Ventotene, per una vacanza da moderni Robinson Crusoe

Tanta tranquillità e tutti i profumi tipici della macchia mediterranea

  • di Ink
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È piccola e autentica, con un mare fantastico. Un patrimonio prezioso, che proprio per questo motivo da qualche anno è tutelato come Riserva naturale marina e terrestre. Dal 2009, poi, il territorio di Ventotene è stato nominato Patrimonio europeo (al pari dell’acropoli di Atene!), primo, e al momento unico, luogo naturale ad avere ottenuto questo riconoscimento. Di origine vulcanica, l'isola è la parte emersa di un antico cratere collassato. Il litorale è alto e roccioso, di tufo. E scavato nel tufo è anche il suo piccolo porto, di origine romana.

DA TERRA DI CONFINO A META VACANZIERA

Tracce della presenza romana sono rintracciabili anche altrove: i Romani dotarono l'isola di grandi serbatoi idrici e realizzarono, sotto il faro, una serie di vasche per l'itticoltura, dove veniva allevato il pesce. A Punta Eolo, poi, in posizione isolata si trovano i resti di una imponente dimora romana d’epoca imperiale, Villa Giulia, dove visse in esilio la figlia dell'imperatore Ottaviano Augusto, Giulia. Sopra al porto c'è l'unico centro abitato, a cui si accede da una rampa a zig zag. Il paese conserva eleganti edifici del Settecento, costruiti durante la dominazione borbonica: anche gli spagnoli usarono la piccola e selvaggia Ventotene come terra di confino per i dissidenti politici, e fecero costruire nel vicino isolotto di Santo Stefano un imponente complesso carcerario, destinato agli ergastolani, che continuò a funzionare anche nel Novecento, quando furono rinchiusi dissidenti e oppositori politici del fascismo. Negli anni 30 e 40, da qui passarono Altiero Spinelli, precursore dell'Europa unita, e Sandro Pertini, che poi divenne Presidente della Repubblica. Ma questa è storia passata: negli ultimi decenni, l’isola ha iniziato a guardare al turismo, nel segno però dell'ecologia e della tutela dell'ambiente. Non ci sono grandi alberghi né mondanità sfrenata: qui a farla da padrone è il mare, non occorre niente altro.

UNIVERSO D’ACQUA

Le spiagge sono di sabbia vulcanica: le più grandi e attrezzate sono Cala Nave e Cala Rossano. Cala Battaglia e Parata Grande hanno fondali limpidissimi. Si può fare il giro dell'isola con le barche dei pescatori, che portano anche a Santo Stefano (per la visita dell'ex carcere bisogna contattare la proloco). I subacquei possono fare bellissime immersioni: i fondali che circondano Ventotene e la vicina Santo Stefano sono rocciosi e già a poco distanza dalla riva arrivano a sfiorare i 50 metri di profondità. Nelle zone in ombra, sulle pareti sottomarine, crescono colonie di asteroidei, uno dei pochi rappresentati nel Mediterraneo dei madreporari, i piccoli animaletti marini che "costruiscono" le barriere coralline. Tra gli scogli e negli anfratti sotterranei creati dalle cadute di massi abbondano polpi, murene, saraghi e occhiate. Nei fondali sabbiosi è stato individuato anche il relitto di una nave romana, con tutto il suo carico, e con un prezioso altare di bordo, un piatto di marmo dove il fuoco veniva tenuto costantemente acceso, per le necessità e per ingraziarsi gli dei del mare. Ventotene Diving Academy e Diving World forniscono le attrezzature subacquee, organizzano corsi e uscite diving e propongono anche pacchetti vacanza per subacquei. Diving Academy propone un pacchetto settimanale: le quote per sette notti in mezza pensione, con 10 immersioni guidate, partono da 465 euro a settimana. Diving World propone pacchetti di durata diversa, dal weekend alla settimana.

IN PAESE E IN CAMPAGNA

Il paese è tranquillo: il punto d'incontro principale è piazza Castello. Un indirizzo classico per fare colazioneè il vecchio bar Verde, con i tavolini sotto il pergolato. Vicino è anche l’Antico forno Aiello, con squisiti taralli e tielle di verdure. Vale la pena visitare il piccolo museo archeologico e le cisterne romane, con le visite guidate organizzate dal Comune (info: www.comune.ventotene.lt.it). Ventotene ha anche una vocazione agricola, che si scopre passeggiando per le stradine di campagna, attraversando orti, frutteti, vigneti e coltivazioni di ulivi. Sui muretti si attaccano i fichi d'india e fioriscono le piantine dei capperi. Merita di essere percorso l'itinerario che taglia tutta l'isola, in leggera salita, dal paese fino a Punta dell'Arco, il punto più elevato, da cui si gode una splendida vista sul mare.

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