5 buoni motivi per scoprire il Marocco con un viaggio organizzato

Una terra di contrasti, di meraviglie, una vera e propria porta spalancata sulle tantissime meraviglie che fanno dell’Africa una tappa imperdibile del turista-esploratore. È il Marocco, bellezza: lo è davvero, questo paese dove l’oceano Atlantico accarezza chilometri di deserto incontaminato, dove le dune disegnano paesaggi montani e dove le montagne prendono il colore di una sabbia infuocata. Un paese di scoperte, di oasi coloratissime e di sogni a occhi aperti, la cui scoperta è ormai sempre più alla portata di tutti, ma che a onor del vero richiede una pianificazione più attenta per essere sicuri di carpirne i segreti e l’essenza. Ed ecco perché, quando si vuole vivere un’esperienza in Marocco, è cosa buona e giusta quella di affidarsi a un viaggio organizzato, magari con una realtà consolidata come KUDA Tour Operator, che ha dato vita a una guida di viaggio chiamata, non a caso, “Segui la luce scopri il Marocco”. I cinque sensi del viaggio diventano così una bussola culturale ed emozionale che parla del paese nelle sue tante declinazioni, e proprio per questo andiamo a scoprire i 5 buoni motivi che spingono a visitarlo con una guida organizzata, che sia anche una mano tesa verso un viaggio completo.
Indice dei contenuti
Per vedere i luoghi autentici del paese
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Un viaggio organizzato con KUDA non è il solito assaggio del Marocco, non è neanche un tour in autobus hop on hop off: qui si guarda il Marocco autentico, unico, quello che unisce l’accoglienza delle famiglie alla mano sapiente degli artigianati. Dove si vedono colori, oasi, medine e kasbah, dove il tramonto scende sul deserto silente e l’alba illumina nuovi percorsi autentici. È un paese che, come i film girati a Ouarzazate (la “Hollywood del deserto”), scorre davanti allo sguardo e spazia tra concerie, piccoli laboratori, hammam dove il benessere viene tramandato di generazione in generazione. Perché accontentarsi delle cartoline equivale a non viaggiare davvero.
Per assaggiare la vera cucina locale
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Il cous cous è ormai diventato un elemento focale anche nei menù di tanti ristoranti nostrani, eppure sapete davvero come si fa? Durante i viaggi di KUDA, potrete partecipare a workshop e laboratori di cucina tradizionale marocchina, imparando ricette e scoprendo trucchi che riporterete con voi a casa, stupendo amici e parenti nella prossima cena. Circondati da tajine fumanti, preparando con apparente semplicità le msemmen per la merenda, scoprendo i tanti usi dei legumi come nella zuppa Harira, vivrete l’esperienza e assaggerete la bontà di una gastronomia speziata, viva, autentica.
Per respirare l’aria pura della tradizione
Se l’odore delle concerie di Fès è per molti insopportabile, ed ecco perché ai turisti viene fornito un rametto di menta da respirare durante la visita, è pur vero che questo olezzo richiama alla mente secoli di lavoro manuale, di sacrificio svolto per dare colore a tessuti altrimenti poveri di sfumature, che nei grandi pozzi a cielo aperto diventano delle esplosioni di arcobaleni da indossare e sfoggiare con orgoglio. Ogni tappa di un viaggio organizzato in Marocco è un respiro di tradizione che tocca l’anima.
Per ascoltare la colonna sonora di una nazione
L’etnia Gnawa, gruppo presente nel Marocco ma ampiamente diffuso storicamente in tutta l’Africa subsahariana, è portatrice viva della tradizione musicale del paese. I loro concerti di strada non sono solo momenti di musica, ma molto di più: i canti corali ad antifona, il battito ritmico dei tamburi, l’uso delle mani e dei krakeb, tutto viene impiegato sin da secoli per indurre gli ascoltatori in trance, per favorire il contatto con le entità superiori, per guarire dai mali. È una medicina ancestrale che diventa una carezza, una seduta psicologica en passant, che stupisce e incanta e alla quale è difficile resistere.
Per toccare con mano il Marocco
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Toccare, saggiare con mano, stringere a sé la realtà di un paese: il Marocco con KUDA è un paese che si percepisce nelle esperienze più tangibili, come quelle di un massaggio o di un trattamento benessere negli hammam, oppure nei workshop di artigianato in cui “mettere le mani in pasta”, perché non è guardando da lontano che si cala nella realtà che ci circonda, ma è accettando il rischio di contaminarsi con la realtà, i colori, le sensazioni e le emozioni che il viaggio diventa davvero straordinario.