1000 colori, una sola strada: la serpentina dell’Appennino è il percorso di montagna più bello d’Italia

Si trova a cavallo tra il Lazio e l’Abruzzo ed è un valico dell’Appennino, situato a 1530 metri s.l.m. d’altezza, che può conquistare non solo un pubblico di appassionati di curve, ma anche tutti coloro che vogliono immersi nelle atmosfere cangianti delle montagne. Qui, l’inverno è la stagione giusta per godersi scenari bianchi e candidi delle fitte nevicate del periodo, ma 365 giorni all’anno ad attenderci ci sono caleidoscopi naturali, dal foliage autunnale fino alla fioritura primaverile-estiva. Un percorso che unisce Lazio e Abruzzo, passando dalla Valle di Comino all’Alto Sangro. Tra scalpellini, orsi marsicani e boschi incontaminati, la strada che andremo a scoprire è considerata tra i valichi più belli d’Italia, un percorso suggestivo che costituisce anche il punto di partenza per delle piacevoli escursioni montane tra le due regioni unite dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
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Uno dei valichi più belli d’Italia
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La Forca d’Acero collega i comuni di Opi e San Donato Val di Comino e in ogni stagione regala fortissime emozioni, soprattutto a chi si muove su due ruote: motociclisti e ciclisti amano percorrere le sue curve, che per ben quattro volte hanno ospitato anche il passaggio del Giro d’Italia (ultima volta nel 2015, con la vittoria dell’olandese Steven Kruijswijk). Questo valico, quindi, è ideale per una gita fuori porta (ci vogliono meno di due ore per raggiungerlo da Roma), poco trafficato, frequentato prevalentemente a scopo turistico per via della sua bellezza paesaggistica, ma anche perché conduce al Parco Nazionale d’Abruzzo, rappresentando uno spartiacque appenninico di primaria importanza tra l’Abruzzo e il Lazio.
Cosa fare sulla Forca d’Acero
Il territorio che ricade nel percorso stradale della Forca d’Acero (SS509 secondo la classificazione ANAS) è ricchissimo di suggestioni, paesaggistiche e culturali, che uniscono due delle zone più interessanti di Lazio e Abruzzo. In moto, in bicicletta, in automobile e a piedi, sono tanti i motivi per scoprire questa zona. Scopriamone alcuni insieme.
Forca d’Acero: il trekking all’Anello di Valle Fredda
Uno dei percorsi più belli della zona è quello ad anelli che parte e ritorna dal Rifugio del Lupo – Forca d’Acero, sulla strada provinciale, proprio in cima al passo che segna il confine tra Lazio e Abruzzo; si scende sotto la strada nella faggeta, si percorre per la cosiddetta Valle Fredda, dove la segnaletica biancorossa è sempre presente e ben visibile fino alla fine del tratto. Nel tratto di ripida risalita del monte gli alberi sempre più fitta, il percorso fa una improvvisa curva a gomito e poi si scende in una valle silenziosa, fino a riprendere la strada provinciale per qualche centinaio di metri fino al Rifugio di partenza. Il percorso ha le seguenti caratteristiche:
- distanza: 15,6 km
- dislivello totale: 811 m
- altitudine massima: 1.906 m s.l.m.
- altitudine minima: 1.099 m s.l.m.
- tempo necessario: circa 5 ore
Opi, il borgo di chi ama la natura
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Uno dei due punti di accesso alla Forca d’Acero, Opi è un piccolo comune di neanche 400 abitanti che si trova a ben 1250 m s.l.m., ma circondato da montagne, come il monte Marsicano, che superano ampiamente quota duemila. Qui il ritmo quotidiano è scandito ancora come un tempo dalla natura, nelle sue innumerevoli declinazioni: ci troviamo nel cuore del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in una zona tutelata per la ricchissima biodiversità, soprattutto legata alla presenza dei camosci. Non a caso, qui c’è la riserva detta Camosciara, dove scoprire anche numerose cascate immerse nei boschi. Passeggiare per il borgo, per contro, significa visitare antichissime chiese medievali, percorrere vicoli la cui colonna sonora è un rinfrancante silenzio e lasciarsi guidare dal profumo della cucina locale che proviene da ristoranti e case private.