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A Torino il Festival Internazionale dell'Oralità

Il 18-19-20 giugno l'unico Festival Internazionale dedicato alla trasmissione dei saperi.

 

La quinta edizione a Torino, 18 - 19 - 20 giugno

Il centro storico della città ospita l’unico Festival Internazionale dedicato alla trasmissione dei saperi. Il programma è un invito a girare nelle strade e nelle piazze torinesi che in ogni momento della giornata offriranno incontri, laboratori, musica, teatro, racconti, letture, giochi, cibo, installazioni, video... Oralità allo stato puro potremmo dire. Oralità interpretata e animata. Oralità trasmessa e condivisa.

Info: http://www.reteitalianaculturapopolare.org/

Il saluto di Antonio Damasco

direttore della Rete Italiana di Cultura Popolare

«La Rete Italiana di Cultura Popolare è il luogo dove poter indagare le connessioni tra l'utilizzo, tipicamente moderno, dei nuovi strumenti di comunicazione (blog, chat, social network, ecc…) e la rinascita di antiche forme di ritualità locali, come un legame indissolubile che guarda al futuro.

Ci troviamo oggi di fronte ad una incessante ricerca di comuni radici, proprio le nuove generazioni sembrano avere voglia di comunità, di cui per troppo tempo abbiamo pensato di poterne fare a meno. Comunità reali, virtuali, o comunque la necessità di indossare un costume riconoscibile, sentirsi meno soli, parte di un tutto, fosse anche una maglia della propria squadra calcistica. Questo ancestrale bisogno emerge con urgenza proprio nell’uso dei nuovi social network, dove persone, storie, fotografie e video di un passato, spesso ri-elaborato, vengono condivisi, messi in rete… la speranza è l’incontro di un altro, ma che spesso nasconde un’antica esigenza, quella di rappresentare se stessi in una società spersonalizzante. I progetti che questa Associazione nazionale promuove guardano proprio a quei giovani che con sempre maggiore frequenza stanno rivolgendo la propria attenzione ad una “cultura altra”, non omologata, fatta di attenzione alle tradizioni ma con la capacità di re-inventarla, farla propria: il modo in cui scriviamo un sms o in chat è ben lontano dalla scrittura, ma ricalca, talvolta con segni diversi, forme di oralità, modi di dire, esprimersi e comunicare che presuppongono la presenza fisica della persona a cui ci rivolgiamo. Non stupisca, per questo, se i temi di cui trattiamo abbiano a che fare più con il presente ed il futuro, che con il passato. Che questo Festival Internazionale dell’Oralità Popolare, così come la Carovana dei saperi che se andrà itinerante per la penisola italiana sono tra le maggiori forme di una cultura contemporanea e sperimentale.

Tutto questo è possibile grazie a quei “Maestri inconsapevoli” che ci vengono segnalati da molte persone da tutta Italia, di cui la Rete durante l’anno, studiando dei progetti con loro e gli enti locali interessati, ne verificano la possibilità di essere rimesse in circolo le idee. Affinché i loro saperi, vere resistenze culturali, in un sistema che aveva, in maniera autoreferenziale, promosso se stesso come cultura di serie A, possano riavere la dignità che meritano ed essere trasmesse alle nuove generazioni con la forza innovatrice che gli è propria. Esiste un’oralità di ritorno che si sta diffondendo velocemente verso un dialogo intergenerazionale, Op vuole essere la testimonianza viva di questa cultura necessaria.

I soci della Rete Italiana di Cultura Popolare si sono assunti il compito di far nascere dei veri e propri “laboratori dei territori”, grazie alle “Antenne locali” che si stanno istituendo in tutta la penisola, per mettere a sistema le reti locali in un ottica nazionale ed internazionale. Qui il neologismo di “glocale” ci viene in soccorso, ovvero una Rete in grado di ragionare con una cultura globalizzante, con tutte le sue accezioni positive, ma che riesca attraverso la capacità di non perdere la forza del “locale” a non essere inghiottita dalla forza centripeta di tale spinta economico/culturale. Esiste un modo diverso di lavorare insieme, che tenga conto delle diversità e quindi della “bellezza” di ognuno

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