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Istria, l'alt(r)o Adriatico

Architetture di roccia bianca scolpite dalla bora, piccole baie trasparenti, borghi antichi che ricordano la vicina Venezia...

 

Cittanova, Rovigno, Parenzo, Pola: la magia di camminare nelle piccole città istriane della costa è quel senso di antico che si percepisce calpestando i lastricati di pietra bianca (chiamata non a caso pietra d'Istria), incastrati lì da secoli e incredibilmente tirati a lucido come se fossero lì da poco. Sono ciottoli arrotondati dalla mano dell’uomo e dal tempo, da sempre la materia prima dell’alto Adriatico. Il pensiero va subito a Venezia, distante 50 miglia di mare, e all'influenza che ha esercitato su queste coste al tempo delle Repubbliche Marinare: stesso candore della pietra, stesse architetture barocche e profumo di salsedine.

Un crocevia di transiti e approdi

Proprio il profumo di mare che riempie i polmoni - lontano dal traffico cittadino - non può far dimenticare che il mare è tutto intorno, anche se le strette e antiche calli talvolta ne nascondono la vista. Un arco o uno spazio lasciato vuoto fra le case, tra loro vicinissime, regala una sferzata di colore in netto contrasto con il bianco accecante della strada e delle case. Il colore del mare, intensamente blu, accresce la sensazione d'integrità di queste cittadine, miracolosamente conservate, che un tempo hanno visto avvicendarsi Romani, Bizantini, Venezia, gli Asburgo, Napoleone, l'Italia e la Jugoslavia, mentre ora fanno parte della giovane Repubblica Croata. Non bastasse l’architettura, girovagando a naso in su, i nomi di piazze e strade sono un in rigoroso bilinguismo (croato e italiano). E l'italiano non è uno stratagemma per compiacere i turisti in trasferta, ma una lingua insegnata a scuola e parlata anche dai locali.

Da cittanova, la porta d'ingresso

Scendendo in auto da Trieste, dopo meno di 35 chilometri, Cittanova (Novigrad, per i croati) è tra le prime città istriane che s'incontrano. Ha il fascino di un borgo autentico grazie al porticciolo per le barche dei pescatori con reti e cassette del pesce accatastate sulla banchina. Non lontano c'è anche il porto, più ampio e moderno, per le imbarcazioni da diporto e gli attracchi turistici, ma sufficientemente in disparte da non alterare lo stile archittettonico del centro storico. Nelle facciate delle abitazioni lungo le vie strette che conducono nella piazza maggiore è forte l'impronta del periodo veneziano. Novigrad è considerata la base ideale per visitare l’entroterra della penisola istriana che negli ultimi anni si è evoluto grazie alla riscoperta delle sue radici agricole. Il risultato è che olio e vino oggi competono con i migliori prodotti dell’area mediterranea. Guidando l’auto su quella che è chiamata la “strada dell’olio d’oliva” si vedono distese di ulivi ben allineati che coprono intere colline. Val la pena sostare alla Uljara Al Torcio (strada Contessa 22, Novigrad, tel. 00385 52 758093), una delle aziende di maggior pregio, capace di produrre ottimo olio e valorizzarovignore le antiche costruzioni del podere che si estende su sette ettari. Lungo il paesaggio, gli ulivi si alternano le viti della malvasia, il vino lievemente profumato ideale per i piatti a base di pesce. Sono numerose le cantine che offrono percorsi di degustazione.

Dopo le spiagge e le fortificazioni di Cittanova si giunge a Parenzo (Porec), considerata la capitale del turismo istriano per i grandi numeri ospitati dai suoi hotel. Il luogo è degno di nota: a pochi metri dal mare c'è un bosco, l'acqua della baia è limpida, il piccolo centro storico all'interno della penisola offre tesori come la basilica bizantina, Patrimonio Unesco per i mosaici della facciata e degli interni.

a rovigno, la più fotogenica

Proseguendo verso sud, dopo 50 chilometri, si trova Rovigno (Rovinj), una delle città più fotografate del Mediterraneo. Si trova su una collina in mezzo al mare collegata alla terraferma da un istmo. Nei secoli il promontorio è stato completamente edificato e la struttura urbanistica è la stessa che la Repubblica Veneziana concepì per la difesa della città: uno stupendo labirinto di stradine in cui si intrecciano elementi romanici, gotici, rinascimentali, barocchi e neoclassicisti, cintati da mura di protezione (ora presenti solo in parte) e accessi fortificati

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