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Ricordi di Barcellona

Pat e Syusy ci sono stati un po' di tempo fa e raccontano alcune gaffes...

 

Syusy:

A Barcellona siamo andati, una volta, a lavorare: dovevamo fare uno spettacolo di Varietà. Patrizio s'era studiato a memoria la sua parte, che si era fatto tradurre in spagnolo. Appena comincia a parlare, parte una salva di fischi. Capiamo dopo un po' che il problema è proprio questo: un italiano che a Barcellona parla spagnolo. Per i Catalani era un'offesa! Bisognava parlare italiano, e loro ci assicuravano che l'avrebbero capito e gradito. Allora ci siamo messi a parlare un italo-sardo-catalano. Patrizio, ad un certo punto – carino come al solito! - mi ha chiamato “paiassa gordassa”, che voleva dire più meno clown cicciotta, e la cosa ha fatto ridere tutti da morire, a parte me. Per fortuna poi mi sono sfogata a vedere la Sagrada Famiglia e i capolavori di Gaudì, e il quartiere del vecchio Porto, prima che le Olimpiadi ne provocassero lo smantellamento...

Patrizio:

Ah no, della famosa visita ai quartieri del Porto, ne voglio parlare io! È successo che ci siamo incamminati per le viuzze che, allora, stavano a valle delle Ramblas, verso il porto. Lei, Syusy, si incammina di buon passo e si perde per i vicoli, suggestivi ma decisamente malfamati. Io, dubbioso, cercavo di starle dietro. E lei va, senza curarsi di nulla, ignara di tutto. E io dietro. Arriviamo davanti ad un locale, dall'interno del quale provenivano voci e rumori. Prima che potessi fermarla, Syusy entra. All'improvviso si è fatto un silenzio da affettare... Col coltello. Decine di brutti ceffi, di tutti i colori, si sono fermati: hanno smesso di bere, fumare e chiacchierare e ci hanno fissato. Mi sono sentito come un grasso maialino finito in una tana di leoni. Ho cercato di darmi un contegno, e ho ordinato, non so cosa. Abbiamo bevuto non so cosa, intanto che la tensione si allentava: ho avuto come l'impressione che i leoni si fossero impietositi: eravamo troppo assurdi, troppo fuori posto. Ho pagato, senza neanche chiedere il resto, e siamo usciti, sorridendo in modo ebete, guadagnando la porta camminando all'indietro... Una comica.

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