Veneto, i piaceri della villeggiatura

Anche se oggi le imbarcazioni turistiche partono da Padova, il fiume dovrebbe essere percorso dalla foce. Come facevano le nobili famiglie veneziane che, in estate, si rifugiavano nelle residenze di campagna

  • di Ink
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Per due secoli la Riviera del Brenta è stata un’appendice di Venezia sulla terraferma, fra vita agreste e mondanità. Le ville costruite lungo il naviglio coniugavano funzioni di azienda agricola e casa di vacanza destinata a ospitare gli ozi della villeggiatura dei nobili veneziani. Il termine moderno villeggiatura nasce proprio dall’abitudine della vacanza in villa. La moda toccò l'apice nel 700 quando, in estate, tutta la Venezia bene, con la sua corte di artisti e parvenu, si trasferiva lungo le rive del Brenta. Tutti gode di un’immensa libertà, si teneva grosso gioco, tavola aperta, feste di ballo e spettacoli: è la testimonianza di uno dei più celebri frequentatori della Riviera, Carlo Goldoni. A ogni ora del giorno e della notte, piccole imbarcazioni trasportavano le allegre brigate di dimora in dimora, di festa in festa: lo si chiamava andar per ville. Le grandi famiglie veneziane facevano a gara per organizzare feste, con banchetti, danze e rappresentazioni teatrali all’aperto, happening che potevano durare anche una settimana.

In auto o col burchiello

Quei tempi sono passati, ma la Riviera rimane una gradevole meta per un fine settimana all’insegna dell’arte e della buona cucina. E di questi tempi il clima è ideale. Si può comodamente visitare in macchina, perché le distanze sono veramente contenute: il percorso da Stra a Fusina, lo sbocco del canale della Laguna, è di circa 30 chilometri. In alternativa, ci sono le gite sui burchielli, i battelli turistici a motore che percorrono le vie d’acqua fra Padova e Venezia, facendo sosta alle principali ville. Il nome viene dai grandi barconi coperti a remi che, nei secoli XVII e XVIII, collegavano le due città: a bordo di uno di essi arrivò in laguna, il 28 settembre 1786, Goethe, che raccontò questa esperienza nel suo Viaggio in Italia. Le motonavi sono in servizio da fine marzo a ottobre, a eccezione del lunedì, giorno in cui il canale è chiuso alla navigazione. La principale è il Burchiello (tel. 049 8206910, www.ilburchiello.it), che fa il tragitto da Padova a Venezia ogni mercoledì, venerdì e domenica, e da Venezia a Padova ogni martedì, giovedì e sabato. Da Stra a Fusina, sempre a giorni alterni, opera il battello Città di Padova della Delta Tour (tel. 049 8700232, www.deltatour.it). Itinerari diversi per lunghezza e durata sono offerti dai Battelli del Brenta (www.battellidelbrenta.it).

SU E GIÙ PER LE CONCHE

Lungo il Naviglio del Brenta si incontrano nove ponti girevoli e quattro chiuse di compensazione (dette conche o porte): sono “ascensori ad acqua”, che consentono la navigazione in entrambi i sensi, ammortizzando i 10 metri di dislivello fra il canale e le acque della Laguna. Prima della costruzione delle chiuse, le barche in arrivo da Venezia che risalivano il canale dovevano essere trainate a cavallo lungo gli argini.

PICCOLA VERSAILLES

Per chi arriva dalla terraferma, il punto di partenza è Stra, dove sorge Villa Pisani, la più principesca delle dimore della Riviera. I Pisani, una delle famiglie più ricche e potenti di Venezia, la fecero costruire nella prima metà del 700 senza badare a spese. Il suo stile coniuga il fasto dell’ultimo barocco con l’armonia e il rigore dello stile neoclassico. Gli interni (un centinaio di stanze) sono stati decorati dai più celebri artisti dell’epoca. Bellissimo è anche il parco, undici ettari, con il celebre Labirinto, un tortuoso percorso di siepi che porta a una torretta centrale, coronata da una statua di Minerva. Procedendo lungo il fiume, si arriva a Dolo, il paesino più caratteristico della Riviera. La parte antica è sull’Isola Bassa, fra i due rami del canale, con vicoli, piazzette e il vecchio Squero, il portico dove un tempo venivano costruite e riparate le barche. Sullo spiazzo, affacciato sul canale, si tengono fiere e mercatini. Di fronte ci sono i mulini del 500, che oggi ospitano un bar-enoteca

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