Vi presento il Conte Cesare Mattei e la sua Rocchetta

Benvenuti! Un viaggio nella storia e nella magia, alle porte di Bologna

Sull’Appennino Tosco Emiliano, seguendo la Porrettana n. 64, uscite dalla strada principale dalle parti di Riola arrivando fino a Grizzana Morandi nel comune di Savignano e troverete ad attendervi una visione... Un incrocio tra il castello di Disney e quello del mago di Oz! Cosa sarà quel posto incantato pieno di guglie acuminate, di torrioni con antenne ad ogni angolo e campanili orientaleggianti? È la Rocchetta Mattei famosa per il suo proprietario e costruttore mago e stregone, visitato da principi e reali, inventore della medicina elettromeopatica, eclettico e stravagante personaggio divenuto un guru per gli indiani dell’India: il conte Cesare Mattei.

Ricordo bene l’impressione che mi fece quando da piccola i miei mi portarono a vederla: era il castello delle fiabe diroccato e abbandonato, solitario e improbabile. Più che la dimora di un regno fantastico, ricordava il palazzo della Bella Addormentata dopo che la ragazza si era punta col fuso e stava immobile nel suo letto ad aspettare che il principe la svegliasse dopo anni e anni di sonno. Anche la Rocchetta Mattei è stata risvegliata, non proprio da un principe ma da una banca: la Fondazione della Cassa di Risparmio di Bologna, perché più che un principe ci voleva il denaro per riportarla allo splendore! Il principe azzurro, in questo caso, è stato interpretato dall’ex magnifico rettore dell’Università bolognese, Roversi Monaco, che è stato il sostenitore dell’impresa. Ci hanno lavorato artigiani e restauratori, come la restauratrice Marietta Parlatore del laboratorio degli angeli, ed ora la Rocchetta Mattei è un luogo pronto ad ospitare progetti ed eventi. Così, dopo averla vista diroccata, sgarrupata, impolverata, con il fascino della decadenza e dell’abbandono che ti fa immaginare cosa poteva essere e ti fa sentire il tempo passato immaginando fasti che non ci sono più, ora sono tornata a visitarla invitata da Marco Melluso e Diego Schiavo, registi e autori di una docucommedia che hanno girato proprio lì, raccontando la storia del conte Mattei: il Conte Magico.

Il Conte Mattei, il conte magico

Il Conte Mattei realizza la Rocchetta in una decina di anni e ci va a vivere nel 1859. Lì muore a 86 anni nel 1896 e viene inumato in un sarcofago disegnato da lui stesso dove aveva fatto scrivere una frase particolare, ancora oggi criptica ma significativa. Una frase che parla della grandezza dell’universo e in un impeto di afflato universale, per una volta, senza che sia citato il suo nome: "Le stelle sono tanto lontane che solo un raggio arriva a noi pur correndo la luce a 299.792 km al secondo. L’orbita annuale della terra attorno al sole e di 216 milioni di km. Vista da quelle stelle sarebbe un punto e noi uomini, atomi di questo punto dell’universo. ci vantiamo di essere."

Si dice che al suo funerale abbiano partecipato 4000 persone, in parte per gratitudine verso di lui e in parte perché all'epoca si usava dare un obolo ai partecipanti. Ma chi fosse e come venisse considerato all'epoca e poi ricordato vale la pena di raccontare. Intanto come arrivò lì, lui che era di una famiglia facoltosa della bassa, di Budrio? La cognata aveva possedimenti in zona, lui la venne a trovare e sentì che qui c’era molto magnetismo, ne percepì l’aspetto magico. E forse la zona è effettivamente particolare: questo è un posto strategico, qui ci sono le montagne azzurre, così chiamate dagli Etruschi perché appaiono azzurre per un particolare gioco di luci. Qui svetta Monte Ovolo che alla sua sommità ha un santuario antico legato alla dea primordiale Pale, famoso al tempo delle crociate perché questa era la strada che facevano i crociati e i templari per andare in Terrasanta. Poi c’è Rocca di Vigo, con una chiesetta incastonata nella roccia, e anche monte Vigese, a forma di piramide, cosa che per il mistero non manca mai. Dove ora c’è la Rocchetta prima c’era un castello matildico, la Granduchessa passava di qui per recarsi a Roma nelle sue numerose visite al Papa, suo amico. Qui nel Medioevo c’erano gli alchimisti, al castello di Costonzo, che oggi è patrimonio del FAI e si può visitare e che, a differenza della Rocchetta, è perfettamente conservato nel suo aspetto antico del 1300. Lì nacquero le prime medicine e rimedi… il nostro conte, quindi, ha proseguito quell’opera

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