Isole Cook: Kakite Aconei

Provenienti da Los Angeles, dopo un lungo giro nel Sud/Ovest degli Stati Uniti, trascorreremo una settimana alla scoperta di questo angolo di Paradiso...

  • di ulisse2010
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

17 – 22 MAGGIO 2010

Viaggiare è come sognare; la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria delle mete da cui è tornato.” - Edgar Allan Poe Provenienti da Los Angeles, dopo un lungo giro nel Sud/Ovest degli Stati Uniti, trascorreremo una settimana alla scoperta di questo angolo di Paradiso. Le Cook sono un insieme di 15 isole situate nel mezzo del triangolo polinesiano nell’Oceano Pacifico, tra Tahiti e Samoa e il cui nome deriva da James Cook che le scoprì nel 1777. Le Isole Cook presentano un clima prevalentemente tropicale, con precipitazioni abbondanti e molto frequenti; la temperatura media si aggira durante tutto l’anno intorno ai 25 gradi, mentre il periodo migliore per visitare l’arcipelago è quello tra i mesi di giugno e agosto, periodo in cui l’afa e l’umidità lasciano spazio al fresco. Le isole Cook sono un territorio in libera associazione con la Nuova Zelanda; i gruppi etnici presenti sul territorio nazionale sono: polinesiani, polinesiani europei, polinesiani non europei e europei. La lingua ufficiale è il Maori, anche se l’Inglese è molto parlato soprattutto per fini turistici; l’unità monetaria è il dollaro Neozelandese, mentre la religione maggiormente diffusa e molto praticata è quella cristiana.

AITUTAKI è la seconda isola della Cook, un isola piuttosto piatta, di origine vulcanica, che nasce su di una spettacolare laguna triangolare fatta di piccole deliziose isole (motu). L'isola fu anche sede di molti marae, i luoghi di raduno religioso prima dell'insediamento degli europei. La cittadina principale dell'isola è Arutanga, un piccolo villaggio con la più vecchia e più bella chiesa di tutte le Cook che risale al 1828, ed un grazioso molo da cui si ammira tutta la costa. Fra i tanti marae quelli sulla costa sud-orientale fatti con massi di basalto nero e sono i più grandi di tutto l'arcipelago. ATIU è un'isola vulcanica molto particolare per la presenza di un anello di corallo fossile (chiamato localmente makatea) e per il fatto che la spinta di sollevamento è ancora attiva a un ritmo di circa 0,2 mm/anno .L'isola si presenta oggi come un'isola quasi ovale, con una cima piatta alta circa 70 m e una valle fertile che circonda ad anello la vetta ed è separata dal mare dal makatea.La storia geologica di Atiu cominciò circa 11 milioni di anni fa, in un punto del fondo dell'Oceano Pacifico distante oltre 1000 km dalla posizione attuale. Qui un punto caldo della crosta terrestre diede vita a un vulcano sottomarino. I movimenti tettonici allontanarono il vulcano dal punto caldo che lo aveva originato e infine il vulcano cessò la sua attività. Lo slittamento del fondo marino continuò per 8 milioni di anni, percorrendo circa 1200 km (cioè circa 15 cm all'anno). A questo punto il fondale, e con esso il vulcano spento, urtò contro rocce più dure, cominciando a salire verso l'alto. Le rocce vulcaniche recenti furono così esposte al lavorio delle onde, che le smantellarono in gran parte, creando una sommità piatta. Questa sommità piatta comunque emerse, sfuggendo a una totale distruzione da parte delle onde, e qui rimase, a circa 50 m sul livello attuale del mare, per 3 milioni di anni. Intorno all'isola si venne a creare una barriera corallina anulare e, tra questa e la montagna emersa, una vasta laguna. Appena 100 000 anni fa, però, la spinta orogenetica ritornò attiva e l'isola ricominciò a salire (circa 20 metri fino a oggi). I coralli furono sollevati sopra il livello del mare e morirono, dando origine a una dirupata scogliera fossile, oggi in parte coperta di giungla. L'antica laguna tra la barriera corallina e la montagna diventò - anche con l'aiuto dell'erosione - una depressione di terra fertile. Mentre l'isola s'innalzava, il livello del mare subiva una serie di oscillazioni, dovute alle ere glaciali, che qui non spinsero i loro ghiacci ma fecero comunque sentire il loro effetto. Oggi Atiu è circondata da una nuova barriera corallina viva, che nelle sue parti più vecchie risale a circa 9000 anni fa (l'epoca appunto in cui finì l'ultima glaciazione)

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