Alla ricerca dello spirito

Lontano dalla vita materiale, ecco la top ten dei templi dove dedicarsi all'anima. da Mont-Saint-Michel in Francia ai percorsi zen in Giappone, passando per Grecia, Siria, Egitto

 

elevarsi sulle maree

1. Normandia, Francia

Con 3.200.000 visitatori all’anno, una magnifica posizione su un isolotto al centro di un’enorme baia, un paesaggio che cambia a seconda delle maree (l’acqua sale e scende di 14 metri!) e addirittura una comunità di amici su Facebook, il Mont-Saint-Michel è il complesso monastico più straordinario del mondo. Oggi è un borgo che fa comune a sé, ma poco prima dell’anno mille, quando un gruppo di monaci benedettini arrivò qui, sfidando le onde, per costruire una chiesa, il luogo era così isolato da essere perfetto per vivere in comunione con Dio. Nei secoli – e come in una di quelle mirabolanti incisioni di Escher – l’isolotto è diventato un compendio dell’architettura medievale grazie alla costruzione di edifici sacri in stile romanico, gotico e gotico fiammeggiante: da non perdere il Chiostro delle Merveille, letteralmente sospeso su un’ala del monastero, e la passeggiata sui bastioni.

Info sui musei, gli alberghi e la gastronomia di Mont-Saint-Michel su lemontsaintmichel.info, il sito della comunità monastica è: abbayedumontsaintmichel.cef.fr

nel rifugio della tigre

2. Paro, Bhutan Se l’ateismo di stato degli occupanti cinesi ha tolto un po’ di magia ai luoghi sacri del Tibet, il regno himalayano del Bhutan è il paese dove vivere la spiritualità del buddhismo. Qui il monastero più scenografico, arroccato su una roccia che si eleva sulla valle di Paro, a 3.120 metri d’altitudine, è il Taktshang Goemba, il “rifugio della tigre”. Secondo la leggenda, venne fondato da guru Rimpoche, il maestro supremo del buddhismo tibetano, che arrivò qui per meditare in una grotta “volando” su una tigre. Quanto ai turisti, devono accontentarsi (si fa per dire) di visitarlo percorrendo un sentiero a piedi o a dorso di mulo, ma la fatica è ripagata dalla bellezza del luogo. Il periodo migliore per la visita è marzo, quando i monasteri ospitano il Tsechu Paro Festival, con celebrazioni e danze in onore di guru Rimpoche. Avete un anno davanti a voi per organizzare un viaggio che ricorderete per tutta la vita. Tra gli operatori italiani che propongono tour del Bhutan segnaliamo earthviaggi.it e rubytravel.it.

Templi Tra le meteore

3. Valle di Kalampaka, Grecia In greco, metéoros significa “sospeso nell’aria”, e il nome descrive queste rocce che, insieme al monte Athos (che non compare in questa classifica per una questione di “pari opportunità”, visto che la visita è vietata alle donne), conservano il fulcro del cristianesimo ortodosso in Grecia. Le ingiurie del tempo hanno risparmiato soltanto sei monasteri (Mégalo Metéoro, Varlaam, Agios Nikoláos Anapafsas, Roussánou, Agia Triada, Agios Stéfanos) dei 24 che prosperarono tra le rocce della Valle di Kalampaka tra il XIV e il XVIII secolo. Ma questi, raggiungibili attraverso impervie e panoramicissime scalinate scavate nell’arenaria, racchiudono affreschi e arredi sacri e, soprattutto, conservano intatta l’atmosfera delle origini. Qui, negli ambienti saturi degli effluvi d’incenso e illuminati da candele, si osservano i monaci intenti nelle attività quotidiane della cucina o del restauro dei manoscritti.

Info su visite, attività e pernottamenti nell’area monastica e nei dintorni su kalampaka.com

canti gregoriani

4. Veroli (FR), Italia In un paese di santi come il nostro è molto difficile eleggere il “numero uno” tra i monasteri più belli. Abbiamo scelto questo perché – oltre a rappresentare uno dei più straordinari esempi di architettura gotico cistercense d’Italia – si trova in una zona, la Ciociaria, ignorata dalle grandi rotte del turismo e ancora tutta da scoprire. Fondata dai monaci benedettini nel 1217, l’Abbazia di Casamari è immersa in uno scenario ancora selvaggio, ospita una notevole pinacoteca e un museo con reperti medievali, romani e paleontologici. La comunità di monaci tiene vive le tradizioni del canto gregoriano e dell’antica farmacia dove si producono rimedi, cosmetici naturali e liquori (come l’Elixir San Bernardo) con le piante officinali coltivate nello splendido orto officinale. Per visite guidate, prenotare pernottamenti nella foresteria, il calendario dei concerti di canto gregoriano e lo shopping cliccate su abbaziadicasamari.it

preghiere & gatti

5. Lago Inle, Myanmar

Su un’isoletta del lago Inle (di per sé una delle principali mete turistiche del Myanmar) il monastero buddhista di Nyaungshwe è, letteralmente, un sogno: costruito nel XIX secolo, si compone di una serie di stupa ricoperti d’oro e da una sala di preghiera sorretta da 654 pilastri in teak e racchiude grandiose statue raffiguranti il buddha. È noto anche come il “monastero dei gatti ballerini” perché i monaci occupano il tempo meditando e addestrando i cuccioli a fare formidabili acrobazie, per il divertimento dei visitatori. Dalle sponde del lago (dove si trova l'Iinle lake Wiew resort&spa, in stile tradizionale e di standard internazionale, inlelakeview.com) il monastero si raggiunge con una gita di mezz’ora in barca a remi. Lungo il tragitto si ammirano i mercati galleggianti e la vita dei pescatori. Per viaggi organizzati dall'Italia consultate il catalogo mistral su qualitygroup.it

3.700 gradini alla vetta

6. Monte Sinai, Egitto

La pressione del turismo ha fatto sì che, per preservare il loro stile di vita ascetica, i monaci di Santa Caterina abbiano dovuto limitare l’accesso a quello che, eretto tra il 527 e il 565 dall'imperatore Giustiniano, è il più antico monastero cristiano sopravvissuto fino ai giorni nostri. Gli orari di apertura sono dalle 9 alle 12 (esclusi il venerdì e la domenica, le festività religiose e i periodi di digiuno) e sappiate che la visita è limitata alla cappella e a pochi altri ambienti, nei quali però si può avere un assaggio degli straordinari tesori in manoscritti miniati e icone della tradizione greco-ortodossa. E, soprattutto, immergersi nell'atmosfera “divina” del luogo, quello che ci vuole per affrontare i 3.700 gradini fino alla vetta del Sinai, montagna sacra per cristiani, musulmani ed ebrei

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