Una lingua di terra color ocra che si staglia contro i Monti Sibillini: questo borgo marchigiano sta facendo impazzire i fotografi

Giuseppe Coppola, 28 Feb 2026
una lingua di terra color ocra che si staglia contro i monti sibillini: questo borgo marchigiano sta facendo impazzire i fotografi

È diventato il luogo preferito dei fotografi per i colori, le sfumature e i particolari che riesce a regalare ai suoi paesaggi, immortalati tra gli scatti da togliere il fiato. Un territorio dalle tonalità molto particolari, tenui ma anche decise, nel gioco di luci e ombre che si sviluppa tra i suoi profili. Monti ma anche distese infinite di verde rendono questo borgo una meraviglia tutta da scoprire, da perla delle Marche troppo spesso sottovalutata.

Alla scoperta di San Ginesio nelle Marche

La meta preferita dei fotografi è sicuramente San Ginesio, un piccolo borgo in provincia di Macerata, incastonato tra le bellezze delle Marche. Ci troviamo in un paesino da poco più di 3 mila abitanti costruito in collina, a circa 700 metri sul livello del mare e a un passo dai Monti Sibillini. La sua posizione, molto apprezzata dagli appassionati di panorami e viste mozzafiato, permette allo sguardo dei visitatori di perdersi tra il Conero e gli Appennini umbro-marchigiani. Non a caso, San Ginesio è stato ribattezzato come il ‘balcone dei Sibillini’ per il colpo d’occhio che riesce a offrire sui monti circostanti fino al Gran Sasso, in un vero e proprio paesaggio da cartolina per i suoi visitatori. E per i turisti che scelgono di farsi coccolare dai colori di questo splendido borgo. 

La storia del borgo

Il territorio di San Ginesio, secondo alcune fonti storiche, fu occupato per la prima volta già intorno al I millennio a.C. dalla popolazione dei Senoni, poi caduta con l’arrivo dei Romani nei secoli successivi. La nascita del borgo, come lo conosciamo oggi, si deve però alla decisione della borghesia della zona di costruire una fortificazione sul colle più alto per ragioni difensive, dominando così il passaggio a valle in occasione dell’arrivo dei Normanni, nel X secolo. Passato sotto il controllo dello Stato Pontificio nel XIV secolo, tra i territori di San Ginesio maturò una rivalità con Fermo che sfociò in un conflitto storico, la battaglia della Fornarina, del 1377.

Successivamente si svilupparono rapporti conflittuali legati all’appartenenza del dominio pontificio, con accuse di complotto e l’esilio di trecento abitanti di San Ginesio a Siena. Un luogo che ha vissuto pagine di storia importanti in prima persona e che ha accolto anche un evento politico importante per la storia recente, il Patto di San Ginesio, stretto tra Arnaldo Forlani e Ciriaco De Mita nel 1969.

Cosa vedere a San Ginesio

Un borgo quasi interamente costruito in pietra dove respirare aria di pace e tranquillità tra le sue strade. Gli occhi qui si perdono non solo tra i paesaggi ammirati sui Monti Sibillini ma anche nel cuore del suo centro storico. Tra la Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta, costruita inizialmente nel XI secolo e poi ritoccata successivamente, tra espansioni e restauri. E l’Abbazia di Santa Maria delle Macchie, un vecchio monastero dei frati benedettini che, si pensa, databile dopo il X secolo per i decori particolari che lo impreziosiscono. 

Fino ad arrivare al Castello di Roccacolonnalta, costruzione medievale appartenuta alla famiglia nobile Brunforte. E le storiche Mura di San Ginesio, iniziate nel 1308 e completate dopo 150 anni, realizzate per circondare quasi interamente il borgo e per difenderlo dagli attacchi delle altre popolazioni delle vicinanze. E poi ancora Palazzo Costantini, la torre civica, la chiesa della Madonna di Loreto e tanti altri luoghi che meritano assolutamente una visita in questo splendido borgo. 

Come raggiungere San Ginesio

Il borgo di San Ginesio può essere raggiunto facilmente in auto da Macerata: la distanza dal capoluogo di provincia è di 30 chilometri per un percorso da meno di 40 minuti che vi porterà direttamente sul balcone dei Sibillini. Più lungo invece il tragitto da Ancona: servirà almeno un’ora di auto per raggiungere il borgo, passando per Porto Recanati. 



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