Turisti per Caso in primo piano: Costanzo, romano de Roma!

<em>Il Turista per Caso questa settimana sotto i web-riflettori è Costanzo, la nostra storica <a href='/viaggi/forum/testo_guide.asp?ID=2538'>Guida per Caso di Roma</a> e del forum <a href='/viaggi/forum/testo_guide.asp?ID=1912'>Alberghi e ristoranti italiani a buon mercato</a>.</em> <em>Lo ha intervistato per noi JefaPat!</em> <strong>JefaPat:</strong> <em>Tanto per ...

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Il Turista per Caso questa settimana sotto i web-riflettori è Costanzo, la nostra storica Guida per Caso di Roma e del forum Alberghi e ristoranti italiani a buon mercato. Lo ha intervistato per noi JefaPat!

JefaPat: Tanto per rompere il ghiaccio: sei proprio "romano de Roma", voglio dire da sette generazioni come minimo, o sei anche tu un elemento del melting pot della capitale come me? Costanzo: Una bella e sana via di mezzo! Sette generazioni, ormai, sono introvabili; io sono una seconda generazione piena: genitori entrambi di Roma e nonni nati, tre su quattro, a meno di 100 km dall'Urbe. Basta per definirmi Romano de Roma? Sì, dai!

JefaPat: Ma certo. Lo sei sicuramente più di me che sono immigrata dal profondo Sud (ovvero da Foggia, che guarda caso sta alla stessa latitudine di Roma...) all'età di sette anni. In che cosa trovi che sia più cambiata la nostra città rispetto a quella che era al tempo della tua adolescenza? Che cosa ti manca di più di quella città? Costanzo: Eh eh eh! Su questo sono un gran nostalgico. Cosa è cambiato? Tutto o quasi. Intanto sono spariti i lattai che vendevano le uova incartandole nei fogli di giornale. Sono spariti i ghiaccioli con i coloranti che ti lasciavano la lingua rossa per ore ed ore. Le cabine telefoniche gialle col gettone pure non ci sono più. E poi sono sparite le trattorie dove mangiavi a due soldi i piatti della cucina romana: chi mi chiede informazioni spesso cerca ristoranti del genere, e purtroppo devo dire loro che non ce ne sono, almeno al centro. Esistono ancora quelle che si autodefiniscono "hostaria romana": entri, leggi il menù, piatti tipici ce ne sono ma costano parecchio; poi arriva il piatto: un bel piatto largo largo largo, tutto decorato con foglioline, granelli, disegnetti fatti con le salse, e un pugnetto di bucatini all'amatriciana lì nel centro, grande come una fetta d'ananas. Tristezza! E poi è l'aria che è cambiata: quando ero più giovane eravamo meno frettolosi, meno arrabbiati, molto meno snob. E questo è un peccato.

JefaPat: In che zona di Roma abiti? Ti piace o preferiresti vivere in un posto diverso? E c'è un quartiere di Roma che secondo te merita di essere più preso in considerazione da chi vuole conoscere bene la città? Costanzo: La zona in cui vivo è quella di Piazza Re di Roma, di solito la si identifica col nome più generico di San Giovanni: però dicono di vivere a San Giovanni tutti quelli che gravitano nel raggio di 3 km dalla Basilica, per cui circoscrivo un po'. E' una zona di un caotico impressionante, ma è molto collegata con quasi tutta Roma e c'è il 99% delle cose che possono servire. Ci vivo da quando sono nato e non penso assolutamente di allontanarmene: ormai ne faccio parte in maniera indissolubile. Un posto che non è molto battuto da chi viene a Roma e che personalmente consiglio sempre a chi cerca qualche spunto è l'Appia Antica. Purtroppo è collegata maluccio al centro, io stesso, una volta arrivato lì e fatti i miei giretti ho trovato grandi difficoltà a trovare un bus che mi riportasse in una zona abitata, però è un posto magico. Camminare sul selciato antico di 2000 anni circondati dai ruderi delle ville romane, delle tombe antiche tra cui quella famosissima di Cecilia Metella, respirare l'aria pulita e godersi la frescura degli alberi e dei prati non ha prezzo. Una volta arrivati alle catacombe di San Sebastiano, ci sono chilometri e chilometri di campagna disseminata di storia e di arte: fossi un turista che ha una mattinata da impegnare, andrei assolutamente lì

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