al contempo, si può vivere l'esperienza della profonda notte polare, condizione che aiuta ad aggiungere a questi luoghi, un carattere ancora più remoto

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Commenti
  1. Matteo Taino
    , 5/3/2011 14:39
    Ora, il desiderio è quello di tornarci al più presto...!
  2. Matteo Taino
    , 5/3/2011 14:38
    Ora, il desiderio è quello di tornarci al più presto...!
  3. strategie79
    , 4/3/2011 14:37
    tutta la mia ammirazione (ed invidia)..
  4. liddy
    , 3/3/2011 11:42
    fantastico !!!

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