Da pechino a firenze in treno

Mi incontro con patrizia alla stazione di vienna, lei arriva da milano, io da firenze, ci trasferiamo in aereoporto e con un volo british airways via londra atterriamo a pechino la mattina del 25 luglio. Non ho la pretesa di ...

 

Mi incontro con patrizia alla stazione di vienna, lei arriva da milano, io da firenze, ci trasferiamo in aereoporto e con un volo british airways via londra atterriamo a pechino la mattina del 25 luglio. Non ho la pretesa di fare racconti sulla cina essendoci fermate solo due giorni, abbiamo comunque visto la città proibita e il tempio del cielo. Pechino è un enorme e caotica città impossibile avere contatti con chiunque a causa della lingua, bisogna girare sempre con gli indirizzi che si intendono raggiungere scritti in lingua, e sopratutto con l'indirizzo di dove si alloggia scritto in cinese. Finalmente la mattina del 27 ci dirigiamo alla stazione, con largo anticipo ovviamente, riusciamo a trovare il nostro treno, destinazione ulan baatar capitale della mongolia. Il treno è bello, la seconda classe ha quattro posti letto e noi lo dividiamo con due attempate lady inglesi che hanno vissuto due anni a pechino insegnando inglese. Partiamo, ed è una partenza emozionante, suonano una marcia trionfale e sui binari sono tutti sugli attenti, il paesaggio è subito molto bello, dopo poco si vede la grande muraglia che si arrampica su delle montagne verdissime, poi fiumi, risaie, villaggi, sto attaccata al finestrino e veramente godo. Patrizia dormicchia e comincia ad apprezzare la comodità delle nostre cuccette. Le soste sono brevi, giusto il tempo di sgranchirsi le gambe. In serata siamo ai confini del deserto del gobi, colori e sensazioni grandiosi, tempesta di sabbia, malgrado i finestrini chiusi l'interno del treno si riempie di sabbia. Vagone ristorante molto suggestivo, per cause di forza maggiore comunichiamo solo con altri viaggiatori di lingua inglese. I più sono nordamericani, australiani e neozelandesi che hanno vissuto in asia per anni e che tornando a casa scelgono questo itinerario perchè da mosca i voli sono molto più economici. Facciamo conoscenza con Nigel un ragazzo anglo-indiano che sta tornando a londra dopo due anni in giro per l'asia, faremo buona parte del viaggio con lui dividendo jeep e alloggi.La notte non abbiamo possibilità di dormire, ma non importa perchè tutto è terribilmente eccitante... Abbiamo il cambio delle ruote per via dello scartamento che nella ferrovia mongola è differente da quella cinese, la dogana, il controllo passaporti, tutto questo prende ore ed ore i mongoli sono molto scrupolosi e controllano il nostro visto almeno dieci volte, senz'altro ci sono problemi di comunicazione e credo che di passaporti italiani ne abbiano visti davvero pochi. Non so come ma nel pomeriggio del 28 arriviamo ad ulaan bataar o ulan bator, ancora non ho capito, comunque la capitale della repubblica mongola. Ci fermeremo cinque emozionantissimi giorni, gireremo con due jeep insieme a nigel e altri due ragazzi neozelandesi, dormiremo nelle ger, le tipiche tende. La mongolia varrà senz'altro la pena di dedicarle un altro viaggio perchè è SPLENDIDA E SPETTACOLARE.

Lasciamo la mongolia a malincuore davvero, prendiamo questa volta il treno per irkutsk in siberia, dal finestrino ci scorrono veloci gli ultimi panorami mongoli, l'ultimo tramonto... Siamo tutti commossi, questa volta siamo in scompartimento con nigel e jason il viaggio durerà due giorni... Non capiamo perchè visto che il tragitto non sembra lunghissimo... La frontiera... Un incubo durato dodici ore, dove siamo stati abbandonati senza passaporti e senza capire assolutamente nulla di quello che stava succedendo, coi bagni chiusi e sotto un sole cocente. Bisogna essere preparati a questi contrattempi e prendere il tutto con filosofia, altrimenti è meglio restare a casa. Le ore sono passate lente ma niente di drammatico abbiamo mangiato e bevuto a volontà, letto, studiato mappe,chiacchierato..

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