budapest, ci tenevo tanto, ma riesco a dare solo un 6+ di incoraggiamento.
Questa volta decolliamo da malpensa con lufthansa italia alle 7.20, quindi ci tocca una levataccia, abbiamo 130 km. di viaggio.
Per la prima volta sperimentiamo il check-in on line che si verifica una grande comodità e risparmio di termpo, tanto più che bagaglio da consegnare non ne abbiamo. Posteggiamo al P4, e al ritorno avremo, come previsto una mazzata, ma già si sa che le comodità si pagano.La compagnia ci riserva la piacevole sorpresa della colazione a bordo, erano dai mitici anni ottanta che non avevamo il piacere di avere qualcosa gratis da mettere sotto i denti;l'aereo è in più che buone condizioni, i sedili sono distanziati talmente tanto che ti premettono pure di stenderti. Atterriamo,in perfetto orario. L'aereoporto è piccolo, identico a quello di Praga, il traffico aereo quasi nullo. Subito scesi cambiamo i soldi, il cambio si verificherà meno conveniente di quello di città. ma dobbiamo prendere i mezzi per raggiungere l'albergo.Da subito vorrei fare l'abbonamento settimanale ai mezzi, ma le macchinette sotto la pensilina non offrono questo tipo di biglietto, Achille insiste per il taxi cumulativo,e, a malincuore lo accontento, compro solo il biglietto di andata, per il ritorno si vedrà; con l'equivalente dei nostri 8 euro a testa dopo 45' circa di tragitto il taxista, dal servizio ineccepibile, ci lascia davanti all'hotel.La coppia che è con noi, tutta presa dalla Budapest card viene lasciata prima. Durante il tragitto ne approfittiamo renderci conto della periferia: vediamo molto disordine, costruzioni semi abbandonate e ancora molto degrado.Il nostro hotel,della catena Best Western, prenotato con booking si trova dietro al Parlamento; visto il cambio favorevole questa volta ci siamo concessi un 4 stelle e siamo da subito soddisfatti. Il check-in è stato veloce tra un comprensibile inglese e un discreto italiano,nonostante fossimo in mattinata subito ci danno la stanza, una camera accogliente, spaziosa arredata in stile moderno, sembra silenziosa. Una doccia veloce ed eccoci subito fuori; l'intenzione è quella di fare un giretto di ricognizione dei dintorni, giusto per prendere confidenza con la città. La giornata è soleggiata, un caldo vento ci accompagna, siamo troppo vestiti, stiamo sudando; arriviamo sulla via principale, il marciapiede è sconnesso, come quasi tutti quelli che incontreremo nei giorni a venire,metto male un piede, mi prendo una storta di quelle micidiali, credo di svenire. Mio marito mi dice di farla corta, ma ho veramente male, mi ci vogliono parecchi secondi prima che riesca a riprendermi un atttimo, poi provo a muoverla, rotta non sembra, riesco a camminare, adagio, ma cammino. Come inizio non è il massimo!Giriamo a desta, svoltiamo a sinistra, un pò avanti e un pò indietro, paline marroni inesistenti, ed eccoci al Parlamento, maestosa costruzione assomigliante a quella di Londra. la visita la rimandiamo ai giorni successivi. Gironzoliamo per il quartiere, arriviamo fino al Ponte delle Catene, quando questa giornata troppo calda inizia a darci noia, ci riposiamo su una panchina sul lungo Danubio e prendiamo fiato.Questo giro di approccio ci lascia un pò freddini, pensavamo qualcosa in più, ma forse è solo la stanchezza del viaggio che non ci fa apprezzare la zona. pensiamo bene di rientrare non prima di aver acquistato un pò di frutta al negozietto davanti all'albergo.Per l'equivalente di 2,50 euro compriamo:una treccina di pane con pomodorini secchi, due mele, due banane, un dolcetto e una bottiglietta d'acqua.Al pomeriggio dopo esserci veramente riposati siamo pronti per la scoperta vera della città.La Budapest card per noi non è conveniente, quindi tappa alla metro per l'abbonamento settimanle: dallo spioncino della cassa la dipendente che, alla nostra richiesta, ripone il suo pranzo, toglie da un cassetto chiuso a chiave un blocchetto, conta sul calendario i sette giorni, prende un timbrone e stampa sul biglietto data di inizio e di fine validità.Tutto rigorosamente a mano, bande magnetiche inesistenti.Proseguiamo il nostro itinerario fino ad arrivare alla cattedrale di santo Stefano e l'isola pedonale di Vaci ucta, il vero struscio della città.Pochi i turisti in giro, poca anche la gente del posto.Sarà questo caldo fuori programma, sarà la mia caviglia gonfia, ma non riusciamo ad ingranare, nulla fino ad ora ci "prende".Entriamo perfino nei famigerati negozietti di souvenirs che solitamente evitiamo,niente da fare.Le ore passano, la mia caviglia reclama riposo, dobbiamo tassativamente rientrare dopo una veloce cena; in stanza inizio ad "impomatare" caviglia e piede, riservo loro un trattamento super, poi mi fiondo sotto il piumone e confido nella notte; l'albergo è super riscaldato, il pigiama non serve, abbassiamo pure il termostato in camera, bella comodità
ag.rebos, 31/8/2010 15:57
roberto emme, 31/8/2010 12:39
Budapest è una città che sembra vuota e culturalmente scarsa ma così non è. Certamente se si cerca la cultura è più facile e conveniente rivolgersi da noi, che siamo un museo a cielo aperto, ma se si cerca quell'aria da principessa sissi tipica delle capitali mitteleuropee questo è il crocevia giusto. Dico crocevia perchè a Budapest si trovano influenze di tutte le razze cha l'hanno vissuta e, perchè no, anche un pò di italia. Io ho alloggiato nel vostro stesso albergo che ho trovato ottimo ma non adatto al turista non in gruppo o non motorizzato in quanto, se si esclude l'ossessivo passaggio di filobus, è posizionato su una strada deserta sia di giorno che di notte. Indubbiamente budapest ha un ottimo servizio pubblico ma per spostarsi in città consiglio l'auto in quanto si può svariare su spazi più ampi compresi i paesi dell'interland che sono stupendi e pieni di cose belle da vedere e mangiare. Inoltre la prossima volta organizzate in compagnia e inseriteci un paio di giornate alle terme che sono quanto di più bello, caratteristico e rilassante ci possa essere.
Saluti